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Atletica / Mondiali Mosca 2013, il medagliere aggiornato e i risultati delle finali (quinta giornata)

I risultati delle finali di ieri e della 50 km di marcia dei Mondiali di atletica Mosca 2013 e il medagliere aggiornato: sotto i riflettori Yelena Isinbayeva e LaShawn Merritt

Yelena Isinbayeva (Infophoto) Yelena Isinbayeva (Infophoto)

MONDIALI DI ATLETICA LEGGERA MOSCA 2013: I RISULTATI E IL MEDAGLIERE DOPO LA QUARTA GIORNATA E LA 50 KM DI MARCIA – Continuano i Mondiali di atletica a Mosca. Oggi è una giornata anomala, dal momento che era in programma solo la sessione mattutina (terminata da poco), con alcune qualificazioni e soprattutto la gara dei 50 km di marcia, unica rimasta soltanto maschile nel mondo dell'atletica. Un po' a sorpresa, ha vinto l'irlandese Robert Heffernan, atleta di buon livello che però piazza oggi il primo acuto davvero importante della sua carriera, con il tempo di 3h37'56”. D'altronde si sa che la marcia ha troppe variabili per rendere i pronostici sicuri, e l'impresa di Heffernan assume ancora più valore perché all'ultima gara di marcia viene spezzata l'egemonia russa. I padroni di casa piazzano comunque al secondo posto Mikhail Ryzhov, staccato di un minuto dall'irlandese che ha condotto in testa una gara davvero autorevole. Completa il podio l'australiano Jared Tallent, certamente l'uomo con il palmares più ricco fra i tre saliti sul podio, grazie a una bella rimonta negli ultimi dieci chilometri. Tornando a ieri (clicca qui per rileggere la cronaca delle gare di ieri pomeriggio), spiccano certamente le vittorie della russa Yelena Isinbayeva nel salto con l'asta e dello statunitense LaShawn Merritt nei 400 metri. Quella della bella padrona di casa è quasi una favola: per tanti anni aveva dominato il salto con l'asta femminile, portandolo in una nuova dimensione, ma il suo ultimo grande successo risaliva alle Olimpiadi del 2008. Poi molte delusioni e qualche piazzamento, ma la sua epoca sembrava al tramonto. Invece, ecco la rinascita proprio davanti al pubblico di casa e battendo con la misura di 5.89 la grande rivale Jennifer Suhr (Usa). Anche Merritt è risorto dopo alcuni anni bui, anche se nel suo caso questo buio si chiama doping: il campione olimpico di Pechino si prende i 400 con l'ottimo tempo di 43”74, bastonando il grande rivale Kirani James, che si infortuna per inseguirlo, tanto che gli Usa si concedono la doppietta piazzando Tony McQuay al secondo posto. Altra gara molto attesa erano gli 800 metri orfani di David Rudisha: l'oro è andato all'etiope Mohammed Aman, favorito alla vigilia, che ha saputo rimontare l'americano Nick Symmonds, partito fortissimo per cercare di metterlo in crisi. Alla fine a Symmonds resta l'argento, Aman vince in 1'43”31 e merita di essere citata anche la medaglia di bronzo di Ayanleh Souleiman, che porta sul podio Gibuti come certo non accade spesso. Nel lancio del disco abbiamo assistito ad un grande duello fra il tedesco Robert Harting e il polacco Piotr Malachowski: alla fine ha avuto la meglio Harting, che ha così ottenuto il terzo titolo iridato consecutivo, festeggiato come sempre strappandosi la maglia di dosso a fine gara. L'incredibile Hulk è ancora il più forte. Resta da citare l'emozionante finale della gara dell'eptathlon, che ha deciso i suoi verdetti solo negli 800 conclusivi, come non sempre succede. L'oro è andato all'ucraina Ganna Melnychenko, con un passato di allenamenti in Italia, che ha battuto la canadese Brianne Theisen, moglie di quell'Ashton Eaton che fra gli uomini ha vinto il decathlon. Infine, il solito dominio keniano nei 3000 siepi: ieri era in programma la gara femminile, vinta da Micah Chemos Cheywa davanti alla connazionale Lydia Chepkurui. (Mauro Mantegazza)

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