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Olimpiadi Sochi 2014/ Pattinaggio di figura donne, il furto (im)perfetto ai danni di Yuna Kim

Yuna Kim esulta per l'argento: meritava l'oro (Infophoto) Yuna Kim esulta per l'argento: meritava l'oro (Infophoto)

Tempo dieci minuti da quella delusione enorme, e i giudici sparavano un  al programma corto di Adelina, infilandola tra Kim e Carolina. Stasera, il capolavoro è stato completato. Con sbigottimento e furore da parte di chiunque non fosse russo: mentre loro festeggiavano un inatteso oro, il resto del mondo lanciava messaggi infuocati sul sito ufficiale delle Olimpiadi invernali. "E' uno scandalo" uno dei più sobri del lotto. Insomma, signori: stavolta l'hanno fatta grossa, e se pensavamo di aver visto tutto con il furto ai danni di Roberto Cammarelle (Londra) o quelli perpetrati ai danni delle nostre ginnaste (soprattutto a Pechino), oggi ci dobbiamo ricredere e dire che no, così non l'avevamo visto mai. Qualcuno ha già detto che "pazienza per la Kim: tra quattro anni rivincerà l'oro". Eh già: nel 2018 saremo in Corea, e se il sistema e le influenze sulla giuria sono questi la vincitrice ce l'abbiamo già sul serio. Ultimo dato: al pattinaggio russo l'oro mancava solo in questa specialità. L'ha vinto a Sochi. Serve altro? Sì: meno male - si fa per dire - che Mao Asada si è autoeliminata. Fosse andata diversamente, l'Italia avrebbe vinto la sesta medaglia di legno

(Claudio Franceschini)

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