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Gene Gnocchi / Sono pazzo di Sodinha, lo adotterei

Gene Gnocchi e la sua dichiarazione d'amore a Felipe Sodinha, il brasiliano che gioca nel Brescia dal 2012: ecco come è nata l'ammirazione (e oltre) per un calciatore "che amo più di Messi"

Felipe Sodinha, 26 anni, al Brescia dal 2012 (Infophoto) Felipe Sodinha, 26 anni, al Brescia dal 2012 (Infophoto)

GENE GNOCCHI: LA DICHIARAZIONE D’AMORE A SODINHA - Un amore scoppiato lo scorso aprile: Gene Gnocchi torna a parlare, dalle colonne del Corriere della Sera, di Felipe Sodinha. Il brasiliano del 1988 gioca nel Brescia: acquistato dall’Udinese nel 2007 (ancora una volta i friulani avevano tentato il colpo a basso costo, senza però trovargli spazio), ha lasciato poche tracce a Bari, nella Paganese, nel Portogruaro e nella Triestina; preso dal Brescia due anni fa è diventato finalmente un elemento importante della squadra, e a Cesena per l’appunto realizzò un gol strepitoso che fece perdutamente innamorare il popolare comico emiliano. Il perchè è presto detto: “Anch’io sceglievo la via più complicata quando giocavo” spiega Gnocchi, all’anagrafe Eugenio Ghiozzi. “Ma lo facevo nel Castiglione delle Stiviere, non in Serie B”. Con la sua consueta ironia, il comico ha spiegato che “amo perdutamente Sodinha. Saranno quelli come lui a salvare il calcio. Lo vede cosa fa? Provi a farlo lei” stuzzica l’intervistatore “trascinandosi dietro quella pancia. Gnocchi ama Sodinha anche perchè “per me è un genio assoluto, più di Cristiano Ronaldo e Messi. Tanto da celebrarlo nella sua celebre rubrica “Il Rompipallone” (compare tutti i giorni sulla prima pagina della Gazzetta dello Sport) nel giorno in cui Dani Alves che mangiava la banana lanciatagli dagli spalti faceva il giro del mondo; tanto da chiedere alla Domenica Sportiva di “realizzarmi un suo cartonato a dimensioni naturali, ma costava troppo”. Gene Gnocchi ha confidato di aver telefonato a Gigi Maifredi per sincerarsi delle condizioni del suo idolo, uscito in barella nel corso della partita contro il Bologna: solo una distorsione, roba da poche settimane. “Di solito Gigi mi chiama e mi avvisa che Sodinha sto entrando. Accendo la televisione, quando esce spengo”. Ricordando quel gol di Cesena, Gnocchi dice di essere rimasto affascinato perchè “uno sano di mente non si sognerebbe mai di fare una cosa simile. Chiunque avrebbe tirato giù la porta, lui no: ha deciso che era troppo facile. E’ un idolo, lo adotterei. Ma intanto non lo ha mai conosciuto: “Aiutatemi, è il mio fallimento più grande. Ci ho parlato solo una volta”. E tra i motivi per i quali Felipe Sodinha è nel cuore di Gnocchi c’è anche il particolare da non sottovalutare: l’accento bresciano. “Mi fa morire”. Giustamente il giornalista ricorda: come Ermes Rubagotti, il celeberrimo personaggio che il comico ha interpretato a Mai dire Gol, che si esprimeva in un simpaticissimo slang bergamasco-bresciano. E, svestiti i panni di Rubagotti, Gene Gnocchi ci ha presentato il lato più spensierato del calcio: quello nel quale ci si può emozionare per un calciatore che gioca "in periferia", che non si trascina conti miliardari ma che, con una "panza così", può realizzare ogni tanto veri e propri capolavori. Riportandoci, sempre per dirla con Mai dire Gol, ai tempi in cui uno scatenato Peo Pericoli impazziva per le giocate e i gol di John Fashanu, o si rideva di gusto alle rubriche "Vai col liscio" e "Questo lo segnavo anch'io". Già: anche questo è calcio. 

(Claudio Franceschini)

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