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UC Sampdoria/ Lettera dei tifosi: date l'anima, credito finito

Durante il primo allenamento dopo la sconfitta nel derby della lanterna, i tifosi doriani hanno consegnato una lettera di rimprovero al tecnico Delio Rossi per incitare i propri giocatori

Delio Rossi (Infophoto) Delio Rossi (Infophoto)

Dopo la debacle nel derby della Lanterna perso per 0-3 i tifosi della Sampdoria hanno reagito duramente alla brutta prestazione della propria squadra scrivendo una lettera indirizzata ai giocatori e presenziando gli allenamenti post partita. Gli Ultras in questione sono quelli della sezione Tito Cucchiaroni, tra i più baldanzosi della curva doriana, e si sono recati a Bogliasco per consegnare direttamente nelle mani del tecnico Delio Rossi una lettera indirizzata a tutta la rosa. “Di parole non ne vogliamo sentire, sarebbe rispettoso un silenzio pieno di impegno e abnegazione... - si legge tra le prime parole, poi prosegue – Domenica abbiamo visto un branco di cadaveri. Non sembravate giocatori, ma nemmeno uomini.” Con queste parole alcuni affezionatissimi tifosi doriani hanno voluto descrivere i propri beniamini, come se dovesse essere merito loro se le cose in futuro cambieranno. Questo pugno di tifosi oltranzisti, che fanno del tifo la loro religione senza veramente godere di un gioco unico al mondo ed entusiasmante come il calcio, fraintendono l’amore per la propria squadra trasformandolo in qualcosa che assume i connotati di un’ideologia da difendere a priori secondo dei valori che si basano sul nulla. Nella lettera non mancano i riferimenti al tecnico doriano: “Dov’è finito quel carattere per il quale era famoso? Lo ritrovi alla svelta perché con questo atteggiamento rischiamo grosso, noi ma anche lei”. Parole pesanti velate tra le righe, nelle quali si cela qualcosa che può essere interpretato come una minaccia da parte dei tifosi o anche un licenziamento da parte della società. “La Sampdoria è per noi un unico e folle amor”, con queste parole si chiude la lettera e proprio per “questo folle amor” incondizionato gli ambienti negli stadi continuano ad essere preclusi a tutte quelle famiglie che vorrebbero seguire la partita della propria squadra del cuore e che però non possono a causa dell’irrequietezza di alcuni tifosi e dei controlli insufficienti da parte delle forze dell’ordine. La contro polemica che si vuole mettere in evidenza non riguarda solo la tifoseria più calda della Sampdoria ma anche tutti gli Ultras delle altre squadre. Quello di cui necessita veramente il grande spettacolo del calcio è una riforma che riguardi gli impianti sportivi, a partire di quelli di Serie A, nell’ottica di portare negli stadi il più alto numero possibile di famiglie ed allontanare la massa grezza di tifosi. Sì, proprio quelli che pensano di potere fare la morale ai giocatori, quando loro sono i primi in alcuni casi a scatenare i tafferugli con le altre tifoserie, causando danni alle strutture e l’intervento delle forze dell’ordine per inutili questioni. Tutto questo limita l’affluenza degli appassionati e determina il prelievo dalle casse statali per la riparazione dei danni. Soldi che tra l’altro sarebbero anche i loro! Il malcontento sociale non può essere una giustificazione per gli episodi di vandalismo. Il vero oppio del nostro popolo sembra essere costituito in larga misura da questo tipo di tifo che distrae la gente dai problemi reali. Questo vuole solo essere un invito affinché le istituzioni provvedano a valorizzare nel modo più efficiente possibile il mondo sportivo e si possa inaugurare una nuova stagione di calcio sano per tutti, adulti e bambini.

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