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Pagelle/ Us Open 2013, i voti ai protagonisti del torneo dello Slam

Terminati gli Us Open, è tempo di bilanci: ecco le pagelle con i voti ai principali protagonisti delle due settimane di New York, dai vincitori Nadal e Serena Williams alle sorprese

Djokovic e Nadal premiati dopo la finale (Infophoto) Djokovic e Nadal premiati dopo la finale (Infophoto)

PAGELLE US OPEN 2013: I VOTI AI PROTAGONISTI DEL TORNEO DELLO SLAM - I tornei di tennis dello Slam sono finiti anche per quest'anno. Si apre ora il periodo degli indoor, con vista naturalmente sui due Master riservati ai migliori 8 (ATP e WTA). Agli Us Open i vincitori sono stati quelli annunciati: Rafa Nadal e Serena Williams. Doppio maschile alla coppia Paes/Stepanek che ha eliminato, in semifinale, i fratelli Bryan impedendo loro di centrare lo Slam 2013; doppio femminile a Hlavackova/Hradecka, capaci di far fuori le sorelle Williams. In campo juniores, dominio croato: Borna Coric e Ana Konjuh si sono aggiudicati i titoli di categoria. Vediamo dunque i voti ai principali protagonisti del torneo di Flushing Meadows.

RAFAEL NADAL 10 e lode - Se nella scala dei valori si potesse assegnare un voto più alto, probabilmente lo faremmo. Che dire? Era il grande favorito per come arrivava qui dalla stagione sul cemento: imbattuto, con i titoli di Montreal e Cincinnati e, in primavera, quello di Indian Wells. Ha sbaragliato la concorrenza: un solo set perso (al tie break) sulla strada verso la finale, poi la vittoria su Djokovic di carattere, forza fisica e mentalità. A oggi nessuno tiene il suo livello, ma il punto non è questo. Solo a febbraio nemmeno lui sapeva come sarebbe rientrato; ora ha 13 Slam e 10 titoli nel 2013, uno in meno del suo record (2005). Serve altro? Ah già: è molto probabile che chiuda l'anno al numero 1 del ranking ATP. 

NOVAK DJOKOVIC 7,5 - Contro il Nadal di questo periodo nemmeno lui poteva granchè. Rafa lo aveva omaggiato prima della finale: "Preferirei incontrare un altro avversario". Vero: sul cemento, Nole è ancora il numero uno in assoluto. Ma per quanto? A New York il serbo è arrivato dove tutti si aspettavano, ma non ha fatto quel gradino in più; perde la settima finale (su 13) dello Slam, la quarta negli ultimi due anni, e soprattutto nel corso delle due settimane ha dato l'impressione di non essere al meglio della condizione, soffrendo come un dannato per battere un pur ottimo Wawrinka, concedendo un set a Mikhail Youzhny e, soprattutto, spegnendo la luce in finale quando aveva il terzo set in pugno. Detto questo, ha ragione lui: a 26 anni, le stagioni migliori sono davanti a sè e non dietro.

STANISLAS WAWRINKA 9 - Prima semifinale Slam in carriera: arriva a 28 anni, e forse non è una sorpresa perchè lo svizzero, in questo 2013, aveva già centrato grandi risultati come la finale a Madrid. Dicono che non abbia il fisico di un tennista: sarà così, ma è in campo è un leone con colpi di grande qualità. Sulla sua strada ha fatto fuori, in successione, Berdych e Murray: contro Djokovic gli è mancata la lucidità necessaria per chiudere, ma ci è andato ad un passo. Si candida ad un grande 2014 ma deve guadagnare in costanza, perchè risultati del genere non gli sono abituali.

RICHARD GASQUET 8,5 - Per lui era la semifinale Slam numero due, dopo quella di Wimbledon ormai sei anni fa. Raggiunta, questa a New York, a seguito di due battaglie epiche contro Milos Raonic e David Ferrer, nelle quali è uscito vincitore al quinto set e tirando fuori risorse insperate con le spalle al muro. Non c'è stata partita contro Nadal, ma lo sapeva anche lui: il suo torneo l'aveva già vinto. Avesse nervi più saldi e un dritto competitivo almeno la metà del suo portentoso rovescio chissà: oggi forse non sarebbe il nono giocatore al mondo, ma qualcosa di meglio. Lo aspettiamo alla conferma.

