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Olimpiadi Sochi 2014/ Italia in crescita con alcune incognite. Russia promossa, Bjoerndalen nella storia: il bilancio finale

Christof Innerhofer esulta al traguardo della discesa (Infophoto)Christof Innerhofer esulta al traguardo della discesa (Infophoto)

Solo le medaglie di “Arianna e le sue sorelle” non arrivano dalla provincia di Bolzano. Comprensibile che questa sia la leader del movimento degli sport invernali, ma su questo ci sarà da riflettere. Da Alberto Tomba a Deborah Compagnoni, da Manuela Di Centa a Stefania Belmondo, da Enrico Fabris a Giorgio Di Centa, solitamente le medaglie e gli eroi azzurri erano ben distribuiti in tutto il Nord Italia. E il resto del mondo? Il successo è stato della Russia, sia dal punto di vista organizzativo – tutti i dubbi della vigilia si sono rivelati infondati – sia da quello sportivo, anche se su quest'ultimo pesano alcune polemiche, vedi i voti per l'oro di Adelina Sotnikova ma anche sulla naturalizzazione di Victor An. In entrambi i casi, c'è di mezzo la Corea del Sud, organizzatrice fra quattro anni: nel 2018 ci sarà la “vendetta”? Nessun dubbio invece su chi domini gli sport di squadra: quattro ori tra curling e hockey, tutti e quattro sono andati al Canada. Tuttavia, l'Europa è tornata ad essere il continente dominante: citazione d'obbligo per la Norvegia, capace di chiudere davanti sia ai canadesi sia agli Stati Uniti, ma anche all'incredibile dominio dell'Olanda nel pattinaggio di velocità. Chiusura sui personaggi: tre ori per la norvegese Marit Bjoergen e la bielorussa Darya Domracheva, oltre che per Victor An. In copertina anche Tina Maze per lo sci alpino, Felix Loch nello slittino, Dario Cologna nello sci di fondo, Kamil Stoch nel salto, Vic Wild nello snowboard e Alexander Zubkov nel bob, tutti a quota due medaglie d'oro. Dulcis in fundo, il nuovo detentore del record assoluto nel numero di medaglie ai Giochi invernali: Ole Einar Bjoerndalen ha di diritto un posto nella leggenda dello sport. (Mauro Mantegazza)

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