BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Calcio e altri Sport

Tour de France 2013 / Le pagelle: Froome e gli altri due vincitori, i promossi e i bocciati. La classifica finale

Il podio del Tour 2013 (Infophoto)Il podio del Tour 2013 (Infophoto)

Ha comunque vinto due tappe, il suo Tour non è comunque negativo, anche se macchiato dall'episodio della caduta di Veelers. Diciamo che quest'anno ha dato il meglio al Giro, dove ha vinto cinque volate su cinque e la classifica a punti. Globalmente il più forte resta lui, ma Kittel ora lo impensierisce.

Una tappa anche per lui, ma resta sempre un gradino sotto ai migliori e ora non ha più nemmeno il titolo di primo rivale di Cavendish. Degradato.

Non esaltante come un anno fa, ma ha comunque vinto una tappa e ha conquistato di nuovo la classifica a punti, per la seconda volta a soli 23 anni. Il futuro è suo, conferma di saper essere fortissimo sia nelle volate di gruppo sia nelle tappe miste.

Il miglior attaccante del Tour, due tappe vinte in solitaria andando in fuga e poi staccando gli altri fuggitivi. D'altronde un corridore capace di vincere due Giri di Svizzera è sicuramente forte. Ora lo aspettiamo al salto di qualità, per diventare capitano e puntare alla classifica generale.

Due vittorie di tappa compresa la cronosquadre (brava la Orica-GreenEdge) e la maglia gialla: una prima settimana indimenticabile per questo corridore molto forte, che in carriera vanta una Sanremo e tappe a Giro, Tour e Vuelta. Sottovalutato.

Senza Cancellara, vince l'unica cronometro per specialisti di questo Tour meno adatto ai cronoman rispetto al solito. Ha fatto il suo dovere, contribuendo allo straordinario bottino di sei vittorie tedesche.

Salvatore della patria: vince la tappa regina sull'Alpe d'Huez e regala ai francesi l'unico successo in questo Tour così speciale.

Discorso simile per lui: firma l'unico successo azzurro in una giornata di libertà dal suo compito di gregario di Cavendish, svolto sempre molto bene. Prima vittoria da professionista di grande qualità per questa giovane speranza italiana.

Dopo la Liegi vince anche un tappone pirenaico del Tour. L'irlandese continua a crescere.

Nel Tour numero 100 vincono una sola tappa e il migliore è quindicesimo. Davvero troppo poco. Pagano la scarsa forma di Thomas Voeckler e Pierre Rolland, che negli anni scorsi avevano salvato la baracca e invece quest'anno al massimo hanno puntato alla maglia a pois, traguardo che per Rolland è svanito al penultimo giorno.

Noi sapevamo che non avremmo potuto fare molto, ma in tre settimane ricordiamo solo il successo di Trentin, Moreno Moser (voto 6,5) primo al passaggio sull'Alpe d'Huez e terzo di quella tappa e poche altre fughe. Damiano Cunego (voto 4), purtroppo, è stato un fantasma. Possiamo salvare Roberto Ferrari, piazzato in molte volate, Daniele Bennati e Matteo Tosatto gregari di Contador splendidi in molte tappe (voto 6 per loro). Ma non basta.

Qualche debole segnale di vita rispetto al nulla degli ultimi tempi. Ma quello che pochi anni fa era un campione è completamente sparito.

Per quello che ha fatto meriterebbe forse un voto ancora peggiore, ma d'altronde era reduce dal Giro nel quale è riuscito a salire sul podio. Alla sua età non è riuscito a raddoppiare lo sforzo. Il problema per la Bmc è stato che anche gli altri due capitani, Tejay Van Garderen e Philippe Gilbert (voto 5) hanno lasciato poche tracce se non qualche fuga non coronata da successi. Troppo poco per un colosso del ciclismo mondiale.