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Australian Open 2014/ Tennis WTA: favorite, outsider e possibili sorprese del primo Slam stagionale

Pubblicazione:mercoledì 8 gennaio 2014 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 8 gennaio 2014, 21.43

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Ana Konjuh Idem come sopra. Anche lei classe '97, ma di dicembre: ha appena compiuto 16 anni e salutato il mondo juniores con la conquista del secondo Slam stagionale, gli Us Open. Melbourne porta ricordi favolosi: qui, un anno fa, ha vinto singolare e doppio. Ha messo in bacheca trofei Under 14 e Under 16, ha vinto titoli juniores contro giocatrici anche di due-tre anni più grandi (Eddie Herr, Orange Bowl); ha già un torneo ITF in bacheca, e l'esordio nella WTA è stato da sogno quando a Auckland ha eliminato Roberta Vinci, non solo la numero 1 del tabellone ma anche e soprattutto la numero 14 del ranking mondiale. Tra lei e la Bencic è stato un dominio giovanile, sarà così in prospettiva anche al piano di sopra? Intanto ha già fatto sapere che dopo Melbourne si opererà al gomito destro, e starà ferma tra i tre e i cinque mesi.

Victoria Duval Non si può non citare l'americana dal sorriso contagioso. Classe '95, una storia da film drammatico ed emozionale con finale a lieto fine, agli Us Open 2013 ha fatto fuori Samantha Stosur arrivando praticamente dal nulla. Non che poi abbia mostrato chissà che: ha aperto l'anno battendo Vera Dushevina a Brisbane, ma poi si è fatta eliminare da Kiki Bertens. Tuttavia, è uno dei volti nuovi del tennis femminile, che lo si voglia o no; il tempo ci dirà se la prima impressione era quella buona, o se si è trattato di un lampo sul blu di Flushing Meadows. Per lei, come per Bencic e Konjuh, si tratterà innanzitutto di superare la tagliola delle qualificazioni.

LE ITALIANE - Le possibilità per le nostre rappresentanti non sono troppe. Naturalmente confidiamo soprattutto in Sara Errani e Roberta Vinci, che però hanno fatto flop un anno fa (terzo turno la tarantina, fuori subito la bolognese); in Australia la nostra tradizione è negativa, e allora bisogna sperare in un exploit che comprenda magari anche Flavia Pennetta, capace di spingersi in semifinale agli ultimi Us Open ma ritiratasi da Hobart per il solito polso. La Errani, numero 7 al mondo, ha bisogno di azzeccare le due settimane perfette: ha già dimostrato negli ultimi due anni di saper fare semifinale Slam ma arriva da una seconda metà di 2013 decisamente sotto tono, con tanto di lacrime e ammissione di non saper reggere la pressione di trovarsi nella Top 10, dove peraltro è da un anno e mezzo. In più, a suo sfavore gioca il record negativo con le big: tre vittorie e 27 sconfitte contro le prime cinque della classe. Per il resto, confidiamo nell'ulteriore crescita di Karin Knapp, entrata da poco nelle prime 50 al mondo, mentre ci sono decisamente poche speranze di vedere in tabellone una Nastassja Burnett che dopo l'exploit di Roma ha avuto tanti problemi fisici e un calo di rendimento e fiducia, e che le qualificazioni di uno Slam le ha superate una volta sola (Us Open 2012), per poi perdere al primo turno. Possono accedere al tabellone principale Maria Elena Camerin e Alberta Brianti.

(Claudio Franceschini)



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