ROGER FEDERER 5,5 - Dopo Wimbledon, un'altra bocciatura. Zemlja, Berlocq e Mannarino sono avversari da solletico, e infatti quello gli hanno fatto prima di venire eliminati; alla prima prova del nove, il Re si è sciolto contro Tommy Robredo, forse pensando già al quarto di finale contro Nadal. Il dato è indicativo: i precedenti con lo spagnolo di Hostalric erano 10-0, e qui non ha vinto nemmeno un set. Stavolta mezzo voto in più rispetto ai Championships: gli anni passano per tutti ed è evidente che nel tennis fisico di oggi i 32 anni di Roger vanno in apnea. La classe è ancora la migliore per distacco, ma quel saltino in più per dominare ancora - quantomeno vincere - forse non gli compete più. Si riscatterà nei tornei indoor?

MIKHAIL YOUZHNY 7,5 - Meriterebbe di più solo per aver rimesso in piedi almeno tre volte una partita, contro Lleyton Hewitt, che aveva perso e straperso. Arrivava per di più dalla vittoria contro Tommy Haas (con cui aveva perso al Roland Garros), e nei quarti ha strappato un set a Novak Djokovic. Combattente che non molla mai, ha però ampiamente dimostrato che oltre un certo livello non può arrivare.

ANDY MURRAY 5,5 - Lo ha ammesso lui stesso: non è arrivato a Flushing Meadows con la giusta concentrazione. Dopo aver vinto Wimbledon si è rilassato, anche giustamente: non è immediato togliersi la pressione di tutto un Regno dalle spalle e riprendere a giocare. Tuttavia ci si aspettava di più: era pur sempre il campione in carica, e il numero 3 del ranking ATP. Invece ha faticato già nei primi turni, e contro Wawrinka non ha mai visto la pallina. Lo aspettiamo ad un grande 2014, perchè non basta un'eliminazione ai quarti di finale per dire che sia in calo.

LLEYTON HEWITT 7 - Ha emozionato tutti: il vecchio leone vincitore di due Slam nel decennio precedente che risorge e centra il grande risultato. Ha dimostrato che cuore e carattere non si insegnano e non vanno mai in pensione, ma alla fine la favola si è esaurita nel modo peggiore: contro Youzhny aveva chiuso la partita in almeno tre occasioni, ed è finita che ha festeggiato il russo. Un motivo ci sarà: a 32 anni l'australiano non è più quel giocatore che è stato in testa alle classifiche, ma il suo percorso per un momento ci ha riportato nel passato. Resta che ha perso agli ottavi, ma anche che ha piegato Juan Martin Del Potro al secondo turno.

LE NUOVE LEVE 5 - Chiamarle nuove leve è forse riduttivo, ma parliamo di quei giocatori che, si dice, sono pronti a raccogliere il testimone dai big, o quantomeno a giocarsela ad armi pari. A Flushing Meadows è stato un disastro: a Grigor Dimitrov ha fatto male quella vittoria di Madrid su Djokovic, perchè da allora non ne ha più imbroccata mezza (qui fuori al primo turno da Joao Sousa); Jerzy Janowicz con la testa di serie più alta di sempre non ha superato il primo ostacolo (Maximo Gonzalez). A conti fatti l'unico che ci ha provato davvero è stato Milos Raonic, che però è uscito sconfitto nella battaglia contro Gasquet. Ripassare: per il momento, le gerarchie sono sempre quelle e non si sono visti miglioramenti.

GLI ITALIANI 5 - Un mezzo disastro. Fabio Fognini ha forse pagato la fatica di un'estate che gli ha portato in dote tre finali e due titoli, fatto sta che è uscito subito (contro Rajeev Ram); Andreas Seppi si è schiantato sul muro Denis Istomin, contro cui aveva precedenti favorevoli e che era ampiamente alla sua portata. Salva la pagella l'esordiente Thomas Fabbiano, arrivato dalle qualificazioni: ha perso in tre set da Raonic, ma li ha giocati tutti ad armi pari. Non è più giovanissimo, ma chissà che in futuro non ci stupisca ancora.

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