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Pagelle / Brasile-Spagna (3-0): i voti e il tabellino della partita (Confederations Cup 2013, finale)

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In ritardo sul tocco di Fred, doveva osare di più. Il bolide di Neymar è sul suo palo ma poteva farci poco, così come sul 3-0. Non è il colpevole, ma forse le tante panchine con il Real Madrid gli hanno tolto un po' di smalto. Bravo sempre su Fred nel primo tempo: resta in piedi e lo ipnotizza.

Affonda con la barca, ma è uno dei principali responsabili: Neymar lo irride praticamente sempre, rischia già un rosso nel primo tempo quando lo abbatte lanciato a rete (per fortuna siamo a metacampo). Davvero male, anche perchè davanti non c'è mai. Infatti, esce subito.

( Anche lui in difficoltà, inserito perchè capace di garantire più spinta e quindi superiorità offensiva, si fa prendere dai fantasmi verdeoro e non combina nulla)

Aveva già chiuso la stagione in affanno, si conferma in difficoltà ieri sera: il rosso per fallo su Neymar è l'emblema di una partita in cui vorrebbe essere da tutt'altra parte, perchè di palloni e avversari ne vede onestamente pochini. Dovrebbe curarsi di Fred, che gliene fa due in faccia.

Ci mette l'aggravante di un rigore calciato male quando la partita si sarebbe riaperta. E' recidivo: un anno fa sbagliò in semifinale di Champions League tirando alle stelle. Nel suo mestiere regolare, quello di difensore, stecca la prestazione. 

Non è il terzino di corsa e fantasia che aveva mostrato di essere a Barcellona: Hulk la mette sul fisico e lui può poco, però va sotto anche quando si gioca sulla qualità e sulla velocità. Preso in mezzo troppe volte, finisce con il fiatone e senza aver combinato nulla.

Dura la vita quando hai tre uomini addosso ogni volta che tocchi la palla. Ci prova e riprova a fare ordine, conscio del suo talento, ma gli dice male: non era più abituato a prenderle, tra Barcellona e Spagna. Dovrà forse abituarsi a farsene una ragione?

Paga tanto in termini di fatica, però cerca sempre di restare in piedi e di cucire il gioco, prendendo palla dai difensori. Deve fare legna in mezzo, compito non facile: finisce sulle gambe e affondato decisamente, ma almeno ci ha messo qualcosa.

Danza sul pallone, anche con tre uomini addosso non perde mai la calma e ne esce magicamente. Devono abbatterlo per fermarlo: lui per dare la scossa prova anche il tiro da fuori (bravo Julio Cesar), poi è talmente da solo che anche le sue piroette con il pallone tra i piedi perdono di significato.

Criticato per tutta la Confederations Cup, perchè ha tolto il posto a qualcuno più meritevole (Villa?). Eppure ieri sera è stato l'unico a cercare concretamente di impensierire il Brasile. Aveva anche segnato, ma è spuntato dal nulla il piedone di David Luiz. 

Gioca lui e non Soldado: se hai fatto cinque gol nel torneo meriti il posto. Solo che quattro erano contro Tahiti: ieri sera contro due cagnacci come Thiago Silva e David Luiz non ha mai visto palla, come un attaccante di Lega Pro (ci scuseranno) non abituato a questi palcoscenici. Solo una volta si gira bene, e infatti manda in porta il compagno: una volta in 58 minuti.

( C'era chi lo avrebbe voluto in campo dall'inizio: è il recordman di gol in Nazionale. In effetti impensierisce Julio Cesar, pur se rimane un lampo isolato. Fosse stato al 100% chissà, forse…)

L'assist a Pedro che poteva valere l'1-0. Stop: la sua partita finisce qui, perchè per il resto non becca mai un pallone. Patisce il fatto di vagare troppo per il campo, senza un ruolo ben preciso: in altri contesti funziona, ieri sera no.

Ce lo aspettavamo subito in campo: contro l'Italia era stato il migliore. Del Bosque invece lo manda in campo già sullo 0-2: lui ripaga il tecnico prendendosi un rigore, che Sergio Ramos tira ai raccattapalle. Lui però ha fatto il suo.

All. DEL BOSQUE 4,5 Quando ne prendi tre è sempre un disastro. Meglio qui che tra un anno: il punto è che una partita così si può ripetere. Dà l'impressione che la formazione non sia quella perfetta; forse contro questo Brasile sarebbe cambiato poco, ma lasciare fuori Jesus Navas e Villa contro una difesa così appare da matita rossa. Chiude senza gol nelle ultime due partite: ci sarà da pensare, e a lungo. (Claudio Franceschini)