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Tennis WTA / Martina Hingis torna a giocare? Per ora lo fa in doppio

Martina Hingis ha dominato un'epoca del tennis mondiale: oggi, a quasi 33 anni, pensa a un clamoroso ritorno sulla scena. Per il momento si è iscritta al torneo di doppio a Carlsbad

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L'ultima volta era il 2007. Il China Open a Pechino, un secondo turno perso dalla padrona di casa Shuai Peng, una che al massimo è stata nelle prime 15 della classifica mondiale. Sei anni dopo, Martina Hingis potrebbe tornare. Anzi: di fatto è già tornata, perchè si è iscritta nel tabellone di doppio a Carlsbad (nella California del Sud) in coppia con Daniela Hantuchova. Ed è lei stessa che ammette: "A rientrare penso da cinque anni, ma finora non ho mai avuto il coraggio". Potrebbe essere una notizia clamorosa: perchè sì, Martina si era già ritirata una volta, nel , a seguito di continui problemi fisici, ed era poi tornata a inizio 2006, centrando i quarti di finale agli Australian Open e vincendo gli Internazionali d'Italia. Allora però la tennista di Kosice, naturalizzata svizzera, aveva 25 anni, e tutto un mondo davanti nonostante il mondo lo avesse già conquistato quasi un decennio prima. Oggi le cose sono cambiate: Martina di anni ne ha quasi 33 (li compirà a fine settembre) e rientrando nel circuito WTA si troverebbe davanti giocatrici che hanno 10 e più anni meno di lei, che sparano bordate su bordate e non ti fanno respirare con un ritmo incalzante che ai suoi tempi non c'era. Ed è pur vero che la Hingis si è mantenuta in forma giocando le esibizioni senior a Melbourne, luogo al quale è rimasta legata per averci vinto il primo torneo dello Slam, ma giocare qualche match di "divertimento" non equivale a scendere in campo per i titoli che contano, a livello fisico e mentale. Insomma: un grosso azzardo, eppure chi non vorrebbe rivedere questa grande giocatrice in campo? Per lei parlano innanzitutto numeri e record: è la più giovane giocatrice di sempre a essere diventata numero 1 al mondo (era il marzo 1997), è stata in testa alla classifica per 209 settimane complessive, nel suddetto 1997, il suo anno d'oro, ha vinto 12 finali su 13 giocate (resta l'unica ad aver centrato più di 10 titoli in una stagione) anche se ironicamente l'unica persa è stata quella del Roland Garros, che le ha impedito di centrare il Grande Slam. E ancora: a soli 13 anni vinceva il torneo di Wimbledon juniores (Laura Robson ci è riuscita a 14, ma giunta ai 19 non ha decisamente il curriculum della Hingis). Una giocatrice fantastica: per chi non l'ha mai vista, potremmo dire che oggi chi le si avvicina di più in campo è Agnieszka Radwanska, pur se con le dovute differenze. Martina era un computer: fondamentali al limite della perfezione, intelligenza superiore, una tattica che le permetteva di trovare angoli e contropiede pur senza spingere, perchè aveva nel fisico il suo punto debole. E proprio qui ha pagato, quando sulla scena sono arrivate le sorelle Williams: la svizzera non ha retto l'urto devastante delle americane, non avendo un servizio degno di tale nome a supportarla. E' durata forse troppo poco rispetto a quanto avrebbe potuto, finendo anche male se vogliamo, con una presunta positività alla cocaina dopo un test effettuato a Wimbledon. Ora, dopo che già si erano sparse voci di un affascinante doppio misto alle Olimpiadi con Roger Federer, Martina sembra pronta a tornare sul serio: la carriera come allenatrice non ha pagato (ha guidato Anastasia Pavlyuchenkova, e forse a spingerla a mettersi nuovamente in gioco è anche l'aver visto come la sedicenne Belinda Bencic sta dominando i tornei juniores, sotto la supervisione, guarda un po', di mamma Melanie. "Vediamo come va il doppio", dice Martina, "rispetto al singolare è tutto un altro mondo, serve un fisico diverso per giocare da soli". Vero: forse, oggi la Hingis non sarebbe più competitiva come un tempo, e rischierebbe figuracce. Eppure, forse, vederla un'ultima volta calcare un campo da tennis val bene il prezzo. (Claudio Franceschini)

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