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KOBE BRYANT/ Basket NBA, superato Michael Jordan: terzo miglior marcatore di tutti i tempi

Kobe Bryant ha superato Michael Jordan nella classifica marcatori di tutti i tempi del basket NBA, ed è ora terzo. Ci si interroga già sulla rincorsa a Karl Malone e Kareem Abdul-Jabbar

Kobe Bryant, 36 anni, dal 1996 gioca nei Los Angeles Lakers (Infophoto) Kobe Bryant, 36 anni, dal 1996 gioca nei Los Angeles Lakers (Infophoto)

Forse era destino che Kobe Bryant superasse i punti realizzati da Michael Jordan, diventando il terzo miglior marcatore di sempre nel basket NBA, al Target Center di Minneapolis. Intanto Minneapolis è la città in cui i Lakers hanno giocato tra il 1946 e il 1960, prima di trasferirsi a Los Angeles (e infatti il nome “Lacustri”, che poco ha a che fare con la città della California, ben si sposava con la densità dei laghi nel Minnesota); in secondo luogo, i Minnesota Timberwolves sono la prima squadra contro la quale, nel lontano 1996, Kobe Bryant realizzò il suo primo punto da professionista. Un tiro libero allora, un tiro libero nella notte: i Los Angeles Lakers hanno vinto 100-94, fatto tris di successi consecutivi e migliorato il loro record (si fa per dire) a 8-16, ma soprattutto Bryant ha festeggiato la serata con 26 punti e la scalata al podio della classifica marcatori. Il terzo posto non è banale: Michael Jordan, considerato quasi all’unanimità il miglior giocatore di basket di tutti i tempi, è anche colui che da sempre è stato il punto di riferimento di Kobe, tanto che quando la guardia dei Lakers decise di cambiare numero (dall’8 al 24) la motivazione nemmeno troppo nascosta fu il riferimento a His Airness, come dire “dopo di lui vengo io” (saprete bene che Jordan giocava con il 23, salvo il periodo del suo ritorno ai Bulls quando prese il 45). “In uno contro uno batterei LeBron James Jordan ebbe a dire poco tempo fa. “Ma contro Kobe Bryant avrei più dubbi, perchè lui copia ogni mia mossa”. E’ così: alzi la mano chi non ha mai notato la somiglianza nelle movenze fin dalla prima apparizione di Bryant sul parquet della NBA. Si dice anzi che stia giocando ancora (dopo la rottura del tendine d’Achille, e a 36 anni) quasi unicamente per vincere il sesto anello e pareggiare Sua Maestà, così che almeno a livello numerico non ci siano più dubbi. “E’ un onore essere ancora qui a giocare” ha detto Kobe dopo la partita. “Normalmente una carriera non dura così a lungo; è bello che io riesca a fare quello che faccio”. E adesso potrebbe non essere finita qui: i 26 punti della notte hanno portato Bryant a quota 32310 (media di 25,46 a partita). Il secondo, Karl Malone (che è stato suo compagno ai Lakers nel 2003-2004, quando raggiunsero la Finale salvo perderla in maniera clamorosa dai Detroit Pistons) si trova a 36928. Fanno 4618 punti di differenza: alla media attuale servirebbero 182 gare per raggiungerlo, e altre 57 per superare Kareem Abdul-Jabbar che sta lassù, più in alto di tutti. Siccome per chiudere questa stagione restano ancora 58 partite, il 24 dei Lakers potrebbe pensare di arrivare secondo nel corso del 2016-2017, e diventare il numero 1 l’anno seguente. Il punto è: