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Carolina Kostner/ La pattinatrice: mai coperto Schwazer, assurdi quattro anni di squalifica

Carolina Kostner si difende: non ho mai coperto Alex Schwazer, non sapevo facesse uso di doping, assurdo chiedere oltre quattro anni di squalifica. Il futuro? Pattinerò solo per me stessa

Carolina Kostner (Infophoto) Carolina Kostner (Infophoto)

CAROLINA KOSTNER SUL CASO DOPING DI ALEX SCHWAZER - Carolina Kostner ha concesso un'intervista esclusiva al Fatto Quotidiano, nella quale parla del caso doping di Alex Schwazer che coinvolge in modo diretto anche la pattinatrice altoatesina: “Non coprirei mai chi si dopa e non merito una squalifica di più di quattro anni. Potrei decidere io stessa di voltare le spalle alle gare”. I fatti sono noti: la Kostner, che all'epoca dei fatti era fidanzata con il marciatore campione olimpico 2008, rischia una squalifica di oltre quattro anni per avere coperto Schwazer, pizzicato pochi giorni prima delle Olimpiadi di Londra 2012. Carolina però non ci sta e respinge ogni accusa: “Se avessi saputo che Alex si dopava, per il suo bene innanzitutto, l'avrei convinto a confessare. L'accusa di averlo coperto è per me insopportabile. Io non mi sono mai dopata, non ho mai aiutato Alex a farlo, e non ne ho saputo nulla fino a che il test è tornato positivo. Com'è possibile che chiedano una punizione più alta per me rispetto a tanti atleti squalificati per doping?”. La pattinatrice spiega perché il 30 luglio 2012 ha mentito all'ispettore antidoping, negando che il fidanzato fosse a casa sua a Oberstdorf: “Ho avuto pochi secondi per decidere che cosa fare. Ho mentito su sua richiesta, ma non l'ho mai e poi mai coperto, perché non avevo idea di quello che facesse”. Quanto all'Epo lasciato nel frigo da Schwazer, la Kostner spiega: “Vedere una scatola di vitamine per me non significava nulla. Il macchinario ipobarico mi ha spiegato che serviva a migliorare la condizione del respiro. Pensavo fosse una persona in grado di difendersi da se stessa, di fare le scelte giuste. Io ero così felice che venisse finalmente a trovarmi per un paio giorni che non avrei perso tempo a discutere. Ripensandoci non avrei dovuto fidarmi, ma se vedi un macchinario non lo associ al doping”. Dopo il bronzo conquistato nella splendida gara olimpica di Sochi e anche ai successivi Mondiali, la Kostner stava già pensando di lasciare l'agonismo. Decisione che questa vicenda potrebbe affrettare: “Fino a oggi ho rappresentato il mio Paese. Da domani potrei pattinare solo per me stessa, portando opere e spettacoli in tutto il mondo”.

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