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Volley / World League 2013, l'Italia ricevuta da Letta prima della partenza per l'Argentina

Pubblicazione:giovedì 11 luglio 2013

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PALLAVOLO, WORLD LEAGUE 2013 – L'Italia si avvicina alle finali della World League 2013 in un modo speciale. La Nazionale di pallavolo guidata dal c.t. Mauro Berruto è stata infatti ricevuta a Palazzo Chigi dal presidente del consiglio Enrico Letta, al quale è stata donata una maglia azzurra con il numero 1. Un appuntamento che non capita spesso, alla vigilia del ritorno degli azzurri all'atto finale della World League dopo un anno di assenza e ben otto successi finali, l'ultimo dei quali risale però al 2000. Berruto ha commentato così questo incontro: “E' impossibile nascondere il nostro orgoglio nell'essere qui oggi (ieri, ndR). Siamo felici di rappresentare il nostro Paese e faremo di tutto per continuare ad onorare la maglia azzurra che indossiamo, cercando sempre di mantenere in alto la nostra bandiera. Andiamo in Argentina pensando al futuro, ma con la voglia di rendere indimenticabile il presente”. Ricordiamo che l'appuntamento è a Mar del Plata da mercoledì prossimo, 17 luglio, fino alla finale che si giocherà domenica 21. Parteciperanno sei squadre, che saranno divise in due gruppi da tre squadre: già qualificata naturalmente l'Argentina padrona di casa, e poi l'Italia, il Brasile e il Canada. Gli ultimi due posti saranno decisi in questo week-end: in ballo ci sono Bulgaria e Polonia nel gruppo A e Russia e Germania nel gruppo B, quello che ha già promosso alla finali l'Italia. Da segnalare però anche una polemica fra la Lube Macerata e Berruto: la squadra marchigiana non ha infatti gradito la mancata convocazione di due suoi giocatori, Michele Baranowicz e Jiri Kovar. La Lube ha emesso addirittura un comunicato ufficiale in cui ha deplorato le scelte del c.t.: “Siamo in totale disaccordo. Per quello che ci riguarda è incredibile che due giocatori di questo calibro non vengano portati alle finali in Argentina. Il c.t. è pagato anche per fare una selezione: il fatto che abbia idee molto diverse dalle nostre vuol dire che una delle parti sbaglia”. Interpellato sul tema, Berruto ha replicato che non ha intenzione di commentare.



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