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Pagelle/ Tennis Australian Open 2014, i voti alle protagoniste del torneo (WTA)

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TENNIS AUSTRALIAN OPEN 2014 - Na Li ha vinto gli Australian Open 2014. Per la cinese si tratta del secondo Slam in carriera, dopo il Roland Garros 2011; a 31 anni torna al numero 3 del ranking WTA. In finale ha battuto Dominika Cibulkova (7-6 6-0): la slovacca non si era mai spinta così a fondo in un tabellone Major. Fuori prima delle semifinali le tre grandi: Serena Williams, Victoria Azarenka e Maria Sharapova. Anche qui, come nel torneo maschile, una mini-rivoluzione.

IL TORNEO 8,5 E' la solita storia: meglio assistere alla finale già scritta Williams-Azarenka, sentire le urla della Sharapova almeno fino alle semifinali, oppure aprire al nuovo che avanza? Scegliamo la seconda strada: il tennis WTA di questi anni è molto ondivago, e certezze ce ne sono poche. Per una volta però si è visto un primo abbozzo di cambiamento nella Top Ten, con l'incursione della Halep e i passi da gigante di Bouchard, Cibulkova e, perchè no, il ritorno della Pennetta. Certo: è possibile che nel giro di un mese sia già tutto stravolto, con lo status quo ristabilito. Intanto, era una vita che dalle semifinali mancava uno dei tre grandi nomi; Li a parte, le altre tre scrivono, come anno di nascita, 1989 e 1994. Mica male, no?

NA LI 10 Una volta eliminate Serena Williams e Azarenka, la sua vittoria è stata annunciata. Cambia qualcosa? No: la cinese questo livello di gioco lo ha sempre avuto, ma dopo aver vinto il Roland Garros tre anni fa ha vissuto un periodo di crisi che le impediva di affrontare mentalmente le partite decisive. Una delusione dietro l'altra, fino al grande ritorno qui: finale lo scorso anno (dopo quella del 2011), vittoria al nuovo giro. Tabellone non impossibile, ma partite dominate o quasi, da vera campionessa. Tranne una: contro Ekaterina Makarova, che già l'aveva fatta penare a New York, ha dovuto fronteggiare un match point. "Ho preso fiducia vincendo quel match", ha poi detto; si è visto. Adesso sa di poter dare fastidio alle migliori: ci riuscirà ancora?

DOMINIKA CIBULKOVA 9,5 E chi se lo aspettava? Una semifinale a Parigi ormai cinque anni fa, poi tre titoli disseminati qua e là (l'anno scorso a Stanford) e poco altro, nonostante la sua presenza nella Top 30 fosse sempre stata costante. Si diceva: troppo bassa per emergere (solo due giocatrici  nel circuito lo sono di più), senza un vero colpo che faccia la differenza. Tutto vero: ma a Melbourne ha trovato le due settimane della vita, eliminando Suarez Navarro, Sharapova, Halep e Radwanska, dominandole tutte. In finale si è sciolta dopo un primo set da 70 minuti: va bene così, e lo ha detto anche lei. Torna a ridosso delle prime dieci (è numero 13 da oggi, era stata 12) e si rilancia: difficile ripetersi, ma a 24 anni potrebbe essere arrivato il suo momento.

EUGENIE BOUCHARD 9 Non si è capito se abbia fatto più notizia per la semifinale Slam raggiunta a 19 anni (alla quarta partecipazione, la prima qui) o per l'esercito di tifosi colorati e rumorosi che si è trascinata dietro dalla prima partita sul campo 15 (e che, come ha detto, non conosceva). A noi ha impressionato per la sicurezza con cui gioca: da quando ha vinto Wimbledon juniores nel 2012 (anche nel doppio) è segnalata come potenziale Top 10 e anche di più. Oggi è 19 e può crescere: battuta Ana Ivanovic per la seconda volta in due precedenti negli Slam, contro la Li non ci ha capito molto ma ha sicuramente il tempo di crescere. Anche tatticamente: è solida e sfrontata, forse non ha ancora colpi davvero vincenti, di quelli che ti fanno sollevare i trofei che contano.

AGNIESZKA RADWANSKA 8 Aveva la sua grande occasione: fuori Serena Williams, fuori Maria Sharapova, lei invece dominava per una volta la Azarenka e si prendeva la semifinale. Come a Wimbledon, però, nel momento di fare davvero la differenza è crollata: contro la Cibulkova non è mai stata in partita, ottenendo solo tre game. Sembra una maledizione: ci prova e riprova, continua a restare ai vertici (tornata al numero 4 da oggi) ma il titolo dello Slam è ancora tabù. Sembra ormai chiaro che non abbia le armi psicologiche per fare terra bruciata fino alla fine del torneo. Va dato comunque onore al merito di arrivarci sempre ad un passo, che non è mai scontato.

FLAVIA PENNETTA 7,5 Una nuova vita per Flavia, che a quasi 32 anni si ritrova ai margini della Top 20 (numero 22). Un altro Slam giocato alla grande dopo gli Us Open: stavolta si è fermata un gradino più sotto, ma sono dettagli. Tabellone piuttosto semplice perchè aperto dall'eliminazione di Petra Kvitova, il suo capolavoro è stato la vittoria contro la Kerber. Resta un grande rammarico: se la Makarova avesse convertito il match point contro la Li, forse la Pennetta avrebbe anche potuto vincere il torneo. Non è andata così e ci dobbiamo accontentare: di aver ritrovato un'ottima giocatrice, e che la sua carriera sia in ascesa scollinati i 30 anni.

VICTORIA AZARENKA 6,5 Perde lo scettro australiano dopo due anni: questo era il suo torneo per tanti fattori, ma questa volta l'ha fallito venendo eliminata ai quarti di finale. E' come se aspettasse particolarmente la partita contro Sloane Stephens: vinta quella, riscattando le male dicerie dello scorso anno, si è seduta sugli allori pensando che il più fosse fatto (il giorno precedente la Williams era stata eliminata). E' stato allora che è caduta, generando grande sorpresa: d'accordo che la Radwanska è una grande giocatrice, ma si pensava che Vika sarebbe arrivata in finale senza problemi. Così non è stato: resta a grande distanza da Serena, e per soli 11 punti mantiene la seconda posizione nel ranking. Solitamente i suoi momenti migliori sono inizio e fine anno: dovremo aspettare settembre per vederla nuovamente al top?


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