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Roland Garros 2013 / Nadal è in finale: vinta la battaglia in cinque set contro Djokovic (6-4, 3-6, 6-1, 6-7, 9-7)

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non arretra di un centimetro, anche se un paio di volte deve risorgere da 0-30. Intanto, si vedono colpi pazzeschi, proibiti ai più: rovesci incrociati da fondocampo, passanti in gancio di dritto (colpiti anche con il telaio), scambi pazzeschi con palline riprese dal centro stesso della terra. Finchè non si arriva sul 4-3 e servizio Djokovic. E' il game che decide tutto, e lo sa bene anche il serbo: mai trascinarsi Nadal nel punteggio, non sulla terra rossa. Ricordate la racchetta appoggiata? A Djokovic viene tanta voglia di farlo: Rafa recupera, strappa il servizio al serbo quando un rovescio finisce in rete, il centrale già caldissimo esplode in un rombo udibile a chilometri di distanza e, mentre Toni Nadal e Maria Francisca Perello - come sempre con una compostezza vittoriana - stringono i pugni in sincrono con lo spagnolo, Jelena Ristic - capelli raccolti, cappellino d'ordinanza e occhiali da sole - si siede sconsolata, e il pugnetto sul cuore non se lo batte più. Inizia un'altra partita: Djokovic con i denti tiene i turni di servizio, nessuno dei due riesce a sfruttare possibilità sulla battuta dell'altro, ma c'è come l'impressione che Nadal abbia ricominciato a correre come nel primo set, mentre Nole ha lasciato qualcosa su quel rovescio. Il punteggio sale, ma questa volta è Djokovic che, come in una serie di calci di rigore a oltranza, non può più sbagliare. Ci sono un paio di momenti pazzeschi: il serbo sbaglia due smash facili facili, e sul terzo - incredibilmente - travolge la rete con la pallina che non ha ancora rimbalzato per la seconda volta. Punto Nadal, e palla break: il Philippe Chatrier mugugna, ma il regolamento è chiaro e si continua. Djokovic, tuttavia, non paga pegno: sembra che sia arrivato il suo giorno, e invece al 16esimo game del quinto set, dopo che sono già passate quattro ore e mezza, il numero uno al mondo rimane sotto shock da un colpo impossibile di Nadal. I successivi due tentativi del serbo finiscono lunghi: Nadal può esultare e, stremato, concedersi al microfono d'ordinanza. Risponde in discreto francese alla prima domanda, poi passa all'inglese, più sicuro. Mentre Djokovic è già uscito dal campo sotto una selva di applausi, l'intervistatore chiede a Rafa se preferisca incontrare Ferrer o Tsonga; al nome del francese il centrale esplode. Nadal sorride: "Sono due grandi giocatori", dice, "godetevi la partita, io aspetto il vincitore in finale". Già: se gioca così, chi lo batte?

 

(Claudio Franceschini)

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