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Calcio e altri Sport

Pagelle/ Mondiali di nuoto Barcellona 2013, i voti ai protagonisti

Terminati i Mondiali di nuoto a Barcellona, è tempo di bilanci: l'Italia delude ma porta a casa due splendide medaglie, Missy Franklin e Katie Ledecky dominano al Palau Sant Jordi

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Cala il sipario sui Mondiali di nuoto Barcellona 2013: è tempo di bilanci. Tantissime le gare e innumerevoli, nel bene e nel male, i protagonisti: abbiamo provato, in queste pagelle, a identificare i più significativi. Intanto, i premi per il miglior nuotatore vanno a Sun Yang per gli uomini e Katie Ledecky per le donne; l'appuntamento, nel 2015, è per i Mondiali di Kazan, e sarà un grande antipasto delle Olimpiadi di Rio.

Per lei bastano i numeri: sei medaglie d'oro, come Kristin Otto a Seul '88 ma come mai nessuna ai Mondiali. Ha steccato solo i 100 stile (quarta), che però non sono mai stati la sua gara; è talmente determinata che, senza mai perdere il suo sorriso, ha detto "prima o poi me li prenderò". C'è da giurare che lo farà: ha solo 18 anni, e in acqua domina le avversarie con una tranquillità pazzesca. Da settembre cambia vita: andrà all'università di Berkeley, abbandonando famiglia e amici del Colorado, oltre che l'allenatore. I risultati, se continua così, non cambieranno.

Aveva 15 anni quando un'estate fa tornò nel Maryland dalle Olimpiadi con l'oro negli 800 metri, una sorpresa che fece impazzire l'America, affamata di storie che parlano di eroi che si elevano - quasi - dal nulla. Un anno dopo eccola: stavolta arriva da favorita e le cose possono cambiare, ma lei la pressione non sa cosa sia. Porta a casa quattro ori, tre individuali nel mezzofondo e la staffetta, e due record del mondo. Resiste solo quello di Federica Pellegrini nei 400: per quanto tempo ancora?

Tre ori nel mezzofondo: la tripletta 400-800-1.500 non riusciva dai tempi di Grant Hackett. Ci aggiunge il bronzo nella 4x200 stile, sparando l'ultima frazione e centrando una clamorosa rimonta. Un predestinato che ha già vinto tantissimo, e lo farà ancora: nei 1.500 ha nuotato unicamente per l'oro, senza pensare ai record, e ha dominato lo stesso.

Dura la vita se il tuo stile è la rana: ci sono tanti nomi in grado di vincere, e tra le discipline è quella si migliora sempre come crono. La russa del '92 non si scompone: Ruta Meilutyte la costringe all'argento nei 100, lei mantiene il sorriso radioso e si prende l'oro nei 50 e nei 200. Non contenta, porta la Russia al bronzo nella 4x100 misti. Sta anche migliorando il suo inglese: meglio di così…

Alle Olimpiadi aveva sbalordito il mondo: record europeo in semifinale, oro nei 100 rana davanti a Sua Maestà Rebecca Soni. A Barcellona si è ripetuta: torna in Inghilterra, dove vive, con un oro (100) e un argento (50), la sfida a Yuliya Efimova lanciata e due record del mondo, entrambi timbrati ancora una volta in semifinale. La Lituania ha scoperto il nuoto: lei intanto dimostra molto più dei 16 anni che la carta d'identità le attesta.

Un bronzo mondiale a 18 anni non è cosa che in Italia si veda tutti i giorni. Bravissimo Gregorio: i suoi 1.500 sono stati un capolavoro di maturità, dopo che gli 800 non erano andati altrettanto bene. Adesso è atteso al varco: da qui può esplodere fino a diventare costantemente uno dei migliori, oppure sedersi sugli allori. Conscendolo, propendiamo per la prima ipotesi.

Il suo oro nei 50 stile vale doppio: intanto è il secondo consecutivo, e poi in una finale in cui tutti si fanno prendere dalla tensione e peggiorano i tempi della semifinale, lui si migliora di tre decimi, ed ecco il trionfo. Sul podio riesce ancora ad emozionarsi: un campione vero, che ritroveremo ancora a festeggiare qualcosa.

Nel nuoto di oggi restare sulla breccia non è cosa semplice: la concorrenza è spietata, ogni anno salta fuori un nuovo fenomeno che ti ruba la scena. L'ungherese però è fatto di ferro: terzo oro consecutivo nei 200 rana, anche se stavolta non ha dovuto battere Kosuke Kitajima. Non che il trionfo valga di meno, comunque.

Ora che non c'è più Michael Phelps può prendersi lo scettro di miglior nuotatore al mondo: chiude con tre ori e un argento, il quarto alloro glielo toglie il compagno di staffetta con una stupidaggine incredibile (vedi più sotto). La carriera non durerà ancora a lungo: quest'anno ha già rinunciato ai 400 misti. Finchè regge, è sempre il migliore.

La Spagna scopre una nuotatrice che può competere e battere le grandi: già due argenti a Londra, si ripete nella piscina di casa, dove si prende la piazza d'onore nei 200 farfalla e 400 misti e ci aggiunge il bronzo nei 200 misti. "E' incredibile sentire tutta la gente che grida il mio nome", ha detto ieri ai microfoni della Rai. Ovazioni meritate. Unico problema per il futuro, almeno per le gare miste: Katie Ledecky.