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Pagelle/ Tennis Australian Open 2014, i voti alle protagoniste del torneo (WTA)

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SIMONA HALEP 7 Serena a parte, è stata la grande sensazione del 2013: sei tornei vinti. In molti la pronosticavano top 10 a breve, e con i quarti raggiunti a Melbourne ha centrato l'obiettivo. Curioso quello che le è accaduto qui: ha eliminato la Jankovic, cadendo sulla partita tecnicamente più semplice e perdendo dalla Cibulkova in stato di grazia. Per come sta in campo vale forse anche oggi le prime cinque; per la mentalità no, perchè è stato oltremodo evidente come l'eliminazione sia stata più un fatto di testa che altro. Non ha ancora 22 anni e tutta una carriera davanti: dimostri che non è solo un fuoco di paglia. 

ANA IVANOVIC 7,5 L'immagine più bella dell'Australia Open 2014 è sua: elimina Serena Williams e, sugli spalti, allenatore e preparatore atletico si prendono quasi a testate dalla gioia. Due partite perfette contro la numero 1 e, prima, con l'idolo di casa Sam Stosur: 79 vincenti complessivi e quei martellamenti con il dritto che ci hanno riportati all'anno di grazia 2008. Aveva la grande occasione contro la Bouchard, ma ci ha rimuginato troppo dopo aver vinto il primo set: altra sconfitta, come già a Wimbledon. Peccato, ma intanto avvicina la Top 10 (è numero 12) e sta raggiungendo la forma migliore. Restiamo convinti di una cosa: tecnicamente, e se al 100%, è una delle più forti. La Williams avrà anche avuto mal di schiena, ma bisogna sempre batterla.

SERENA WILLIAMS 6 Le va dato onore per due cose. La prima: ha ammesso dopo la partita contro la Ivanovic di aver pensato a ritirarsi per la schiena. Ha giocato, e tirato il terzo set. La seconda: per farle dire che aveva mal di schiena i giornalisti in sala stampa hanno dovuto tirarglielo fuori a forza. "Ho giocato malissimo; posso giocare dieci volte meglio di così, ma non è colpa della schiena. E' tutto merito di Ana, lei oggi è stata perfetta". Fenomeno anche nelle sconfitte: dopo 17 Slam potresti anche nasconderti dietro gli infortuni e dire che sì, brava l'altra ma io stavo male. E invece no, ed è per atteggiamenti come questo che è cresciuta in popolarità. Sul campo, che dire? La serba l'ha presa a pallate, ma si è visto dal primo punto che non era la vera Serena. L'Australia non le dice bene: per la terza volta viene eliminata prima delle semifinali, confermando che il primo avversario di Serena Williams è Serena Williams. Se andrà come l'anno scorso, auguri alle altre. 

MARIA SHARAPOVA 6,5 Quasi ingiudicabile: dopo l'eliminazione si è detta contenta per aver potuto giocare, e che tornare su un campo da tennis non era affatto scontato. Sappiamo bene quanto può influire una spalla malandata, perciò le crediamo: Masha ha utilizzato questi Australian Open come "prova", senza troppe velleità di vittoria. E' arrivata fino agli ottavi e ha vinto il primo set contro la Cibulkova, poi ha sfiorato il miracolo rimontando da 0-5 a 4-5 ma, una volta perso quel parziale, non ne aveva più. Siamo contenti di rivederla in campo, e la aspettiamo con grande fiducia ai prossimi tornei. 

LE ITALIANE 6 Media alzata da Flavia Pennetta e dal doppio Errani/Vinci (9) che vince il quarto Slam; per il resto, c'è poco da stare allegri. Confermiamo la tradizione negativa a Melbourne: Sara Errani (5) e Roberta Vinci (5) eliminate al primo turno senza quasi lottare, Francesca Schiavone (5,5) prima vittima dell'indemoniata Cibulkova, Camila Giorgi (4) che ormai a 22 anni e dopo tanto tempo nel circuito non può non aver capito come si gestisce una partita e commettere 73 errori gratuiti (contro la Cornet) sperando sempre che la palla resterà dentro. Brava invece Karin Knapp (6,5): ha costretto la Sharapova, pur non al meglio, a una battaglia al terzo set. L'ha persa, ma ormai ha dimostrato di potersela giocare.

LE NUOVE LEVE Bouchard a parte, non è stato un cattivo torneo. Anzi: esclusi alcuni flop (Laura Robson su tutte, ma anche Sloane Stephens triturata dalla Azarenka), abbiamo visto qualche giocatrice che si candida a scalare il ranking. Garbine Muguruza dopo aver vinto a Hobart ha raggiunto gli ottavi battendo Kanepi e Wozniacki; Lauren Davis è arrivata al terzo turno eliminando Julia Goerges; la giovanissima Belinda Bencic ha costretto Na Li al tie break nel secondo set (dove è stata 5-5). C'è materiale, anche perchè il circuito WTA è un continuo vortice che cambia le gerarchie e lo spazio c'è. La parola d'ordine è: conferma. Scalare la classifica, con il sistema attuale di punti, non è difficile; restarci è più dura. Un esempio? La Bencic ha appena perso da Alla Kudryavtseva a Pattaya.

(Claudio Franceschini)



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