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Nazionale/ Dubbi e certezze all'indomani della qualificazione al Mondiale

L'Italia si è qualificata per il Mondiale in Brasile: da alcune parti aleggia un certo pessimismo, ma la verità è che andremo in Sudamerica con ottime possibilità di fare bene. E se Totti...

Balotelli ha appena segnato il rigore contro la Repubblica Ceca (Infophoto) Balotelli ha appena segnato il rigore contro la Repubblica Ceca (Infophoto)

NAZIONALE - "Se Baotelli è il miglior attaccante che abbiamo in Italia siamo messi male". Si sa: Stefano Tacconi è un personaggio che non le ha mai mandate a dire. Senza peli sulla lingua, l'ex portiere di Juventus e Nazionale è stato interpellato da Qlub Radio 89.3 e ha detto la sua sulla qualificazione dell'Italia ai Mondiali, avvenuta per la prima volta nella storia con due turni di anticipo. Parole forti quelle di Tacconi, che ha poi rincarato la dose affermando di essere convinto che "in Brasile andremo solo a fare una bella vacanza, anche le condizioni climatiche non ci aiuteranno". Le sue dichiarazioni sono ad ogni modo un utile punto di partenza per una riflessione all'indomani del biglietto per il Mondiale 2014 strappato. La domanda è dunque questa: siamo messi così male? Ha ragione Tacconi nel dire che non abbiamo speranze? Innanzitutto una premessa: ai Mondiali mancano nove mesi e c'è tutta una stagione da giocare, perciò le analisi non possono certo essere definitive, soprattutto perchè ancora non conosciamo i nomi di tutte le partecipanti (ad esempio una tra Francia e Spagna passerà necessariamente dai playoff, e anche Inghilterra e Portogallo rischiano di non qualificarsi direttamente). Tuttavia, ragionando sui gruppi odierni possiamo trarre qualche indicazione. Detto che la Spagna partirà con i favori del pronostico e che il Brasile visto in Confederations Cup sarà un problema per tutti (e poi gioca in casa: abbiamo visto cosa può fare la spinta di un Maracanà stracolmo), l'Italia di Cesare Prandelli andrà in Sudamerica nel lotto delle favorite. L'apprendistato dell'Europeo ci ha fatto bene: la finale persa dalle Furie Rosse che ci hanno preso a schiaffi non ha intaccato l'autostima di un gruppo che si è unito e plasmato sui dettami del suo allenatore, cioè possesso e controllo del pallone e occupazione della metacampo avversaria. Certi giocatori che partivano come comprimari sono cresciuti in affidabilità (Candreva e Giaccherini), altri hanno trovato in Nazionale la loro consacrazione. Come Balotelli che, a proposito, può essere considerato alla stregua degli attaccanti più forti al mondo, a patto che non sprechi occasioni come ieri sera e cresca sotto il profilo della testa, che a volte tende ancora a "scattare" (contro la Repubblica Ceca ha rischiato il cartellino rosso per un pestone ad un avversario). Il girone dominato non costituisce una prova insindacabile (gli avversari rischiano di essere di tutt'altra pasta), ma intanto ci ha detto che abbiamo sofferto meno contro squadre piccole, portando a casa il risultato. Insomma: ce la giochiamo, e casomai bisogna tenere per buona l'ultima considerazione di Tacconi. "Se fossi io il Commissario Tecnico, chiamerei i giocatori più in forma". Cioè: meglio un Pirlo stanco o, esempio, un Cigarini al massimo della condizione? Optiamo per la prima, ma attenzione: al Mondiale ci sono sette partite, e in quelle sette partite bisogna girare al cento per cento senza sbagliare. Ecco perchè in un ragionamento simile non è sbagliato che Cesare Prandelli tenga ancora in considerazione Francesco Totti: al di là dell'esperienza internazionale, un Totti al top della forma può essere manna dal cielo, e si è visto come giocatori acciaccati (Chiellini) ci siano costati all'Europeo. Dunque, strada tutta in divenire ma una certezza: l'Italia andrà a giocarsela, con Balotelli grande protagonista. A patto che sia il SuperMario vero, e non una brutta copia. 

(Claudio Franceschini)

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