BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

Calciomercato Milan/ L'amministrazione a Galliani, gli straordinari a Sean Sogliano

Pubblicazione:lunedì 20 gennaio 2014 - Ultimo aggiornamento:lunedì 20 gennaio 2014, 17.09

Adriano Galliani, 69 anni, amministratore delegato del Milan (INFOPHOTO) Adriano Galliani, 69 anni, amministratore delegato del Milan (INFOPHOTO)

CALCIOMERCATO MILAN - “Attualmente Sogliano è il ds del Verona ma, come sapete, durante l’anno i dirigenti non possono cambiare squadra. Le regole sono chiare, solo a giugno“. Parole di Adriano Galliani prima dell’esordio di Clarence Seedorf in panchina, prima di Milan-Verona, prima che allo stesso Sean Sogliano potessero fare la medesima domanda. Ci abbiamo provato a fine gara, non lo nascondiamo. L’amico, collega di Telelombardia ed editorialista per SpazioMilan.it, Andrea Longoni, ha abbozzato un chiacchiericcio informale. Senza successo: uno sguardo, un cenno, un saluto. E soprattutto un “no” come dire “Non è la serata, non è ancora il tempo“. Ma l’imbarazzo era abbastanza palpabile. Il titolo del post Milan-Verona è proprio questo: Sean Sogliano, a Dio piacendo, sarà il prossimo direttore sportivo rossonero. Carica che, ricordiamo, attualmente è vacante dopo il saluto forzato di Ariedo Braida e dopo la nuova distribuzione delle cariche e delle mansioni ufficializzata il 19 dicembre scorso. A proposito della divisione tra poteri sportivi e amministrativi, come anticipato in settimana da Il Sole 24 Ore, i plus di Adriano Galliani appaiono ridimensionati rispetto alle deleghe assegnate nello scorso aprile e revocate dal cda prenatalizio. Nel dettaglio, consultando documenti ufficiali, si scopre che se prima Galliani godeva di “tutti i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione, con l’obbligo di riferire al cda in particolare sugli atti straordinari che andrà a compiere“, ora potrà esercitare solo “tutti i poteri di ordinaria amministrazione“, con un tetto di 25 milioni per la singola operazione di calciomercato e di 10 milioni sul singolo ingaggio. Cifre importanti, sia inteso. Cifre che, a memoria, il Milan non sfora dai tempi dell’acquisto di Alessandro Nesta che costò 31 milioni di euro. Ma è chiaro che il “tetto” imposto a Galliani rappresenta senza alcun dubbio un’ulteriore svalutazione della sua proverbiale autonomia. O vicarietà, se preferite. 


  PAG. SUCC. >