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Pagelle/ Juventus-Inter (3-1): i voti della partita (Serie A, 22^ giornata)

Pagelle Juventus Inter 3-1, i voti della partita: i migliori e i peggiori del big match dello Juventus Stadium, posticipo domenicale della 22^ giornata del campionato di Serie A 2013-2014

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La Juventus vince per 3-1 il “Derby d’Italia” contro l’inter e si porta momentaneamente a +9 sulla Roma. La squadra di Conte ha dominato la partita e già al 15° ha sbloccato il risultato con Lichtsteiner. A inizio ripresa ecco il raddoppio di Chiellini sugli sviluppi di un calcio d’angolo, prima del tris al 56° firmato da Vidal. Squillo dell’Inter nel finale grazie al goal di Rolando che riaccende le speranze, ma oramai è troppo tardi. La Juventus dunque sale a quota 59, mentre i nerazzurri restano a quota 33 in 6^ posizione.

Ci si aspettava una partita combattuta, ma invece la Juve è stata padrona del campo contro un’Inter irriconoscibile che non ha reso onore a un derby di tale importanza. Primo tempo di dominio bianconero. Nella ripresa qualcosa è cambiato dopo il goal nerazzurro, ma ormai era troppo tardi. Juve come sempre spettacolare nel suo gioco, ma troppa poca Inter.

Juventus Schiacciasassi stasera. E’ stata una grande vittoria da parte dei bianconeri che dal primo minuto hanno sovrastato gli avversari dominando la gara in tutto e per tutto. Unico neo il goal stupido concesso agli avversari.

La squadra di Mazzarri si inchina alla Juventus. Stasera si sono dimostrati inferiori in tutto rispetto alla corazzata bianconera sia dal punto di vista tecnico che mentale.

Conduzione perfetta tranne qualche piccola sbavatura.

Che pubblico stasera. La splendida coreografia iniziale e il solito calore hanno spinto la squadra di casa alla vittoria.

Il “Derby d’Italia” chiude il suo primo tempo sul parziale di 1-0. Bianconeri in avanti grazie al gol di Lichtsteiner al 15° minuto. Conte vuole tornare a vincere in campionato e conferma il 3-5-2. Ecco l’undici titolare. Tra i pali gioca Storari, vista l’assenza per squalifica di Buffon dopo il rosso rimediato contro la Lazio. Difesa a 3 composta dai titolari Barzagli, Bonucci e Chiellini. Sulle fasce agiscono Asamoah e Lichtsteiner. Il trio di centrocampo è formato da Pirlo, Vidal (6,5) e Pogba (6,5) con Marchisio che parte dalla panchina. In attacco confermatissima la coppia Tevez-Llorente. Tra i nomi dei convocati non compaiono quelli di Quagliarella, rimasto a casa per colpa di un virus influenzale e di Osvaldo, arrivato solo due giorni fa a Torino. Mazzari risponde schierando l’Inter con un 3-5-1-1. In  porta c’è Handanovic. Difesa a 3 formata da Campagnaro, Rolando e Juan Jesus. Sulle fasce confermati Jonathan (6) e Nagatomo (6). In mezzo al campo Kovacic sostituisce l’infortunato Cambiasso ed affianca Taider (6) e Kuzmanovic (5,5). L’unica punta è Rodrigo Palacio, supportato alle sue spalle da Alvarez (5). Non convocato ancora Guarin. Arbitra il sig. Rocchi di Firenze. La Juventus è in vantaggio sull’Inter per 1-0, ma il risultato poteva essere molto più rotondo per i bianconeri. Infatti la squadra di Conte ha dominato questa prima frazione di gioco sull’Inter che finora non è riuscita ad impensierire seriamente gli avversari. Il goal che decide finora il match porta la firma di Lichtsteiner che imbucato in area alla perfezione dal solito Pirlo ha segnato con un colpo di testa in tuffo. L’Inter non è riuscita al 40° a sfruttare un errore di Bonucci che ha lanciato il contropiede avversario, ma Palacio tutto solo in area contro Storari ha calciato il pallone alto sopra la traversa. Tante occasioni oltre al goal per i bianconeri con Tevez (6), Asamaoah (6,5), e Chiellini (6,5), ma finora Handanovic sta salvando con interventi miracolosi la propria squadra. Vedremo se nella ripresa ci sarà un cambio di mentalità da parte dell’ Inter o se la Juve continuerà a spingere e conquisterà il Derby d’Italia. Illuminante l'assist con cui mette il pallone sulla testa di Lichtsteiner, un'azione da Juventus vecchio stile.  A volte si fida troppo dei suoi mezzi e in un'occasione non protegge a dovere il pallone mandando in porta Kovacic e Palacio: graziato  Due miracoli consecutivi su Tevez, uno d'istinto e uno di grande reattività, tengono in vita l'Inter nei primi minuti.  Tevez e Llorente sono brutti clienti: fatica a trovare le misure giuste, spesso e volentieri appare fuori posizione e rischia tantissimo in una spallata su Llorente. 

Come l'anno scorso. Il cammino di Sara Errani nel torneo indoor di Parigi (Open GDF Suez) si ferma in finale: dodici mesi fa era stata la tedesca Mona Barthel a sorprendere la bolognese, questa volta ci ha pensato Anastasia Pavlyuchenkova. La russa si è imposta per 3-6 6-2 6-3 in una partita emozionante; vince il sesto titolo della carriera che è anche il primo a livello Premier, un'impresa che invece manca ancora a Sara il cui record nelle finali si abbassa a 7 vittorie e 8 sconfitte. Un vero peccato: l'eliminazione di una Maria Sharapova ancora non al meglio apriva una bella possibilità per la nostra giocatrice, anche se naturalmente la vittoria della Pavlyuchenkova doveva far pensare a un ostacolo più duro del previsto. Soprattutto perchè la russa sta tornando sui suoi livelli migliori (nel 2011 è stata numero 13 del rankiing mondiale) e perchè nella prima parte della stagione riesce a dare sempre il meglio di sè (lo scorso anno vinse a Monterrey e Oeiras). Eppure l'incontro si era messo bene per la Errani che, sotto 3-1 nel primo set, vinceva una serie di sette game consecutivi e saliva 6-3 2-0, con una palla per il 3-0 e - probabilmente - l'ipoteca sul torneo. "Forse ero un po' frustrata perchè stavo sbagliando qualche colpo e il servizio non mi funzionava bene come nei giorni scorsi", ha detto la russa, "lei era molto solida ma io sapevo che il mio momento sarebbe arrivata, e ho cercato di rimanere concentrata". Così è stato: salita 1-2, la Pavlyuchenkova non si è più guardata indietro fino a vincere. "Sono comunque contenta di essere arrivata in finale", le parole di Sarita dopo la partita, "ho giocato alcune partite molto belle ma ero più stanca del normale a causa del match di ieri". Cioè la semifinale con Alize Cornet, vinta in tre set e con due tie break. Un incontro che l'aveva costretta a ritirarsi dal doppio, nel quale con Roberta Vinci era in semifinale (il torneo è stato vinto dalle veterane Anna-Lena Groenefeld e Kveta Peschke, ma attenzione alla francese Kristina Mladenovic, classe '93, che nel 2013 si è aggiudicata cinque tornei e promette di diventare una grande specialista). Un'amara curiosità: oggi la Errani era stanca per via di una maratona, mentre un anno fa la sua semifinale si era chiusa sul 5-0 nel primo set a causa del ritiro di Kiki Bertens ma la finale era comunque andata male. Adesso, spazio alla Fed Cup: affrontiamo gli Stati Uniti a Cleveland, ma sarà un turno senza big. Serena Williams e Sloane Stephens hanno rinunciato, mentre dalla nostra parte non ci saranno Sarita, Roberta Vinci, Flavia Pennetta e Francesca Schiavone. Per gli Stati Uniti in campo Madison Keys, Alison Riske, Christina McHale e Lauren Davis; per l'Italia Karin Knapp, Camila Giorgi, Nastassja Burnett e Alice Matteucci. Spiace dirlo, ma per una volta le favorite sono le nostre avversarie: l'età media degli States dice 20.5, ma tutte le giocatrici sono destinate a una luminosa carriera.