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Probabili formazioni/ Juventus Roma: i ballottaggi. Ultime novità (Serie A, 18^ giornata)

Pubblicazione:sabato 4 gennaio 2014 - Ultimo aggiornamento:domenica 5 gennaio 2014, 19.56

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PROBABILI FORMAZIONI JUVENTUS ROMA (SERIE A, DICIOTTESIMA GIORNATA) - Siamo finalmente arrivati alla partita tanto attesa: Juventus-Roma, diciottesima giornata di campionato e penultima di andata, vale non solo tre punti ma tanto, tanto di più. Sono cinque le distanze che separano la capolista bianconera (46) dalla prima inseguitrice giallorossa (41): pareggiare significa per la Vecchia Signora fregiarsi aritmeticamente del titolo di campione d'inverno, che non vuol dire certo avere mezzo scudetto sul petto ma, anche statisticamente, comunque avvicinarsi non di poco. Ancora: la vittoria per la Juventus allungherebbe a dieci la striscia, a 8 punti il distacco (e sarebbe fuga vera) e sancirebbe la prima sconfitta stagionale della Roma, che al contrario può fermare, prima e finora unica a farlo eventualmente, la marcia interna dei ragazzi di Antonio Conte. Rivalità, storia, tradizione e una ventata di anni Ottanta che arriva fino all'alba del 2014: bisogna solo mettersi comodi, e gustarsela. Arriva domani sera, ore 20:45 sotto la guida dell'arbitro Rizzoli. Il migliore, per la partita migliore.

QUI JUVENTUS - Nove vittorie consecutive, quindici in diciassette partite, otto su otto in casa: la Juventus vola e, non fosse per la bruciante eliminazione in Champions League, la stagione sarebbe un trionfo. Record di punti nell'anno solare (a livello di società), Carlos Tevez che finalmente sfata e rompe il tabù dei 10 gol in campionato arrivando a 11, e pazienza se Gigi Buffon ha fermato la sua imbattibilità a 745 minuti, fuliminato da Maxi Moralez. Quella della Juventus è una corsa che al momento nessuno riesce a fermare, e la Roma è la prova del nove anche perchè arriva dopo la sosta: Antonio Conte sa che se i suoi ragazzi avranno assorbito anche spumanti e panettoni il più sarà fatto. Intanto parlano i numeri: miglior attacco e seconda difesa, un gol subito nelle ultime nove, trionfali partite, il terzo possesso palla che però genera il più alto numero di tiri in porta a partita (7,7) e la miglior pericolosità offensiva (73%), frutto di una precisione nei passaggi che non ha eguali tra le venti di Serie A anche in assenza di un direttore d'orchestra come Andrea Pirlo. Che si prepara al rientro: il bresciano secondo le ultime dovrebbe farcela, e allora si rivede la formazione titolare con Marchisio che quest'anno è il grande sacrificato in panchina, perchè la crescita esplosiva di Pogba merita al momento un posto al fianco dei big, tra cui anche quell'Arturo Vidal che alla Roma, allo Juventus Stadium, ha segnato tre gol in due uscite, con fulminea doppietta contro le allora ambizioni di tiki taka di Luis Enrique. Davanti, ça va sans dire, i due titolarissimi: Carlos Tevez e Fernando Llorente, insostituibili. Unica nota che potrebbe risultare stonata: Andrea Barzagli ha un leggero fastidio a un tendine che lo accompagna da inizio stagione, stringe i denti da settembre e anche domani sera dovrebbe essere in campo. Non dovesse farcela, più Caceres di Ogbonna. 

QUI ROMA - Se Madama ha il miglior attacco, la Roma ha la difesa meno perforata: 7 reti incassate da Morgan De Sanctis, che il suo periodo di imbattibilità lo ha vissuto tra la quarta e la decima giornata di campionato prima che Alessio Cerci, destino beffardo perchè figlio calcistico giallorosso, sbriciolasse speranze di record e striscia di vittorie iniziali, comunque fermatesi al nuovo primato (10). Parte tutto da dietro: Benatia e Leandro Castan ergono un muro spesso invalicabile e contro il quale ci si scontra facendosi male, da loro si sviluppa la tela di passaggi tessuta da Pjanic-De Rossi-Strootman, tre che sono talmente compatibili e fondamentali da aver messo in crisi i compagni quando anche uno solo di loro è venuto a mancare. La Roma è terza per tiri nello specchio della porta (6,6) generati da un 72,8% di precisione nei passaggi secondo solo alla Juventus; sarà anche quinta nella supremazia territoriale, ma quando attacca è un carro armato che avanza e avanza schiacciando insensibile tutto quel che trova (seconda per pericolosità offensiva con il 64,6%). Manca quel poco di cinismo che la renderebbe super a tutti gli effetti, manca un amalgama che non può essere indissolubile al primo anno di lavoro, manca forse un cannoniere degno di questo nome anche se lo score di Mattia Destro (tre gol in tre partite, uno ogni poco più di 50 minuti di gioco) fa ben sperare; c'è però quella solidità che ricorda tanto, guarda un po', l'anno zero di Antonio Conte a Vinovo, quella sensazione di indistruttibilità anche quando le cose vanno male. Per ora non basta per essere davanti, ma la storia insegna: quella Juventus alla fine festeggiò lo scudetto. Anche Garcia ha la formazione tipo, se si eccettua il forfait dichiarato dell'ex Balzaretti: lo sostituisce come sempre Dodò. C'è Totti titolare, c'è un Gervinho in forma stratosferica, dovrebbe esserci Destro che anche piazzato sull'esterno può dare fastidio. In forse Florenzi, che soffre di sciatalgia: in ogni caso non sembra destinato a partire titolare, il tecnico francese considera maggiormente Ljajic che con il suo talento può portare Barzagli ad allargarsi e favorire gli inserimenti, letali, dei tre di mezzo. (Claudio Franceschini)



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