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Pagelle/ Sassuolo-Catania (3-1): i voti e il tabellino della partita (Serie A, 28^ giornata)

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Tradito dalla difesa in occasione del gol subito, la sua partita finisce di fatto lì perchè non gli tirano più in porta.

E' suo l'errore che spalanca la strada a Bergessio: non sale con la linea, Di Francesco capisce che non è giornata e lo sostituisce al volo. 

( Contribuisce alla rimonta neroverde garantendo continuità sulla fascia destra)

Cresce partita dopo partita: oggi la sua gara è brillante e priva di errori, lui sul fuorigioco era salito bene ma non è stato seguito da tutti.

Anche lui ormai è un punto fermo di questa difesa, controlla molto bene la sua zona pur se nella prima parte sembra essere timido.

Siamo alle solite: difensivamente non è mai un problema, davanti però Di Francesco vorrebbe più spinta e lui non rispetta le consegne.

Finalmente la sua esperienza porta frutti sperati: in mezzo al campo non sta fermo un secondo e riesce sempre a fare la cosa giusta, anche se è lui a pagare a fine primo tempo.

( Cambia la partita. Al primo pallone fa gol, poi è una minaccia costante per la difesa avversaria con la sua sola presenza. Fa salire la squadra tenendo palla. Con Malesani non giocava quasi mai, misteri)

Come sempre la sua presenza in mezzo al campo si fa sentire: distribuisce gioco e fa da diga, qualcosa meno nella sua pagella per un ultimo passaggio completamente sbagliato. 

Anche lui si trasforma nella ripresa, diventando decisamente più solido e andando anche in gol per il temporaneo 2-1. 

E' lui a segnare il gol della tranquillità, ma prima aveva combinato pochino sotto l'attenta cura di Biraghi. Però, il suo spunto finale potrebbe essere molto prezioso. 

Cancellato dal campo da Legrottaglie che gli fa sentire il fisico e non gli permette mai di guardare la porta. Cerca di girare al largo, ma non incide mai.

Si trasforma dopo un primo tempo anonimo: fa venire gli incubi ad Alvarez, lo punta e lo lascia sul posto servendo l'assist a Zaza, disegna sulla testa di Missiroli il cross del 2-1, è sempre nel cuore dell'azione. ()

All. DI FRANCESCO 7 Domanda: era lui il responsabile? La moda tutta italiana di esonerare allenatori a profusione salvo poi richiamarli è ormai un classico, lui non ha evitato la tagliola presidenziale ma, tornato sul luogo del delitto, ha dimostrato perchè da qualche anno fa parlare di sè; magari non sarà un esempio di difesa inespugnabile, ma non lo è nemmeno il suo maestro Zeman che stranamente gode di molto più credito. Dovesse salvare la squadra diventerebbe un eroe, e ne avrebbe tutti i meriti.