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Nazionale/ News Mondiali 2014, chiamate il soldatino Florenzi

Alessandro Florenzi ha risolto la partita Roma-Torino con un gran gol nei minuti di recupero: l'ennesimo acuto di una stagione importante, che lo sta consacrando a livello nazionale

Alessandro Florenzi, 23 anni, centrocampista della Roma (INFOPHOTO) Alessandro Florenzi, 23 anni, centrocampista della Roma (INFOPHOTO)

NAZIONALE NEWS MONDIALI 2014, CHIAMATE IL SOLDATINO FLORENZI - Scena indimenticabile, dal film "Così è la vita" del 1998. Dopo varie peripezie Aldo (criminale in fuga), Giovanni (inventore di giocattoli) e Giacomo (poliziotto) si trovano in un cimitero ad ascoltare via radio Italia-Norvegia, ottavi di finale di France '98. Aldo: "Quanto darei per essere in cella con Crapanzano a tifare il nostro giocatore preferito". Giovanni: "Ma chi Baggio o Del Piero?". Aldo: "Ma che Baggio e Del Piero…soldatino Di Livio! E' l'idolo del braccio 6, forse per quella faccia pulita…". Quando il gregario ispira la fantasia popolare più del campione affermato. D'altra parte ai giocatori come Di Livio ci affezioniamo facilmente, non a caso il Soldatino nazionale fu apprezzato sia dai tifosi juventini che da quelli della Fiorentina, che in comune hanno poco altro. Oggi un altro giocatore sta riproponendo ad ottimi livelli la figura del factotum in campo ed è Alessandro Florenzi. Che ieri (martedì 25 marzo) ha risolto la sfida tra aspiranti azzurri (Mattia Destro-Ciro Immobile) con una prodezza nei minuti di recupero, un diagonale di rara pulizia col piede sbagliato (il sinistro, non il suo naturale) ma sotto la Curva giusta, la Sud. Un ragazzo romano e romanista che segna il gol decisivo per la Roma davanti al cuore pulsante dei suoi tifosi: un sogno, raccontato meglio di qualsiasi parola dall'espressione di Alessandro a fine partita. Una vera e propria "faccia pulita", quella di chi lavora duro per migliorarsi e realizzare un desiderio grande e ce la sta facendo, quella incredula di un soldato semplice che diventa eroe decisivo per una notte, entrando dalla panchina. Che risorsa per la Roma: un calciatore autoctono che gioca letteralmente dove lo metti (interno di centrocampo, esterno del tridente, terzino in difesa), corre come Di Livio e segna come Totti (6 gol per entrambi quest'anno). Non un fenomeno, perlomeno non ancora ma un gregario di lusso con margini di miglioramento. Rudi Garcia e Zdenek Zeman prima di lui lo hanno capito, chissà che anche Prandelli non ne abbia bisogno a giugno, quando farà più caldo in tutti i sensi. Florenzi ha già debuttato nella sua gestione ma attualmente è ai margini delle rotazioni azzurre; eppure in pochi meglio di lui incarnano i concetti di gioventù, intensità ed attaccamento alla maglia che si vanno predicando da Coverciano in giù; siamo sicuri di poterlo escludere da un mondiale, dove succede di tutto e gente pronta a tutto serve come il pane? Immaginate di trovarvi accanto al c.t. e buttate lì: "Quanto darei per essere nei tuoi panni per convocare il mio giocatore preferito". Prandelli: "Ma chi, Destro o Immobile?". E voi: "Ma che Destro o Immobile…soldatino Florenzi!!!".

(Carlo Necchi)

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