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WTA Finals 2014/ Master femminile, Halep-Ivanovic e il possibile "biscotto" anti-Williams (tennis)

Pubblicazione:giovedì 23 ottobre 2014

Simona Halep, 23 anni, attualmente numero 4 del ranking WTA (Infophoto) Simona Halep, 23 anni, attualmente numero 4 del ranking WTA (Infophoto)

WTA FINALS 2014, POSSIBILITA’ DI “BISCOTTO” - In Italia il concetto di “biscotto” è diventato tale nell’estate del 2004. Europei di calcio in Portogallo: la nostra Nazionale doveva necessariamente battere la Bulgaria per superare il primo turno, ma sapeva che con un 2-2 tra Danimarca e Svezia sarebbe comunque stata eliminata. Andò proprio così: gli Azzurri vinsero 2-1, dall’altra parte fu 2-2 e buonanotte ai suonatori e sognatori. Nel mondo del tennis il “biscotto” non esiste: una delle cose belle di questo sport è il fatto che in qualunque torneo si giochi una sconfitta significa tornare a casa, senza se - calcoli obliqui - e senza ma (possibili ripescaggi). Ovunque, ma non ai Masters. Dove la formula è diversa, e prevede due gironi con il round robin e i primi due giocatori (o giocatrici) che vanno in semifinale. E allora concentriamoci su Singapore, dove sono in corso le WTA Finals 2014: nel gruppo rosso le carte sono state rimescolate dalla clamorosa sconfitta di Serena Williams per mano di Simona Halep. Un 6-0 6-2 eloquente, che ha proiettato la rumena in semifinale e l’americana sull’orlo di una clamorosa eliminazione; soprattutto, alla possibilità di un incredibile “biscotto”. Approfondiamo, senza avanzare altro che una semplice e maliziosa ipotesi di quanto potrebbe succedere domani; non è affatto detto che vada a finire come segue, nè che se sarà così ci sarà stato un pre-accordo. Siccome però l’eventualità c’è, ne va discusso. Partiamo dal presupposto che, scoppola a parte, Serena Williams resta lo spauracchio di tutte: una giornata storta le può capitare, due di fila no (e lo ha dimostrato oggi, triturando e rispedendo in Canada Genie Bouchard lasciandole due game). Insomma, una Serena che perde 6-0 6-2 fa ancora più paura di qualunque altra giocatrice abbia vinto sul campo a fianco. Perciò, è logico che se le sue avversarie possono evitare di averci a che fare sulla strada verso il titolo, proprio disperate non sarebbero. E allora, succede che domani si gioca l’ultimo incontro del girone: Simona Halep-Ana Ivanovic. Succede che la rumena sia già in semifinale: anche perdendo 6-0 6-0 sarebbe avanti nel computo dei game, perchè oggi è 24-7 e scenderebbe 24-19 restando davanti alla Williams che ha chiuso con 26-22. Succede poi che la Ivanovic abbia una vittoria e una sconfitta, con 20 game vinti e 16 persi (2-2 nei set). I calcoli sono piuttosto facili: diciamo subito che in caso di vittoria della Halep, o di sconfitta ma con un set vinto, la numero 1 del mondo sarebbe in semifinale (come seconda del girone). E però, c’è il caso che la Ivanovic vinca 2-0, ed è qui che viene fuori il possibile biscottone. La serba ha bisogno di questo risultato per passare il turno, ed essendo già ora con lo stesso scarto di game dell’americana si potrebbe accontentare di vincere 7-6 7-6; per la Halep la sconfitta sarebbe indolore comunque, e addirittura per blindare il primo posto le basterebbe un 3-6 3-6, o un 4-6 2-6, o un 2-6 5-7 (per farla breve: deve stare sotto i sette giochi di scarto). Questi sono i numeri e le possibilità, il resto è ipotetico; di sicuro c’è che la Halep potrebbe non giocare al 100% volendosi risparmiare per la semifinale, di sicuro c’è che la Ivanovic sa di dover dare tutto se vuole proseguire, di sicuro c’è che una Serena Williams arrabbiata e ferita dall’altra parte della rete equivale spesso e volentieri a un rapido imbarco verso casa, e però di sicuro c’è anche che perdere apposta non riesce mai bene perchè un conto è pensarlo al tavolo della cena e un conto è realizzarlo sul campo, dove si mescolano altri fattori che c’entrano poco con le calcolatrici. Tagliando la testa al toro, aspettiamo domani e speriamo che non accada: se la Ivanovic vorrà prendersi la semifinale dovrà farlo giocando come se non ci fosse un domani, e un evento come il Master con la Williams fuori subito sarebbe comunque un di meno. E poi il match tra rumena e serba è potenzialmente bellissimo: perchè accontentarsi di vederne uno senza intensità?

(Claudio Franceschini)



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