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Superbowl 2014/ Video, Denver Broncos-Seattle Seahawks (8-43): gli highlights della partita (football americano)

Video Superbowl 2014, Denver Broncos-Seattle Seahawks 8-43: gli highlights della partita. Dominio assoluto della miglior difesa della Lega e primo titolo per la franchigia della NFC

(Infophoto) (Infophoto)

E' stato un massacro. I Seattle Seahawks vincono il Superbowl numero 48, giocato a East Rutherford, stato del New Jersey, a poco meno di venti chilometri da New York. Doveva esserci freddo, tanto freddo: i gradi erano sette, ben più pesante è stato il punteggio. : asfaltati i Denver Broncos di Peyton Manning, colui che sarebbe dovuto essere il grande protagonista della partita e che invece ha combinato una serie di disastri che hanno chiuso subito la contesa. I punti di distanza alla fine sono 35: non se ne vedevano così tanti dal 52-17 che i Dallas Cowboys avevano inflitto ai Buffalo Bills nel 1993. Il maggior distacco di sempre resta il 55-10 del 1990, inflitto dai San Francisco 49ers ai… Denver Broncos. Che ci sono ricascati ancora: si presentavano al Superbowl con il miglior attacco della Lega, ma hanno segnato appena 8 punti: merito della miglior difesa della Lega, comandata da Kam Chancellor e Richard Sherman, colui che alla vigilia era finito nell'occhio del ciclone per alcune dichiarazioni poco sportive dopo la vittoria nel Championship della NFC. E, per una volta, l'MVP non è stato il quarterback: Russell Wilson ha giocato comunque una partita sontuosa (18/25 per 206 yard e due passaggi da touchdown), ma il titolo di miglior giocatore se l'è preso Malcolm Smith, un linebacker. Autore, molto probabilmente, della giocata che ha spezzato le gambe agli avversari: l'intercetto riportato in end zone dalle 69 yard quando mancavano tre minuti e 21 secondi all'intervallo e che ha portato il punteggio sul 22-0. Già, perchè prima c'erano stati i punti più veloci nella storia del Superbowl (incomprensione Manning-Manny Ramirez), un calcio di Steven Hauschka dopo un drive ottimamente guidato da Wilson e terminato con un passaggio incompleto in end zone e ancora un touchdown su corsa di Marshon Lynch. Non c'è stata partita: dopo lo show di Bruno Mars e dei Red Hot Chili Peppers (che hanno cantato "Give it away", riportandoci immediatamente agli anni Novanta), la partita perfetta dei Seahawks è proseguita senza intoppi: kick off di Prater, ritorno di Percy Harvin da 87 yard e 29-0 ad aprire come meglio non si poteva il terzo quarto; touch down di Jermaine Kearse e 36-0. Solo a quel punto Denver ha salvato la faccia segnando l'unico touchdown della partita (di Demaryius Thomas), ma i Seahawks non avevano pietà e allungavano ancora, mettendo la parola fine su una partita che finita lo era da tempo. Primo Vince Lombardi Trophy nella storia per la franchigia dello stato di Washington, mentre i Broncos diventano la squadra che ha perso più Superbowl in assoluto, ben cinque (con due vittorie). Sugli spalti il dodicesimo uomo di Seattle, il pubblico che si è meritato anche un hashtag su Twitter, festeggia come mai. Perchè l'anno prossimo è tutto ancora in gioco, e potrebbe non durare; finchè dura, che le celebrazioni continuino. (Claudio Franceschini)

E' iniziato il nuovo appuntamento con la finale del Superbowl numero XVLIII tra iDenver Broncos-Seattle Seahawks. C'è grande attesa per il risultato finale della sfida che appassiona miglioni di americani e non solo.

Sale l'attesa per la finale del Superbowl numero XVLIII tra i Denver Broncos-Seattle Seahawks: negli Stati Uniti forse l'evento sportivo più importante e seguito tra tutti (anche più delle World Series di baseball), qui in Italia un evento che sta sempre più prendendo piede e che non riguarda più soltanto gli appassionati di football. In attesa di godersi la partita di football americano in streaming video o in diretta tv, i tifosi cercano qualche imperdibile filmato su Youtube per trovare un'anticipo delle emozioni che vivranno questa sera.  Merito anche dei social network. Un esempio? Poco dopo aver vinto il titolo della National Football Conference, il cornerback dei Seattle Seahawks si è lasciato andare, ai microfoni di Fox Sports, ad uno sproloquio nel quale ha sostenuto di essere il migliore della Lega nel suo ruolo e, soprattutto, ha lanciato ingiurie verso Michael Crabtree dei San Francisco 49ers, reo di aver rifiutato i suoi complimenti al termine della partita (Crabtree è l'uomo al quale era destinato il passaggio dell'Ave Maria di Colin Kaepernick, deviato appunto da Sherman). La sparata di Sherman, non nuovo a episodi del genere, ha provocato un diluvio di commenti e polemiche su Twitter, anche a sfondo razzista se non peggio; insomma, volendo sdrammatizzare è stato un modo come un altro per porre risalto all'evento (se mai ce ne fosse bisogno). Dall'altra parte della barricata però c'è Peyton Manning: 38 anni il prossimo marzo, già vincitore di un Superbowl (nel 2007) oltre che di cinque titoli di MVP della regular season, il quarterback che nel 2011 fu votato tra i 50 miglior giocatori della stagione senza mai aver messo piede in campo; dopo 13 stagioni l'addio agli Indianapolis Colts e la sfida con Denver, portata al Divisional Round della AFC (perso contro i futuri campioni dei Baltimore Ravens) e l'anno seguente al Superbowl che i Broncos non vedevano dal 1999. Uno che sta nella stessa categoria di Joe Montana, Dan Marino, Tom Brady, Steve Young, il suo predecessore in Colorado John Elway, Brett Favre: gente che sarà ricordata come tra i migliori interpreti del ruolo di quarterback nella storia del football NFL. Una categoria nella quale vuole entrare anche Russell Wilson, giunto appena alla seconda stagione nella Lega: Matt Hasselbeck otto anni fa condusse Seattle al Superbowl ma lo perse. Riuscirà lui a fare meglio, portando i Seahawks sul tetto del mondo?

