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Europa League/ Slovan Liberec-Udinese (1-1): più che arma bianca, sembrava uno stuzzicadenti (cronaca e tabellino)

L'Udinese non riesce a ribaltare la sconfitta casalinga dell'andata e cade ancora una volta in un playoff europeo: finisce 1-1 contro lo Slovan Liberec. Il commento di GIOVANNI BELLINA

Francesco Guidolin, allenatore dell'Udinese (Infophoto) Francesco Guidolin, allenatore dell'Udinese (Infophoto)

Doveva essere un assalto all’arma bianca, l’Udinese parte invece armata di stuzzicadenti e lo brandisce pure male. Troppo nervosa, troppo tesa, lo Slovan difende in 10 e ha compito facile, le ondate bianconere (stasera in grigionero) si infrangono senza fare danno, l’andata psicologicamente ha creato confusione nella mente degli uomini di Guidolin. Qualche timido tentativo, ma niente di più, la prima buona occasione è di Muriel al 13' su calcio d’angolo con portiere uscito malamente, ma il colombiano, da posizione molto angolata, spreca calciando a lato. La difesa friulana si conferma assolutamente un cantiere aperto, Hertaux sbaglia tantissimo subendo il pressing, piuttosto blando a dir la verità, degli avversari.  Al 16' perde palla e Kelava si oppone al contropiede dello Slovan, al 21' altro erroraccio di Hertaux che fa ripartire gli avversari, salva Domizzi mettendo in fallo laterale, ma è proprio dal fallo laterale che arriva il vantaggio ceco. Palla lunga dalla rimessa, rimbalzo pericoloso in area, Kelava ed Hertaux rimangono a guardare, Basta si fa scappare Delarge che insacca sul primo palo con Kelava troppo lento nella reazione. Di Natale si dimostra già nervoso e calcia alto dal limite dell’area invece di giocarla, al 30' Domizzi chiede il cambio, entra Maicosuel e cambia leggermente il modulo, dal 3-5-1-1- iniziale si passa a un 4-3-1-2, ma è solo teoria per gli assetati di tecnicismo, in realtà è una massa informe grigionera che si muove per il campo cercando il momento giusto per colpire, ma non c’è gioco, la squadra è lenta e contratta, prevedibile nel suo unico schema: “passaggio a Di Natale e speriamo che segni”. I tentativi ci sono ma sono piuttosto caotici, ed è proprio da un tentativo del genere che scaturisce il gol dell’Udinese, dopo un gol annullato (giustamente) per fuorigioco di Muriel, dopo un tentativo fallito da Lazzari è proprio il centrocampista friulano al 41' a reagire più velocemente di tutti mandando in rete un pallone vagante al limite dell’area dopo una iniziativa di Muriel respinta. Siamo alla fine del primo tempo, qualche tifoso tira il fiato, il gol arrivato qualcosa lascia sperare, ma il gioco no, si spera nell’episodio, nell’errore degli avversari, nel colpo del singolo, ma la squadra non c’è. Sistemata in parte la difesa con Danilo ed Hertaux stabilmente dietro quello che manca anche nel secondo tempo è l’ultimo passaggio, la difesa avversaria è asfissiante, qualche fallo, qualche anticipo, i bianconeri sono frustrati, anche perché i più pericolosi sono sempre i cechi. Al 53' e al 60' arrivano due tiri facili per Kelava, ma è significativo che arrivino mentre da parte friulana non si riesce a cavare un ragno dal buco. Al 61' punizione sprecata con schema inefficace, al 71' cala la notte sull’Udinese, Pereyra reagisce scioccamente a una spinta avversaria a palla lontana e si prende il secondo giallo, espulsione e squadra in dieci, i tifosi (soprattutto quelli presenti allo stadio) non se l’erano proprio immaginata così la Remuntada bianconera. Ci prova Basta al 79' inserendosi in area ma non trova nessuno a raccogliere il suo invito. Al 80' esce Di Natale per l’esordio di Nico Lopez con la sua nuova squadra, ma sono minuti finali poco produttivi, al 82' e al 83' proprio il nuovo entrato e Muriel sbagliano controllo in area. Al 88' canto del cigno per Maicosuel che prende iniziativa come mai durante tutta la partita, parte dalla trequarti, si accentra, dribla alcuni avversari e tira diretto in porta costringendo Kovar a un gran intervento e guadagnando un calcio d’angolo. Ma sono acuti finali, inconsistenti per i tre minuti di recupero concessi dall’arbitro. Le domande che si pongono i tifosi sono venate di una punta di amarezza, sconforto ma anche perplessità: possibile che la sola cessione di Benatia abbia creato tanta confusione nel bel gioco degli ultimi mesi di campionato? Ora che la squadra è fuori dall’Europa arriveranno altre cessioni illustri? È giusto che Guidolin insista su un modulo nato sulle caratteristiche fenomenali di Sanchez quando ormai il cileno è da due anni che non è più in squadra? Sono molte le responsabilità da spartirsi, qualcuno addita anche la società per non aver degnamente sostituito Brkic dopo l’infortunio, ma è decisamente mal riposta come critica, molti guardano al tecnico come massimo responsabile della terza disfatta europea consecutiva, ma sicuramente tutti hanno visto giocatori troppo molli per essere considerati all’altezza dell’impegno. La concentrazione che abbiamo segnalato dall’inizio del ritiro è diventata tensione, caratterialmente la squadra non ha retto, tecnicamente in difesa è un disastro e in attacco deve trovare qualche alternativa al lancio lungo. Guidolin arriverà come ogni anno al bandolo della matassa e darà del filo da torcere a squadre ben più blasonate, ma quest’anno inizia il campionato con una batosta psicologica forse ancora più grande di quella degli anni scorsi, ma soprattutto subisce una sconfitta europea senza attenuanti se non la sfortuna dell’andata. Preliminari che non dicono bene ancora una volta all’Udinese e all’Italia che vede ancora una volta una sua squadra eliminata prima ancora di cominciare. (Giovanni Bellina)