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REAL MADRID/ Il sarto Ancelotti e il nuovo vestito delle Merengues

FEDERICO GIULIANI analizza l'inizio di stagione del Real Madrid, soffermandosi sul grande lavoro svolto da Carlo Ancelotti e di come il tecnico emiliano abbia modellato la sua squadra

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REAL MADRID - Il Real Madrid è oggi la squadra più forte del mondo? Gli ultimi risultati porterebbero ad una risposta affermativa. Il club spagnolo non solo è campione d’Europa in carica ma può vantare una rosa ricca di campioni di primissimo livello oltre a un fatturato monstre e un presidente mai stanco di aprire il portafoglio e staccare assegni stellari. Se però guardiamo la storia recente delle Merengues si nota che questi aspetti non sono mai mancati ai Blancos di Madrid. Da sempre il Real ha fatto incetta di superstar; basti pensare ai vari Ronaldo, Beckham, Owen, Zidane tanto per citare qualche nome alla rinfusa. Da sempre la società spagnola ha potuto contare su un’ingente liquidità e patron di manica larga; oggi Florentino Perez, ieri Felipe Calderon, Lorenzo Sanz e via dicendo. Perché allora le Merengues non sono riuscite ad imporsi universalmente con un’impronta ben precisa come invece è accaduto in tempi recenti? Prima i Blancos vincevano, non che fossero una delle tante compagini anonime, ma davano la sensazione di campare alla giornata, senza avere un solido progetto da seguire. In questo senso il Barcellona di Guardiola ha forse fatto aprire gli occhi alla cieca dirigenza madrilena. Siamo nel 2008 e i media si sono dimostrati abili a cavalcare l’onda blaugrana paragonando il fenomeno Barça, tutto fondato su vivai e buoni valori, a quello scapestrato del Real Madrid, figlio di una politica economica scellerata concretizzata in acquisti folli e raramente utili alla squadra. Non è bastato Schuster, non è bastato Juande Ramos, a nulla è servito Pellegrini e un buco nell’acqua, se paragonata alle aspettative dell’ambiente, è stata pure la gestione Mourinho. Stanco di vincere senza restare scolpito nella storia, Perez si è affidato a Carlo Ancelotti, sulla carta uno dei tanti allenatori in gamba sparsi per l’Europa. Il gratta e vinci si è dimostrato vincente nel senso che il buon Carletto si è rivelato un alieno (altro che Josè Mourinho), un fuoriclasse della panchina in grado di cambiare per sempre lo storico club madrileno. L’ex tecnico di Milan, Chelsea e Psg ha saputo tener testa alle – opinabili - richieste tattiche di Florentino sfoggiando idee chiare e personalità. Partita dopo partita, il reale valore del Real è venuto a galla. Come un sarto di Savile Row, Ancelotti ha cucito tutti i punti di forza del club prima citati attorno a un corpo già tonico. Ogni nuovo acquisto è stato integrato...