La grande attesa è finita. Alla mezzanotte di oggi si gioca il quarantottesimo Super bowl della storia: teatro il Metlife Stadium di New York, protagonisti in campo i Seattle Seahawks e i Denver Broncos. I primi sono i campioni della National Football Conference, i secondi della American Football Conference; entrambe hanno terminato la regular season con un record di 13 vittorie e 3 sconfitte, saltando il primo turno dei playoff (riservato alle wildcard) e superando due partite per arrivare a giocarsi il titolo. Seattle ha fatto fuori i New Orleans Saints (23-15) e i San Francisco 49ers (23-17), mentre Denver ha eliminato i San Diego Chargers (24-17) e i New England Patriots (26-16). E' scontro tra due squadre dalla tradizione diversa: i Denver Broncos hanno infatti vinto due Superbowl perdendone quattro, mentre Seattle fin qui ha giocato una sola finale, quella del 2006 persa contro i Pittsburgh Steelers (che restano in testa per numero di titoli vinti, 6). E' anche scontro tra due generazioni di quarterback: per la franchigia del Colorado c'è l'eterno Peyton Manning, che in 13 stagioni con gli Indianapolis Colts si è aggiudicato quattro volte l'MVP della stagione (una anche con Denver, lo scorso anno) raggiungendo due volte il Superbowl e vincendolo (con titolo di miglior giocatore) nel 2007. Dall'altra parte Russell Wilson, 25 anni, alla seconda stagione nella NFL (scelto con la 75esima chiamata). Per quanto riguarda lo spettacolo nello spettacolo, ovvero lo show dell'intervallo che è importante quasi quanto la partita, sarà la pop star Bruno Mars a intrattenere la folla, accompagnato dai Red Hot Chili Peppers; l'inno nazionale prima della partita è invece affidato a Renee Fleming, soprano premiata con la National Medal of Arts 2012 dal presidente Obama, per il contributo dato alla musica negli Stati Uniti. Non sono mancate le polemiche per la scelta di New York: storicamente il Superbowl si gioca in posti caldi (Florida o California), mentre qui come noto gli inverni sono rigidi e in particolare quest'anno neve e ghiaccio non hanno dato tregua. Non dovrebbe comunque fare troppo freddo (8 gradi), ma c'è il forte rischio di pioggia e vento, che naturalmente condiziona sui lanci lunghi. Ad ogni modo: favoriti veri non ce ne sono, come ha avuto anche modo di dire il presidente Barack Obama, grande appassionato di sport. Al di là della guerra allo spot (quelli che vanno in onda nel corso della partita fruttano tantissimo e infatti hanno un costo decisamente elevato), la partita potrà essere seguita in diretta tv in più modi. Innanzitutto su Italia 1, in chiaro: dalle 23,05 su Italia 2 uno speciale chiamato "Road to Superbowl" racconterà i migliori momenti della stagione, poi via alla telecronaca del Superbowl con Gabriele Catytaneo, Federico Mastria e Guido Bagatta. Per quanto riguarda la piattaforma Sky, l'incontro si potrà seguire in lingua originale su Fox Sports 2 (con Joe Buck, l'ex quarterback dei Dallas Cowboys Troy Aikman, Pam Oliver e Erin Andrews); trovate il canale sul 213 del decoder Sky, oppure in streaming video grazie a Sky Go, servizio gratuito riservato a tutti gli abbonati. Dalle 20 un ricchissimo prepartita: ci si collegherà con Times Square, che naturalmente sarà brulicante di tifosi e appassionati che non hanno trovato posto allo stadio. Dalle 22,30 Barack Obama sarà protagonista con un'intervista concessa a Bill O'Reilly, e per chi non riuscisse a stare sveglio niente paura: domani alle 20 sempre su Fox Sports andrà in onda la replica. Naturalmente non manca l'ausilio dei social network e del web: su www.nfl.com, sito ufficiale della National Football Association, trovate il live score aggiornato in tempo reale, mentre su Twitter l'inviato a New York Roberto Gotta, per Fox Sports, commenterà "cinguettando" e rispondendo alle vostre domande tramite l'hashtag (#SB48 per i commenti direttamente dalla Lega, raggiungibile al profilo @nfl). In più c'è a disposizione il profilo @FoxSportsIT, mentre gli account ufficiali delle due squadre sono @Seahawks e @Broncos. Per il resto, buon Superbowl a tutti.