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Serie A/ Arbitri, Nicchi: moviola e stranieri i veri problemi. Gli errori contro l'Inter…

Le parole di Marcello Nicchi, presidente dell'Associazione Italiana Arbitri: il capo della sezione arbitrale ha fatto il punto dopo le polemiche delle ultime giornate

Daniele Orsato, 39 anni, arbitro della sezione di Schio (INFOPHOTO) Daniele Orsato, 39 anni, arbitro della sezione di Schio (INFOPHOTO)

SERIE A ARBITRI, LE PAROLE DI MARCELLO NICCHI - Marcello Nicchi, presidente dell'AIC (Associazione Italiana Arbitri), è intervenuto sulle frequenze dell'emittente Radio Rai Uno all'interno del contenitore Radio Anch'io. Il dirigente ha fatto il punto su alcune questioni arbitrali e cominciare dalle lamentele dell'ultima giornata. In particolare l'Hellas Verona ha rivendicato la mancata assegnazione di almeno un calcio di rigore, durante la partita contro la Juventus, nonostante due episodi incriminati nell'area avversaria (tocchi di mano giudicati involontari dal signor Doveri). Questa la risposta di Nicchi: "I rigori reclamati dal Verona erano inesistenti. Me lo ha anche detto il designatore Braschi parlandomi della partita Verona-Juventus, una partita molto difficile da arbitrare. Ci sono stati errori sui fuorigioco, ma si tratta di pochi centimetri e, quindi, non possiamo considerarli errori in senso stretto". Nicchi ha proseguito protestando contro gli eccessi televisivi che circondano il calcio, e difendendo la classe arbitrale: "La classe arbitrale che abbiamo ora è la più forte in cento anni di storia, senza nulla togliere ai grandi arbitri del passato. Quello era un calcio diverso, era un mondo diverso, regole diverse. Oggi i nostri arbitri sono atleti, arbitrano con spigliatezza partite importanti. Solo che adesso c'è la spettacolarizzazione televisiva portata all'eccesso: la gente va allo stadio, si diverte, è tranquilla, poi va a casa e vede in tv questi commentatori che si permettono di dire questo è rigore, questo è fuorigioco... il calcio non ha bisogno di questo, il calcio si gioca sul campo non in uno studio televisivo con le moviole. (…) Dobbiamo metterci in testa una cosa: il calcio si gioca in tutto il mondo ed è il più appassionante perché è così com'è. Se vogliamo cambiarlo, meccanizzarlo, cambiamogli nome e poi vediamo se la gente si diverte". Il presidente ha po sottolineato come le partite italiane non siano belle da vedere, per le troppe irregolarità e proteste e l'eccessivo atletismo, che a suo dire annacqua la tecnica. Ha poi aggiunto: