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Australian Open 2014/ Tennis ATP: favoriti, outsider e possibili sorprese del primo Slam stagionale

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Il busto di Rod Laver, vincitore di 11 Slam, campeggia al Melbourne Park (Infophoto)  Il busto di Rod Laver, vincitore di 11 Slam, campeggia al Melbourne Park (Infophoto)

TENNIS ATP AUSTRALIAN OPEN 2014 - E' cominciato con i turni di qualificazione il primo Slam della stagione 2014. Gli Australian Open vanno in scena dal 13 al 26 gennaio. Torneo quasi finito nel dimenticatoio, e salvato negli anni Ottanta dall'intuizione di spostarlo dalla location originale di Kooyong al Melbourne Park (cambiando anche superficie: all'epoca si giocava su erba). Fino al 1977 il torneo chiudeva la stagione e si giocava a dicembre; se ne è tenuta una doppia edizione fino al 1985, per poi essere posizionato definitivamente in gennaio. Per quanto riguarda l'ATP, campione in carica è Novak Djokovic; a dominare l'albo d'oro è l'ex tennista di casa Roy Emerson, con 6 titoli. Nell'era Open invece ne ha vinti 4 Roger Federer.

I FAVORITI - Novak Djokovic Per vari motivi, lui più di Nadal è il vero candidato alla vittoria del titolo. Intanto ha vinto qui gli ultimi tre titoli, un particolare che non va mai dimenticato perchè dice di un feeling tutto speciale con questo torneo. In più, storicamente è abituato a iniziare e terminare una stagione da dominatore, prendendosi una pausa in primavera; lo dimostra il suo strepitoso finale di 2013, con vittorie nei tornei asiatici e la conquista del Master. Esattamente come aveva fatto 12 mesi prima, sbaragliando la concorrenza. Importa poco che sia il numero 2 del ranking: è stato in vetta fino a poco fa, e può tornarci più o meno subito. Contro Nadal ha giocato una finale epica a Melbourne (2012), la più lunga nella storia dei tornei del Grande Slam. Ha annunciato la nuova partnership con Boris Becker: la curiosità di rivederlo in campo aumenta.

Rafael Nadal Il numero 1 al mondo è lui: meritatamente, perchè quello che ha fatto dal ritorno in campo dopo l'inattività ha del sovrumano. Dieci titoli nel 2013 tra cui due Slam, una lunga striscia di imbattibilità sul cemento che non è mai stata la sua superficie preferita, l'ottavo Roland Garros che rappresenta il record per vittorie di un singolo Major. Si è riposato, comprensibilmente, solo in autunno, quando l'esplosione di Djokovic e un calo di condizione lo hanno portato a fallire gli ultimi obiettivi, compreso il Master che non ha mai vinto. Si presenta in Australia con i crismi del favorito numero due: qui ha vinto solo nel 2009, tornando in finale nel già citato episodio del 2012. Se il ginocchio tiene non ha avversari fino allo scontro con Nole, anche perchè il caldo lo sopporta piuttosto bene. 

GLI OUTSIDER - Andy Murray In condizioni normali sarebbe nel gruppetto dei favoriti, come del resto in ogni Slam a eccezione forse del Roland Garros. Tuttavia lo scozzese che nel giro di due stagioni ha fatto tutto quello che non gli era riuscito in precedenza (vittoria del primo Slam, oro alle Olimpiadi e trionfo a Wimbledon 77 anni dopo l'ultimo britannico) arriva da un lungo periodo di inattività. Non si è presentato agli Open di Francia e di fatto, dopo la campagna sull'erba inglese, non ha più giocato, perdendo malamente ai Master 1000 del Nord America e non partecipando a Us Open e Master per operarsi alla schiena. Non sappiamo in che condizioni sia: ha giocato un torneo esibizione a fine 2013 e sembrava star bene, ma il livello agonistico era quello che era. A Melbourne ha giocato due finali consecutive nel 2010 e 2011, perse da Federer e Djokovic. 

Juan Martin Del Potro Torniamo alla solita storia: non fosse per quel maledetto polso, oggi lo troveremmo a lottare con i primi 3 del mondo, spartendosi Slam e Master 1000. Il talento è da primo della classe, il dritto forse non è un capolavoro di tecnica ma è tremendamente efficace, la mobilità è da rivedere ma DelPo è certamente il più forte outsider per Djokovic e Nadal, quello che tutti vogliono evitare nella loro parte di tabellone. Se è in giornata può battere chiunque; forse gli manca qualcosa sulla tenuta dei cinque set rispetto ai due favoriti, ma può dominarti nel giro di un'ora e mezza senza farti vedere la pallina. Quattro titoli nel 2013, soprattutto le finali a Indian Wells e Shanghai; agli Australian Open non è mai andato al di là dei quarti di finale, e questo potrebbe pesare. 



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