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Mondiali volley donne 2014/ Italia, coach Bonitta: alle Final Six serve più costanza. Kiraly, che ricordi...

Mondiali volley donne 2014: Italia, parla il coach Marco Bonitta. Le parole dell'allenatore azzurro alla vigilia delle Final Six dei campionati del mondo, che si terranno al Forum di Assago

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L'allenatore della nazionale italiana femminile di volley, Marco Bonitta, ha rilasciato un'intervista a La Gazzetta dello Sport alla vigilia delle Final Six dei mondiali. Esordio domani (mercoledì 8 ottobre, ore 20:00) contro gli Stati Uniti, secondo match venerdì 10 con il Brasile alla stessa ora. Così il commissario tecnico ha inquadrato le due avversarie: "Due squadre fortissime. Gli Stati Uniti associano giocatrici di buono spessore fisico con una tecnica molto particolare, una filosofia di gioco e un collegamento di sistemi molto ampi. Giocano una pallavolo veloce, nonostante sia una squadra alta. La Russia è una squadra che invece un pochino gioca come ai vecchi tempi, sfruttando i giocatori potenti e alti che ha. E' due volte campione del mondo quindi ha già una mentalità vincente. Sono le due squadre, insieme al Brasile, probabilmente più forti del Mondiale ma sono due partite completamente diverse da affrontare". Contro gli Stati Uniti Bonitta ritroverà Karch Kiraly, attuale allenatore delle americane che giocò a Ravenna dal 1990 al 1992, negli anni in cui il coach azzurro iniziava ad allenare. Bonitta ha dichiarato: "Io mi svegliavo la mattina pensando all'allenamento del pomeriggio perché andavo a vedere Ravenna ma soprattutto come si allenava questo grande campione olimpico e mondiale. Sono stati due anni bellissimi perché ho capito cosa voleva dire essere professionisti in maniera completa. Quando l'ho incrociato gli ho chiesto se si ricordava di me, e mi ha risposto: 'certo che mi ricordo di te. Ma lui ha imparato a parlare italiano in un mese, non avevo dubbi che fosse così". Quanto alla preparazione specifica per le prossime due partite, il ct ha affermato: "Adesso dobbiamo innalzare la nostra qualità tecnica e falò con una costanza maggiore perché in alcune partite qualche avversario ci ha fatto respirare. Qui non sarà così, sarà tutto tirato al massimo. Sono queste le sfide che ci servono per capire se stiamo andando oltre i nostri limiti o meno".

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