BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

RITIRO ANDY SCHLECK / Addio alle corse, ginocchio ko: il mio futuro... (9 ottobre 2014)

Ritiro Andy Schleck: addio al ciclismo agonistico per il corridore lussemburghese, frenato da un infortunio al ginocchio al termine di tre anni molto difficili per il vincitore del Tour 2010

Andy Schleck (Infophoto) Andy Schleck (Infophoto)

Ha annunciato oggi il suo ritiro dal ciclismo.Sul suo futuro l'ex ciclista lussemburghese però è stato molto cauto nel corso della conferenza stampa indetta appositamente per l'annuncio: "Il ciclismo è stata la mia vita per molti anni e ho bisogno di tempo per capire quello che mi piacerebbe fare. Per fortuna posso contare sulla mia famiglia, gli amici e Trek. Sono molto felice di essermi allenato e di avere gareggiato a fianco di mio fratello. Ho sempre detto che il ciclismo non è l'inizio e la fine della mia vita . Ho una splendida ragazza e un figlio meraviglioso. Sono entusiasta di scoprire quello che ci aspetta”.

Ha annunciato oggi il suo ritiro dal ciclismo agonistico. La causa principale del suo addio è l'infortunio al ginocchio patito nella terza tappa del Tour de France a 30 km dall'arrivo a Londra, ultimo atto di tre stagioni a dir poco disgraziate per il lussemburghese, il cui ultimo risultato di rilievo è stato il secondo posto al Tour 2011: da quel momento, tra infortuni e problemi di vario tipo, praticamente il nulla. “Sono ovviamente deluso di dover chiudere la mia carriera in questo modo. Mi sarebbe piaciuto continuare a lottare ma il mio ginocchio semplicemente non lo permette, dato che dal mio incidente nel Regno Unito non vi è praticamente stato alcun progresso. Mentre i legamenti sono guariti, la cartilagine danneggiata è un'altra storia. Ho lavorato duro sulla riabilitazione del ginocchio, ma sono giunto alla conclusione che con il rischio di una lesione permanente, questa è la migliore cosa da fare”. Fratello minore di Frank, entrambi figli d'arte di Johny Schleck, il grande talento del lussemburghese esplose a soli 21 anni al Giro d’Italia 2007, con il secondo posto alle spalle di Danilo Di Luca. Maglia bianca di miglior giovane al Tour per tre anni di fila, dal 2008 al 2010; secondo nel 2009, primo a tavolino nel dopo la squalifica di Alberto Contador che lo aveva preceduto sui Campi Elisi, di nuovo secondo come già ricordato nel 2011, tre tappe vinte, due nel 2010 a Morzine e sul Tourmalet e una nel 2011 sul Galibier, che resterà a questo punto l'ultimo successo della sua carriera. Da ricordare anche la vittoria alla Liegi-Bastogne-Liegi del 2009, suo miglior risultato nelle gare di un giorno. Negli ultimi anni però non aveva funzionato più nulla, spesso lo vedevamo soffrire anche solo per rimanere in gruppo, incredibile per un campione come lui. Inevitabile l'addio, commentato così da Joe Vadeboncoeur, vice presidente della Trek, sua ultima squadra: “Andy è uno dei ciclisti più talentuosi di tutti i tempi . Molti dei miei più bei giorni come appassionato di ciclismo sono stati quelli in cui ho visto in gara Andy. Abbiamo celebrato i grandi giorni e sopportato quelle difficili al suo fianco”.

© Riproduzione Riservata.