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TENNIS WTA/ Ana Konjuh: esordio da sogno tra i pro, riparto con l'obiettivo Top 50 (esclusiva)

Tennis WTA, la sedicenne croata ANA KONJUH ha raccontato in esclusiva la sua prima stagione nel circuito professionista, tra buoni risultati, margini di miglioramento e aspettative future

Ana Konjuh, 16 anni: alla prima stagione da professionista è entrata nella Top 100 Ana Konjuh, 16 anni: alla prima stagione da professionista è entrata nella Top 100

TENNIS WTA, LE PAROLE DI ANA KONJUH (ESCLUSIVA) - Non solo la Serena Williams dei record, la sempre affascinante Maria Sharapova, la nuova pretendente al trono Simona Halep o la Petra Kvitova che si è ripresa Wimbledon e Fed Cup. Il mondo del tennis femminile è vario e interessante; nell’ultima stagione abbiamo visto crescere giovani giocatrici che si sono già distinte per interessanti risultati. Basta guardare il ranking; nelle prime 50 al mondo ci sono due ragazze del 1994 - una delle quali, Eugenie Bouchard, è numero 7 - e una del 1995. Segno di un ricambio generazionale che forse si inizia a intravedere; basti pensare al fatto che l’esordiente dell’anno 2014 è Belinda Bencic, che ha compiuto 17 anni lo scorso marzo ed è numero 32 del ranking WTA. Ma la giocatrice più giovane tra le prime 100, a oggi, è Ana Konjuh; lei pure del 1997, senonchè i 17 anni li deve ancora compiere (il 27 dicembre). Alla prima settimana della stagione era numero 259; in data odierna è 91 (è già stata 84) e ha dunque scalato più di 160 posizioni in classifica. Ex numero 1 tra le juniores, con due Slam conquistati (Australian Open e Us Open), la Konjuh ha chiuso la sua prima stagione da professionista; un anno fa ci aveva raccontato le sue sensazioni sull’imminente ingresso nel mondo WTA, oggi a IlSussidiario.net ha tracciato il bilancio della stagione e posto già qualche obiettivo per i giorni che verrano. 

Ana, si è appena concluso il tuo primo anno da professionista: sei soddisfatta dei risultati ottenuti? Sì, decisamente. Ho iniziato la stagione oltre la duecentesima posizione del ranking mondiale, ho subito un’operazione chirurgica e sono stata fuori 4 mesi; ho giocato tanti tornei con buoni risultati, posso dirmi soddisfatta di com'è andata la stagione. Devo dire grazie in particolare al mio team per avermi sempre supportato in questo anno. 

A proposito, il gomito operato sta bene? Sì, l'operazione è andata benissimo, sono rientrata nei tempi stabiliti e non ho più avuto problemi. 

Tra i risultati ottenuti ci sono il terzo turno a Wimbledon e la semifinale a Istanbul: ti aspettavi qualcosa del genere? Devo dire che non avevo obiettivi specifici, puntavo più che altro a essere in forma dopo l’operazione; sai, all’inizio un po’ di paura c’era. Ma sono molto contenta: ho raggiunto anche tre semifinali ITF (a Saint-Gaudens, Poitiers e Nantes, ndr) e sono nella Top 100. 

Parlaci del tuo primo incontro dell’anno: a Auckland, contro Roberta Vinci, è arrivata subito una vittoria… E’ stato sicuramente un gran giorno. Ero entrata nel tabellone principale con una wild card, giocavo di fronte a una grande folla perciò ero un po’ nervosa; in più all'epoca Roberta era nella Top 15, un'avversaria durissima. Dopo aver perso il primo set mi sono detta che non avevo niente da perdere e dovevo giocare come sapevo, punto dopo punto e vivendo il momento... e alla fine ho vinto!

A livello juniores sei stata numero 1 del mondo e hai vinto due Slam: quanta differenza c'è tra quel mondo e quello dei professionisti?