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LA STORIA/ Lamin Bittaye, da un barcone di fortuna al campo da calcio, sognando Ronaldo...(esclusiva)

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Lamine Bittaye, 19 anni (dalla pagina Facebook Avezzano Calcio)  Lamine Bittaye, 19 anni (dalla pagina Facebook Avezzano Calcio)

CALCIO E IMMIGRAZIONE: PARLA LAMIN BITTAYE (esclusiva) - La storia di Lamin Bittaye è, fortunatamente, una di quelle a lieto fine, dove il calcio riesce a dare una ragione di vita ad un giovane immigrato in cerca di un po' di serenità. Il giovane calciatore africano, proveniente dal Gambia, ha rischiato di morire in estare nell'imbarcazione che lo ha portato a Lampedusa, domenica scorsa era in panchina del campionato di Eccellenza con la maglia dell'Avezzano. Il giovane Bittaye, 19 anni, ha raccontato in esclusiva per IlSussidiario.net l'incredibile storia.

Lamin, partiamo dall'inizio: come mai sei scappato dal Gambia? Ho perso i genitori e mio zio mi perseguitava per la storia dell'eredità. A quel punto ho deciso di scappare, di andare via dal mio Paese e di venire in Italia.

Storia drammatica il viaggio in Italia. Come è andata? Eravamo in 143 su un barcone di fortuna che non era adatto a portare tutti noi, sono morti in tre e io ho rischiato di morire in mare, fortunatamente ci ha salvato la Marina.

Da qui è iniziata la storia a lieto fine vero? Esatto, perché ci hanno portato in dei centri di accoglienza che ci hanno aiutato. Io sono stato in un centro di via Grottarossa a Roma dove sono trattato benissimo da tutti, in particolare dalla signora Clara e da Riccardo, il mio procuratore che per me è un fratello (l'agente FIFA Riccardo Badia, ndr).

Come sei arrivato all'Avezzano? Mi allenavo con una squadra locale ma non avendo i documenti non ho potuto fare nessun tipo di campionato. Grazie a Riccardo sono stato visionato dal club abruzzese.

Domenica sei stato ad un passo dal debutto... Sono rimasto in panchina, spero che domenica prossima possa giocare ma dipenderà dal mister, ho ancora 19 anni e tanto da imparare.

Quale è il tuo desiderio? Vorrei aiutare i compagni a volare in Serie D, siamo una buona squadra e sono convinto che lotteremo fino alla fine per questo traguardo.

In che ruolo ti piace giocare? Sono un attaccante esterno, gioco a sinistra ma posso adattarmi anche a destra. Sono molto veloce e rapido.

Quale è il tuo idolo? Cristiano Ronaldo senza dubbio, il più forte di tutti.

Che ne pensi delle polemiche sull'immigrazione che ci sono spesso in Italia? Ci sono tanti ragazzi che come me hanno voglia di avere una vita serena e tranquilla. I centri di accoglienza fanno del bene agli immigrati, non si può chiudere la porta a chi ti chiede una mano per uscire da una situazione difficile. E' vero, ci sono immigrati che fanno del male ma non tutti sono così.

In Italia si è parlato anche di razzismo: hai avuto problemi in tal senso? Mai avuto nessun problema, io sto benissimo nella squadra, i compagni mi rispettano e mi aiutano, la società e il mister mi fanno sentire speciale.

Cosa vuoi dire a tutti quei ragazzi che sognano di cambiare vita cercando un po' di felicità? Non devono perdere la speranza, prima o poi anche per loro arriverà la luce. Io oggi sono contento dopo tanta sofferenza.

(Claudio Ruggieri)



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