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Us Open 2013/ Serena Williams trionfa: battuta in tre set la Azarenka, è il 17esimo Slam

Serena Williams vince per la quinta volta gli Us Open, il 17esimo titolo dello Slam: battuta Victoria Azarenka in tre set in quella che è diventata la finale femminile più lunga a New York

Le finaliste degli Us Open 2013 (Infophoto) Le finaliste degli Us Open 2013 (Infophoto)

US OPEN 2013 - Finisce come un anno fa, esattamente con lo stesso copione e le stesse immagini. Serena Williams vince gli Us Open 2013 battendo in finale Victoria Azarenka con il punteggio di 7-5, 6-7, 6-1. E' la finale femminile più lunga nella storia di Flushing Meadows: superata di una manciata di minuti quella che Tracy Austin, era il 1981, aveva vinto contro Martina Navratilova. Finisce con Serena che salta e balla come scatenata, mentre dall'altra parte Vika si abbandona alle lacrime disperate. Come un anno fa: ci ha provato, ha dato tutta se stessa (è quello che dirà poi al microfono di Mary Carillo), ha perso ancora. Questa volta non ha avuto il servizio per chiudere, non è stata ad un game dal titolo, la vittoria forse non l'ha nemmeno sfiorata; eppure, forse fa più male oggi che dodici mesi fa. Perchè allora la Azarenka sapeva che prendersi il titolo contro quella Serena sarebbe stato quasi impossibile, e che tutto quel che di più fosse arrivato, battaglia al terzo set compresa, sarebbe stato un guadagno per la carriera. Non ieri, nel pomeriggio americano: ieri la bielorussa partiva sì sfavorita, ma con la consapevolezza di poterci provare fino in fondo, data dalla vittoria di Cincinnati in rimonta soprattutto, ma anche da un livello di gioco che, nelle giornate migliori, pareggia quello della Williams. Così è stato, e la finale si è trasformata in qualcosa di epico; anche se c'è stato il rischio che finisse tutto troppo presto. Primo set dall'andamento piuttosto stabile: break Azarenka, controbreak Serena, nuovo break della Williams e chiusura sul 7-5. in apertura di secondo set, quando l'americana è volata 4-1 e servizio, tutti hanno pensato di essere di fronte all'ennesimo cambio di passo della numero 1 al mondo. E invece Vika ha dimostrato che oggi è l'unica giocatrice che tiene testa a Serena innanzitutto mentalmente, e che le fa giocare scambi lunghi portandola ad innervosirsi. Primo break per salire 3-4, quindi Serena si è trovata 5-4 con il servizio per chiudere. E non ha chiuso: esattamente come era capitato alla Azarenka nel 2012 (ma al terzo set). Vika ha iniziato a giocare come se fossimo 1-1 nel primo set, con una tranquillità disarmante ma picchiando colpo su colpo, trovando profondità in risposta e impedendo alla Williams di arrivare in anticipo sulla palla e caricare il colpo. Eppure l'americana si è riportata in vantaggio e sul 6-5 ha di nuovo avuto la chance sul suo servizio, ma l'ha nuovamente sprecata. Il tie break che ne è seguito è stato epico: 3-1 Serena in un amen, ricacciata indietro dalla bielorussa che si è portata 6-4 con due set point. Cancellati, con tanto di urlaccio sparato alle tribune dell'Arthur Ashe in estasi. Un grido di battaglia, ma anche quello di una giocatrice in difficoltà, causa del vento (la Williams se ne è lamentata almeno tre volte, l'ultima rischiando di sfasciare la racchetta); così Victoria dagli occhi di ghiaccio ha sparato sul 6-6 una seconda che era una prima, lei che per tutto il torneo ha avuto problemi al servizio. Altro set point, questa volta convertito, e via al terzo set dopo due ore e nove minuti. Tutto da rifare per l'americana, e qui è arrivata la grande opportunità mancata dalla Azarenka. Il primo game è stato decisivo: Vika si è portata 0-30 sul servizio dell'avversaria, ma la Williams ha improvvisamente ritrovato la prima e ha tenuto la battuta. Momento decisivo: l'americana ha ritrovato fiducia e ripreso a macinare gioco. La bielorussa ha capito di aver finito la benzina sul 2-1 Williams: avanti 40-15 si è fatta rimontare e prendere il servizio, e buonanotte. "E' una grande combattente: sapevo che non sarebbe finita finchè non avessi davvero vinto", ha detto Serena Williams omaggiando la sua avversaria, con cui c'è stato un abbraccio a dimostrazione della grande stima. Per la numero 1 al mondo (quasi certa di chiudere l'anno in testa al ranking per la terza volta in carriera, dopo 2002 e 2009) si tratta del 55esimo torneo e del 17esimo Slam (quinto Us Open): è a un solo Major da Chris Evert e Martina Navratilova, e vincendone altri tre supererebbe anche Helen Wills Moody portandosi al terzo posto e toccando quota 20. Ce la può fare? Forse: a patto che mantenga sempre questo livello, mentre gli anni passano. E poi, con una Azarenka così, da oggi in poi dominare sul cemento non sarà più così facile. (Claudio Franceschini)

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