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Tour de France 2013 / Cronaca 15ma tappa (Givors-Mont Ventoux): trionfa Froome

Pubblicazione:domenica 14 luglio 2013 - Ultimo aggiornamento:domenica 14 luglio 2013, 21.54

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TOUR DE FRANCE 2013, LA CRONACA DELLA QUINDICESIMA TAPPA (GIVORS-MONT VENTOUX, 242,5 KM) - Per fortuna che doveva essere in crisi, scalfito nelle sue certezze e limitato da una squadra altalenante e in potenziale crisi di identità. E invece, Chris Froome dimostra che il più forte di questo Tour de France 2013 è lui: nel giorno più importante, alla resa dei conti del Mont Ventoux, il britannico del Team Sky disintegra gli avversari e fa il vuoto dietro di sè, vincendo la seconda tappa personale in questa Grande Boucle (aveva trionfato a Ax 3 Domaines) e di fatto ipotecando la corsa. Lo scorso anno era stato fedele scudiero di Bradley Wiggins, ma già allora aveva fatto capire di averne di più in salita; quest'anno è capitano, perciò fin dall'inizio era chiamato a confermarsi. Detto fatto; eppure due giorni fa sembrava che il suo Tour fosse tutto in salita, quando un attacco di Alberto Contador e della Saxo-Tinkoff gli aveva fatto perdere più di un minuto, su una strada pianeggiante. Perciò, si diceva, le pendenze avrebbero potuto farlo crollare, perchè un conto è avere un team che ti spinge fino in cima e ti fa sentire meno la fatica, un altro è essere da solo contro tutti. Quei tutti che, da Bauke Mollema a Roman Kreuziger passando per Laurens Ten Dam e naturalmente Contador, sognavano oggi di lasciarlo sui pedali. E invece l'ultima parola l'ha avuta Froome, che ha interpretato la gara nel migliore dei modi e ha dato un'impressione di superiorità talmente evidente che ci si può solo inchinare. La cronaca della tappa inizia inevitabilmente ai piedi del Mont Ventoux, perchè la strada fino a Bedoin è una lunga e lenta marcia di avvicinamento allo spettacolo finale, con qualche tentativo di fuga (tra cui quello di De Gendt) che viene rintuzzato dal gruppo. Quando si arriva alla salita del Mont Ventoux, come da pronostico e con un senso del momento incredibile parte Nairo Quintana, che si sta giocando la maglia bianca con Kiatkowski: il colombiano si porta dietro Mikel Nieve (Euskatel) e insieme vanno all'attacco della vetta. L'azione è buona, ma dietro succede quello che non ti aspetti, o che pensavi di non doverti aspettare: Richie Porte, andato in crisi già nella prima settimana di Tour, parte in progressione imponendo al gruppo degli inseguitori un ritmo impossibile, spacca la carovana e presto rimane da solo con il suo capitano Froome e con Contador, che ha capito bene di dover prendere questo ultimo treno se vuole dire ancora la sua. Peccato che lo spagnolo non duri, perchè quando siamo a 7,3 chilometri dal traguardo Chris Froome decide che è ora di andare a prendersi questa Grande Boucle: il britannico si alza sui pedali, e sono saluti a tutti, compreso Quintana che nel frattempo ha lasciato lì Nieve. Froome arriva e passa, prende un ritmo che gli altri non possono tenere e va a trionfare. Quintana arriva trenta secondi dopo, Contador cerca di attaccarsi alla ruota di Nieve ma alla fine si fa prendere anche da Kreuziger - che da buon gregario lo aiuta a salire fino in cima - chiudendo a 1'40'' dalla maglia gialla. Gli altri arrivano a 1'46'' (Mollema) e 1'53'' (Ten Dam). Porte taglia il traguardo staccato, pagando il grande sforzo, ma il suo lavoro l'ha fatto. Il Tour de France 2013, di fatto, finisce oggi sul Mont Ventoux: ha un nome e un cognome, si chiama Chris Froome. (Claudio Franceschini)

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