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NAZIONALE/ Antonio Conte e i suoi problemi: il fastidio di uno stadio straniero in casa propria

Dopo Italia-Albania, amichevole internazionale giocata a Genova, Antonio Conte si è duramente sfogato parlando di Nazionale "fastidiosa". Complice uno stadio a grande maggioranza avversaria

I tifosi dell'Albania a Marassi (Infophoto) I tifosi dell'Albania a Marassi (Infophoto)

NAZIONALE, CONTE E I FASTIDI AZZURRI - “La Nazionale è un fastidio. “Se la Nazionale viene dopo tutto bisogna mettersi una mano sulla coscienza”. “Vedo tante parole e pochi fatti, mi giro e sono solo”. Il grande botto arriva poco dopo la vittoria dell’Italia contro l’Albania, nell’amichevole di Genova. Antonio Conte si presenta ai microfoni della Rai ed esplode. “Devo essere messo nelle condizioni di lavorare, se mi sopportate così bene, altrimenti diventa un problema serio. Le critiche post-Croazia non sono state dimenticate: il salentino è una furia e rincara la dose in conferenza stampa quando gli viene chiesto di Mario Balotelli. “E’ ridicolo che con tutti i problemi che ci sono si parli ancora del fatto che vada in discoteca oppure no”. Il Conte-pensiero è fin troppo noto: nei tre anni da allenatore della Juventus abbiamo imparato a conoscerlo, dal “rumore dei nemici” al “ricordarsi da dove veniamo” fino a tutte le frecciate e frecciatine nei confronti dei colleghi (in particolare Rudi Garcia, coinvolto con lui in un’entusiasmante corsa per lo scudetto). Ma qui, come dice lui stesso, “la prospettiva è diversa”. Ma dunque: se Conte non ce l’ha con la Federcalcio, come ha detto apertamente, allora con chi ce l’ha? “Con tutti, chi vuole intendere intenda”. Già: ma chi sono questi “tutti”? Ipotesi: la stampa in genere, colpevole di aver riversato parole negative sulla prestazione di San Siro contro la Croazia. Le squadre di club, spesso e volentieri “restie” nel concedere i propri giocatori alla nazionale. Le società, che non curano i settori giovanili e comprano all’estero dando poco spazio ai calciatori di casa nostra. Ognuna di queste può corrispondere al vero (di sicuro la terza, perchè il CT ci aveva già calcato la mano). Argomenti con i quali i precedenti Commissari Tecnici si sono già scontrati e anche in più occasioni, senonchè la querelle sul materiale umano a disposizione è più attuale che mai visto che è questo il primo anno in cui i giocatori stranieri in Serie A sono in percentuale superiori agli italiani. In più, c’è un altro dato da sottolineare: se giochi a Genova e sembra di essere in Albania beh, qualche problema c’è davvero. Lo hanno rimarcato anche i calciatori, perciò deve avere fatto un certo effetto. Perchè Mondiali ed Europei si giocano un mese all’anno ogni due anni, tutto il resto è preparazione. Per un CT, forse ancora più importante. Che questo fastidio di cui Conte ha parlato derivi dal vedere uno stadio quasi interamente colorato di rosso (invasioni a parte)? Dov’era l’azzurro? Davvero la Nazionale è diventata un surplus al quale dedicare attenzioni quando si gioca per i trofei? Il mestiere di Commissario Tecnico non deve essere semplice; farlo in Italia in questo momento storico ancora meno che in altri luoghi. Se poi il tuo stesso pubblico "volta le spalle" per poi richiedere a gran voce i risultati quando conta, possiamo capire il disagio. Dunque stiamo con Conte che, come ha ricordato, di sei partite ne ha vinte cinque e pareggiata una. Se nemmeno questo basta allora sì, diventa un problema serio. 

(Claudio Franceschini)

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