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Pagelle / Brasile-Spagna (3-0): i voti e il tabellino della partita (Confederations Cup 2013, finale)

Brasile-Spagna 3-0: i verdeoro spazzano via i campioni di tutto e vincono la terza Confederations Cup consecutiva, la quarta in totale. Leggi le pagelle ai protagonisti della partita

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PAGELLE BRASILE-SPAGNA (3-0): I VOTI E IL TABELLINO DELLA PARTITA (CONFEDERATIONS CUP 2013, FINALE) - E' un trionfo per il Brasile; nella finale di Confederations Cup 2013 i verdeoro schiantano la Spagna per 3-0, prendendosi così il terzo titolo consecutivo (quarto in totale) e lasciando a zero, nell'albo d'oro, le Furie Rosse. Che perdono dopo 25 partite ufficiali, e ricevono una lezione dure da ricordare: il risultato è netto, il gioco che si è visto anche, il Brasile ha dominato con le armi che di solito sono di Del Bosque e questo fa più male. In più, tutti hanno capito una cosa: giocare in Brasile, tra un anno, non sarà per niente facile, e non per il caldo. Il Maracanà di ieri sera sarà stato quasi un terzo di quello che era nel 1950, ma impatto e spinta del pubblico sono terrificanti. 

BRASILE-SPAGNA, VOTO 7 Si affrontavano le due migliori espressioni del calcio di oggi; aspettative confermate, soprattutto nel primo tempo giocato a mille all'ora. Molto più Brasile che Spagna, e proprio il gol dei verdeoro dopo due minuti ha fatto sì che anche gli iberici giocassero sopra ritmo e non insistessero con il possesso palla prolungato. Bello spettacolo, anche per chi non era tifoso e ha potuto gustarsela.

VOTO BRASILE 7,5 Mezzo punto in meno per un semplice dettaglio: è bastata una volta che Torres difendesse palla e si girasse per creare un uno contro due, salvato per miracolo da uno strepitoso David Luiz. I giocatori non sono messi benissimo in campo, ma è un particolare infinitesimale: la squadra aggredisce la Spagna altissima, non la fa ragionare, sembra assatanata e riparte subito in contropiede sfruttando la velocità di Neymar e la potenza di Hulk. Una partita da ricordare, certo con sotto i 75.000 del Maracanà viene forse più facile.

VOTO SPAGNA 4,5 Per una volta non ci ha capito niente, schiacciata da un Brasile che ha giocato come di solito giocherebbe lei. I palleggiatori imbrigliati, Torres isolato, i terzini che salgono a non far respirare gli esterni. Del Bosque non ha trovato contromisure: deve riflettere, perchè tra un anno rischia di ritrovare i verdeoro e non è detto che non finisca allo stesso modo. 

VOTO ARBITRO (KUIPERS) 7 Bravo, perchè tiene in mano una partita che dopo cinque minuti è già caldissima, con accenni di rissa e proteste a ogni fischio. Il rigore c'è, il secondo gol è regolare, il rosso a Piqué è ineccepibile così come altre decisioni. Personalità e carattere: è diventato uno dei migliori.

BRASILE-SPAGNA: I VOTI DEI VERDEORO

JULIO CESAR 7 Per giocare è dovuto andare al QPR: impensabile, perchè sa ancora volare come un tempo anche se gli anni passano. Lo fa nel primo tempo su Iniesta, si ripete poi su Pedro e Villa. Sicurezza tra i pali: una buona squadra parte da qui.

DANI ALVES 6,5 E' l'esterno che spinge di meno, ma quando lo fa è un treno; e per una volta sa anche difendere con ordine, come un vero terzino dei tempi antichi. Bravo e leader: è uno dei più "anziani".

THIAGO SILVA 7 Lui leader lo è con i fatti: cancella Torres dal campo, mette piede e gamba ovunque, i suoi interventi esaltano il Maracanà e lui esalta i tifosi quando respinge un cross insidioso. Capitano vuol dire anche questo: uno dei migliori centrali in circolazione, e lo sapevamo.

DAVID LUIZ 8 Strepitoso. Dicono che si perda via, che commetta errori di distrazione, che abbia troppa foga: ieri sera però ha fatto vedere che quando è concentrato fa spavento. Agli avversari: non sbaglia un intervento, salva un gol andando in scivolata a togliere dalla porta un tocco di Pedro. Se gioca così, è l'uomo in più del Brasile.

MARCELO 7 Nel Real Madrid non gioca: misteri. Qui spinge come un forsennato, ha piede e qualità da fantasista al servizio della fascia. Un po' preso in mezzo da Pedro ogni tanto, provoca un rigore senza pagare dazio, ma gioca sempre con il turbo nei piedi e dà tanta qualità.

LUIZ GUSTAVO 6,5 Un altro che nel suo club, il Bayern Monaco, gioca poco. Ma è uno dei segreti della squadra, perchè certe versioni del Brasile hanno fallito in assenza di un medianaccio che fa la guardia a tutti. Non è facile tenere il passo di Iniesta e ogni tanto arranca, ma se la cava e dà ordine dove tanti cercano la giocata "bailada". Necessario.

PAULINHO 6,5 Prova il gol di fino nel primo tempo e quasi gli riesce. Gioca con costanza, cerca il solito inserimento nel cuore dell'area ma non ha mai l'occasione giusta. Utile in mezzo però, dove si risolve la partita: non molla mai un centimetro, e si mette al servizio della squadra. (87' HERNANES sv)

HULK 5,5 Tatticamente ineccepibile: spolvera la linea di fondo allargando il campo, tiene palla, fa salire i compagni e da un suo cross nasce il primo gol. Però, non vede mai la porta e ogni tanto tende ad estraniarsi dal gioco. (72' JADSON sv)

OSCAR 6,5 Non aveva convinto fino a qui, lo fa questa sera quando regala a Neymar la palla del 2-0, bravo a capire quando il suo compagno rientra dal fuorigioco. E poi ci mette corsa, volontà e qualità. Sacrificato in nome della fantasia di Neymar stesso, riesce a ritagliarsi il suo spazio in campo dando anche una mano in copertura.

NEYMAR 7,5 D'accordo: come lo tocchi vola. Però, siamo davvero al voler denigrare per forza. La verità è che è fortissimo: non tanto per il gol di potenza sul primo palo, quanto perchè dà la sensazione di poter fare tutto e lo fa, soprattutto mandando in porta i compagni con tocchi deliziosi. Con Messi non si pesterà i piedi: sono diversi, potenzialmente può venire fuori una grande coppia. Il Maracanà si alza in piedi ogni volta che tocca palla: il tributo più grande.

FRED 8 (il migliore) L'Europa l'ha scaricato credendolo bollito, ora l'Europa lo rivuole: è la sua rivincita, contro chi diceva che fosse un soprammobile messo lì a mostrare i muscoli e nulla più. Poteva fare la fine del Serginho del 1982, invece si rimbocca le maniche e quando la palla scotta ne fa due, che sono cinque in totale nella coppa. Come Paolo Rossi nel Mundial appena ricordato: male all'inizio, poi killer implacabile. Se gira così, il Brasile è a posto. (78' JO sv)

All. SCOLARI 8 Quando le cose non vanno bene, la Federazione chiama lui. Si è capito perchè: la sua Nazionale gira a mille, soprattutto è un gruppo unito laddove era un concentrato di talenti che andavano per conto proprio. Divertono, si aiutano in campo e vincono: tra un anno si vedrà se basterà per il sesto Mondiale, intanto siamo decisamente sulla buona strada.

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