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TENNIS ATP/ Le pagelle del 2014: Djokovic al top, Federer spettacolo, Nadal e Murray in calo

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TENNIS ATP, LE PAGELLE DELL'ANNO 2014 - La stagione del tennis ATP si è conclusa ufficialmente domenica 23 novembre, quando Roger Federer si è inginocchiato sulla terra di Lille appena dopo aver consegnato la Coppa Davis alla Svizzera. E' tempo dunque di tracciare un bilancio degli intensi dodici mesi che abbiamo vissuto, con le pagelle ai principali protagonisti del circuito e uno sguardo a quello che potrebbe venire nel 2015.

NOVAK DJOKOVIC 9 Qualche passaggio a vuoto c’è stato: in estate ha sofferto, giocato male i Master 1000 del Nord America e fatto venire qualche dubbio sulla sua tenuta. Come sempre con l’arrivo dell’autunno è rinato: ha perso l’imbattibilità in Asia, ma si è preso le ATP Finals per il terzo anno consecutivo, chiudendo al numero 1 del ranking mondiale. Ha vinto anche Wimbledon: unico Slam della stagione d’accordo, ma in un anno in cui si è sposato e ha avuto il primo figlio è già un grande trionfo. Resta l’uomo da battere, senza discussioni. 

ROGER FEDERER 9 Al suo ritorno credevano in pochi. Un 2013 disastroso nel quale era crollato in classifica perdendo tutti gli appuntamenti importanti lo classificavano come “bollito”. Niente di più sbagliato: si è rimesso in discussione affidandosi a Stefan Edberg, ha cambiato il suo stile di gioco, ha alzato il livello quando non si pensava possibile. Chiude senza Slam, ma con due Master 1000 (Cincinnati e Shanghai) e soprattutto avendo insidiato fino all’ultimo Djokovic per il numero 1. Peccato la finale del Master, ma la vittoria in Coppa Davis completa la sua bacheca. Anzi no: resta la medaglia d’oro olimpica nel singolare…

RAFA NADAL 6 Quest’anno se ne sono perse le tracce. Ha avuto tanta sfortuna: prima la schiena, poi il polso, quindi un’appendicite con la quale ha comunque giocato (!) a Shanghai. Ha dovuto rinunciare a praticamente tutti i tornei da Wimbledon (altro flop, eliminato da Nick Kyrgios) in poi; resta numero 3 al mondo ma fisicamente è in calo e per il futuro ci sono tanti dubbi, perchè per come gioca è chiaro che il suo corpo risenta più di altri. Anche così però si è messo in bacheca il nono Roland Garros; può ancora riprendere Federer come numero di Slam (siamo a -3) ma al momento non è questa la sua priorità. 

STAN WAWRINKA 8 Anno pazzesco. A gennaio ha vinto gli Australian Open diventando il primo giocatore a spezzare il dominio dei Big Four che durava da 16 Slam; si è preso Montecarlo ed è stato costantemente nei primi 4 del ranking. La ciliegina è arrivata con la Coppa Davis, nella quale ha timbrato una fondamentale vittoria su Tsonga. Ha dimostrato di poter stare con i grandi e anche batterli, ma deve imparare a gestire meglio i punti caldi: alle ATP Finals è crollato mentalmente, litigando con un’indisciplinata Mirka e mancando quattro match point per fare la storia. Tornerà. 

MARIN CILIC e KEI NISHIKORI 7,5 Uno ha vinto gli Us Open, l’altro ha giocato la finale; insieme hanno giocato una partita per il titolo Slam che non comprendesse uno dei Big Four, cosa che non accadeva dal 2005. Li mettiamo sullo stesso piano perchè rappresentano il nuovo che avanza (fino a un certo punto: hanno 26 e 25 anni) e una gerarchia del tennis maschile che sta per cambiare. Adesso devono fare il salto di qualità: un conto è una grande corsa di due settimane, un altro un anno al massimo. Cilic ha fallito i Master 1000 post-New York, Nishikori è sempre stato lì ma ha finito con il subire sonore sculacciate. Però, arrivateci voi in finale a Flushing Meadows. 


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