BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Tour de France 2013 / Le pagelle: Froome e gli altri due vincitori, i promossi e i bocciati. La classifica finale

Chris Froome ha vinto il Tour de France 2013: ecco le pagelle dei protagonisti e la classifica finale. Promossi a pieni voti anche Nairo Quintana e Marcel Kittel, fra i bocciati...

Il podio del Tour 2013 (Infophoto) Il podio del Tour 2013 (Infophoto)

Dopo 23 giorni si è concluso il Tour de France numero 100, un'edizione speciale con partenza dalla Corsica (mai toccata prima) e la grande novità dell'arrivo in notturna sugli Champs Elysées a Parigi. Ecco le nostre pagelle a tutti i protagonisti.

Il dominatore assoluto, più forte di tutti sia in salita sia a cronometro. Nelle prime due settimane è stato addirittura un Cannibale, poi è diventato un pochino più umano ma la sua leadership non è mai stata in discussione. Non deve essere stato facile anche affrontare tutte le voci sul doping, che fino a prova contraria (e con tutti i test a cui viene sottoposto) sono solo illazioni ai danni di un atleta che si è preparato alla perfezione per questo Tour e – finalmente senza scomodi vincoli di squadra come alla Vuelta 2011 e al Tour 2012 – ha dominato. Solo due piccole critiche: sull'Alpe d'Huez e ad Annecy-Semnoz ha esagerato, e sull'Alpe senza Richie Porte (voto 9) avrebbe potuto anche rischiare grosso.

Era arrivato al Tour come semplice promessa, ne esce come il corridore più amato. Ha vinto una tappa, è salito sul podio e ha fatto la doppietta maglia bianca-maglia a pois che mancava dai tempi di Charly Gaul (1955). Si può davvero definirlo come il secondo vincitore di questo Tour, un corridore dal grandissimo futuro ma anche già dal solidissimo presente. Al Giro Uran era arrivato secondo e Betancur si era preso la maglia bianca, qui lui ha fatto tutto da solo. Grande Colombia.

Con un crescendo spettacolare sale sul podio di questo Tour, come già gli era riuscito al Giro e alla Vuelta. Nella terza settimana è stato forse il più forte in assoluto fra crono e montagne. Certo, una partenza lenta gli ha impedito fin da subito di lottare per qualcosa in più. Ancora una volta, si conferma l'eterno piazzato.

Non è stato facile dare il voto a quello che resta il più grande corridore per le corse a tappe degli ultimi anni, ma che a questo Tour ha certamente fallito. Lo assolviamo perché è stato l'unico a cercare di far saltare il banco: gli altri correvano per il secondo posto, lui ha provato a mettere in difficoltà Froome in ogni occasione, ventagli e discese compresi. A lui un podio non avrebbe cambiato la vita, ha fatto bene a provarci.

Per il secondo uomo della Saxo-Tinkoff è stato il miglior grande giro della carriera, e questo nonostante il suo compito fosse di aiutare Contador. Certo, nella terza settimana è un po' calato, ma il suo dovere di luogotenente l'ha fatto, e anche qualcosa in più.

Senza la sciagurata tappa dei ventagli forse sarebbe andato sul podio ma – pur con tutte le giustificazioni del caso – perdere dieci minuti in una tappa di pianura resta un errore molto grave. Peccato, perché fin lì era stato il primo rivale di Froome; dopo, si è giustamente messo al servizio di Quintana.

Forse gettato in una posizione per lui eccessiva (secondo fino all'ultima cronometro), non poteva essere l'anti-Froome. Il sesto posto resta un buonissimo risultato per l'olandese, ma il calo sulle Alpi è stato davvero troppo netto.

Secondo tra i giovani e fra i primi dieci della generale: per lui sicuramente un Tour da ricordare, può essere la base per una carriera importante.

Ecco il terzo vincitore del Tour de France 2013. Era partito come velocista emergente, ma ancora in “seconda fila”. Torna a casa con quattro vittorie di tappe, senza alcun dubbio il più forte sprinter della Grande Boucle. In più due grandi soddisfazioni: vincendo la prima tappa ha indossato la maglia gialla, vincendo l'ultima ha conquistato Parigi, che vale come una grande classica. (continua)