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Superbike/ Melandri ignora gli ordini e vince: tensione in casa Aprilia, Sykes-Guintoli allo sprint Mondiale

Pubblicazione:lunedì 6 ottobre 2014

Marco Melandri, 32 anni, in sella all'Aprilia Marco Melandri, 32 anni, in sella all'Aprilia

SUPERBIKE, TENSIONE IN CASA APRILIA - L’Aprilia sta dominando il Mondiale 2014 di Superbike, ma a Noale ci sono tensioni e veleni. E’ successo a Magny-Cours, penultima gara del campionato: Tom Sykes, leader della classifica, è andato in crisi sulla pista bagnata e si è dovuto accontentare di due quarti posti. Favorendo così la grande rimonta di Sylvain Guintoli: il francese ha vinto gara-1 grazie all’ordine di scuderia - arrivato attraverso la tabella segnatempo - che ha prontamente “retrocesso” un Marco Melandri che stava fin lì dominando. In gara-2 lo scenario si stava ripetendo in maniera identica: il ravennate in testa, il compagno di squadra all’inseguimento, l’ordine di scambiare le posizioni. Solo che questa volta Melandri non ha obbedito, ed è andato a vincere. Lasciando di stucco il povero Guintoli, che a fine gara ha commentato “pensavo che Marco avrebbe rallentato per farmi passare”; e togliendo al pilota francese cinque punti che rischiano di diventare fondamentali per la vittoria del titolo piloti, che sarebbe il primo in carriera. Basta fare i conti: adesso il distacco in classifica è di 12 lunghezze. Fossero state 7, Guintoli avrebbe festeggiato con una doppietta, senza dover guardare al suo avversario. Così invece dovrà sperare che Skyes non centri due secondi posti, altrimenti gli finirà comunque davanti. Uno scenario discusso a ripetizione: basti ripensare al Gran Premio d’Austria del 2002 di Formula 1, quando la Ferrari intimò esplicitamente a Rubens Barrichello di lasciare strada a Michael Schumacher, il brasiliano non la prese bene e alzò il piede soltanto sul rettilineo del traguardo. Un episodio che ha portato al divieto degli ordini di scuderia, sia pure solo oltre certi limiti. A bocce ferme, Melandri ha dato la sua versione: “Mi sono pentito immediatamente di aver fatto passare Sylvain in gara-1. Ero nettamente più veloce e per arrivare fino a qui ho sudato sangue. Se avessi rinunciato alla vittoria anche nella seconda gara non avrei potuto guardare mia figlia negli occhi”. Sarebbe comunque servito a poco se Macho avesse vinto anche la prima corsa: avrebbe 317 punti in classifica e non potrebbe comunque giocarsi il titolo. Ha usato parole dure Romano Albesiano, responsabile corse della Piaggio (il gruppo di cui l’Aprilia fa parte): “Il nostro ordine era esplicito e Melandri ha deciso diversamente; noi corriamo per dimostrare la superiorità delle nostre moto e per ora ci stiamo riuscendo; abbiamo in mano il titolo costruttori e in Qatar abbiamo buone possibilità di vincere anche quello piloti”. Già, il Qatar: Sykes, il campione in carica, ci arriva in crisi e in gara-1 è riuscito ad arrivare quarto solo perchè Loris Baz, il suo compagno di squadra, ha obbedito all’ordine interno (poi è stranamente arrivato settimo, staccatissimo, in gara-2) e non vince da gara-2 negli Stati Uniti (il 13 luglio) avendo centrato un solo podio nelle ultime quattro corse.



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