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Calciomercato Fiorentina / Presentato Mario Gomez: sono un viola e sono felice, prometto gol e obiettivi

Pubblicazione:lunedì 15 luglio 2013

Foto: InfoPhoto Foto: InfoPhoto

CALCIOMERCATO FIORENTINA - "Sono un fiorentino". Così Mario Gomez si è presentato in Italia, con le prime parole della sua avventura con la maglia della Fiorentina (ovviamente, numero 33). Ha voluto parlare in italiano il tedesco, finalmente arrivato all'Artemio Franchi dopo tanta attesa. "Non so dire altro, ma imparerò presto l'italiano per rispondere alle interviste". E' un calciatore raggiante quello che parla alla stampa: suda copiosamente sotto l'abito scuro della società, ma è solo il caldo, perchè sembra che l'ambiente nel quale sia trova sia quello dove ha sempre sognato di stare. "Sono felice, finalmente è tutto realtà, lo sognavo da tempo. Tocca a noi dare il meglio, il calcio qui è seguitissimo e lo so bene. Volevo essere felice anche a livello personale", ha proseguito il calciatore, "per questo avevo in mente Italia o Spagna. La città è splendida, ho tanta energia a stare qui e penso e spero lo sentiate anche voi". Gomez ha poi parlato del fatto che abbia vinto tutto solo un paio di mesi fa: qualcuno potrebbe pensare che sia qui senza motivazioni. "Non è vero, perchè certamente vincere tanto è stato bellissimo", la sua risposta, "ma sono curioso di provare una nuova esperienza. Ho parlato con Guardiola: anche lui mi ha consigliato la Fiorentina, più che altor per il suo gioco offensivo. I Mondiali? Non ho scelto propriamente per quello, anche se è importante giocare e mettersi in mostra. Se avessi potuto farlo al Bayern sarei rimasto, lì non potevo e ora sono qui. E va bene così". 

CALCIOMERCATO FIORENTINA - Insomma, un matrimonio perfetto. Mario Gomez ha parlato di scudetto, o comunque di un titolo da vincere perchè è quello che sognano tutti i tifosi, che hanno gremito l'Artemio Franchi in attesa dell'uscita del calciatore sul campo di gioco. Il tedesco poi ha dimostrato di saperci fare anche nel dribblare le domande più "scomode", ad esempio quelle che lo invitavano a parlare di compagni che lo affascinano maggiomente, quanti gol promette ai suoi nuovi tifosi e quali attaccanti gli piacciano maggiomente in serie A. "Non vorrei fare nomi, bisogna concentrarsi sulla squadra, è quello che conta di più. I gol? Non c'è un minimo o un massimo, ma sono qui per fare il massimo per raggiungere gli obiettivi". Con la benedizione di Luca Toni? I due avevano giocato insieme nel Bayern Monaco. "Con lui non ho parlato, nè la mia scelta è stata influenzata da dialoghi che ho avuto con qualcuno. Solo con Guardiola ne ho parlato, e poi ovviamente con la Fiorentina che mi ha parlato degli obiettivi della società e del perchè mi hanno voluto qui". Ora i tifosi - almeno in 25.000 sulle tribune - si augurano che alle parole seguano i fatti. 



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