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Genoa-Juventus/ Il Conte-bis è finito: cominci il vero progetto Allegri

Genoa Juventus, la prima sconfitta in campionato per i bianconeri impone a Massimiliano Allegri di prendere finalmente in mano la sua squadra e darle un'identità ben precisa: la sua

Luca Antonini ha appena segnato: Genoa-Juventus 1-0 Luca Antonini ha appena segnato: Genoa-Juventus 1-0

Il lavoro di Massimiliano Allegri alla Juventus inizia oggi. A poche ore dalla sconfitta di Marassi contro il Genoa, la prima in questo campionato per i bianconeri che sono immediatamente passati da un vantaggio di tre punti all’aggancio subito. Più della Roma, con la quale il duello è destinato a durare per tutta la stagione, preoccupa la tenuta esterna dei bianconeri. Dopo il pari di Reggio Emilia contro il Sassuolo, in cui la squadra aveva creato tanto ma segnato un solo gol, è arrivato il gol di Antonini ad affondare la Signora. Nel post partita Allegri ha detto sostanzialmente due cose: non posso imputare niente ai miei giocatori che hanno dato tutto per provare a vincere, ma quando non ci si riesce non bisogna perdere. Vero, ma in parte. Ricordate la prima Juventus di Antonio Conte? Faticava a segnare e pareggiò 15 volte, ma non perse mai e festeggiò lo scudetto. Lungi da noi fare paragoni, ma quella squadra in campo era un’altra cosa. Non vuole essere il gioco delle differenze: Conte ha un’anima e Allegri ne ha un’altra, e le nostalgie non portano lontano. Ma è vera una cosa: questa Juventus non dà l’impressione di lasciare tutto sul campo. E’ una questione di gioco: se la tua squadra è superiore alle avversarie di Serie A (e la Juventus, Roma e forse Napoli a parte, lo è) perchè incaponirsi nei lanci lunghi? Perchè non praticare il possesso palla con fraseggi veloci e allargare il campo? Perchè buttare dentro l’area innumerevoli palloni se poi il tuo ariete - Llorente - è già stato sostituito? Tre indizi fanno una prova e qui ne abbiamo già due: ad Atene i bianconeri sono passati al e hanno invaso la trequarti avversaria creando tre palle gol nitide, a Marassi è entrato Alvaro Morata e sono serviti i miracoli di Perin per generare il risultato finale. Ecco perchè è arrivato il momento di cambiare: Allegri finora si è mosso in punta di piedi, ha capito di non poter stravolgere la costruzione del suo predecessore ed è stato fin troppo conservativo, confermando la difesa a tre (che non ha mai praticato) e preservando la coppia Tevez-Llorente. Ma adesso le cose sono evidenti: questo Morata non può stare fuori perchè oltre a essere in grande spolvero garantisce uno spartito diverso fatto di sortite palla al piede, movimenti e tagli e giocate incontro al pallone. Pazienza se Tevez segnerà meno: