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Ciclismo / Alberto Contador, le cause di una stagione fallimentare

La stagione di Alberto Contador è stata molto deludente, e lo ha contestato pure lo sponsor Tinkov: cerchiamo di analizzare le cause del pessimo 2013 del campione spagnolo, quarto al Tour

Alberto Contador (Infophoto) Alberto Contador (Infophoto)

ALBERTO CONTADOR – Il caso è stato innescato da un messaggio su Twitter di Oleg Tinkov, il secondo sponsor della Saxo, squadra di Alberto Contador. Parole dure verso il fuoriclasse spagnolo: “Contador deve cambiare molto nella preparazione ed essere più PRO. E' troppo ricco e troppo poco affamato. La sua performance non è stata all'altezza di quanto guadagna”. Di certo il 2013 è stato l'anno peggiore della carriera di Contador, che ha vinto solamente una tappa al Tour de San Luis, a gennaio. Decisamente troppo poco. Per il resto, risultati poco brillanti nelle varie corse – dalla Tirreno-Adriatico al Giro dei Paesi Baschi fino al Delfinato – che ha corso in preparazione al Tour de France, su cui ha incentrato tutta la stagione, e anche alla Grande Boucle ha fallito. Il quarto posto a oltre sette minuti da Chris Froome non può essere un risultato soddisfacente per quello che resta il più forte corridore delle grandi corse a tappe degli ultimi anni, e il fatto di essere stato l'unico a provare almeno ad attaccare il dominatore britannico (clicca qui per le pagelle del Tour 2013) non può bastare, considerando pure che Contador ha già annunciato che non parteciperà alla Vuelta. Possiamo già quindi parlare di stagione fallimentare. Lo stesso spagnolo ha analizzato così la situazione: “Ho avuto troppi impegni in inverno e il lavoro di base non è stato buono. Devo cambiare totalmente la mia preparazione. E' fondamentale. Però ho fatto tantissimi sacrifici perché mi metto pressione da solo. Non serve che qualcuno ne aggiunga altra. Ora ho solo bisogno di riposare e pianificare bene la prossima stagione”. Il punto di svolta della sua carriera è stata certamente la squalifica per la positività al clenbuterolo al Tour 2010: una vicenda che si è trascinata troppo a lungo, con una giustizia sportiva tanto lenta che Alberto ha poi corso per un anno e mezzo fino al febbraio 2012, quando è arrivata la sentenza definitiva. Periodo nel quale Contador si è sfinito per combattere in tribunale e nel frattempo gareggiare anche su strada sempre in attesa di una sentenza che non arrivava mai, e che quando è arrivata ha cancellato tutti i risultati ottenuti nel frattempo, compresa la netta (e pulita, fino a prova contraria) vittoria al Giro d'Italia 2011, forse la corsa più bella della sua carriera. Una vicenda che gli ha tolto l'entusiasmo e la poesia, tanto da spingerlo a dichiarare: “Sto bene e sono felice solo quando sono con i ragazzi del mio team giovanile”. Così è più difficile andare avanti, anche perché Contador non può più permettersi exploit come quello del 2008, quando vinse il Giro senza averlo nemmeno preparato: sono passati pochi anni, ma tante cose sono cambiate con l'avvento del Team Sky, maniacale fino ai dettagli nella preparazione di ogni corsa. Si aggiunga a tutto questo il deterioramento del rapporto con Bjarne Riis, a sua volta alle prese con un processo per doping in Danimarca e che ha pure imposto alla squadra una dieta basta sui grassi nobili e priva di carboidrati. Forse sbagliata, visto che è già da inizio anno che Contador ha problemi di peso, e contro la perfezione di Froome questo è già un handicap pesante. Persino la posizione in bicicletta non è più quella di una volta, e pare che i rapporti con i tecnici della Specialized siano pessimi. Per finire, ecco che nemmeno la famiglia può più coccolarlo: per Contador è sempre stata l'unico punto di riferimento, un gruppo fortissimo ma che oggi è lontano, da quando si è trasferito a Lugano, vicino a Riis. Meno tasse, ma anche una vita più fredda che non piace ad Alberto. Ecco tutte le cause dei problemi che lo stanno mettendo in difficoltà. Il messaggio di Tinkov non contribuisce certo a migliorare la situazione: il miglior Contador è rimasto al 2012, quando al rientro vinse subito la Vuelta e pure la Milano-Torino (prima gara in linea della sua carriera). In fondo è solo un anno fa, tornare a quei livelli non dovrebbe essere impossibile ma serviranno decisioni importanti. (Mauro Mantegazza)

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