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Sci alpino/ News, Lara Gut: miglioro seguendo un percorso preciso. La stagione? Sono tra le tre migliori al mondo... (esclusiva)

Sci alpino news, intervista esclusiva con LARA GUT. La sciatrice svizzera parla della stagione appena conclusa e dei suoi risultati, con uno sguardo sul futuro e sui prossimi obiettivi

Lara Gut nel corso del supergigante di Sochi (Infophoto) Lara Gut nel corso del supergigante di Sochi (Infophoto)

Compirà 23 anni il prossimo 27 aprile, ma Lara Gut ha già la determinazione e il curriculum di una veterana. Per la prima, si guardi alla reazione immediata per il bronzo olimpico in discesa libera, lo scorso 14 febbraio ai Giochi invernali di Sochi: frustrazione al traguardo prima che gioia e soddisfazione, che sono poi comunque arrivate per un ottimo risultato alla prima partecipazione (a Vancouver non c'era per un infortunio all'anca). Per quanto riguarda il curriculum, basta leggere i numeri: ci sono tre argenti ai Mondiali (due in Val d'Isère nel 2009, supercombinata e discesa libera, uno a Schladming lo scorso anno, in super-G) oltre a due argenti a livello juniores, e 10 vittorie in Coppa del Mondo (18 i podi) con la conquista della Coppa di supergigante lo scorso marzo, quando ha vinto la settima gara della stagione. Nella classifica generale ha chiuso al terzo posto (1101 punti): "E' il percorso ad essere importante, il risultato è una conseguenza" ci ha detto nel corso dell'intervista esclusiva concessa a IlSussidiario.net; "sto costruendo la mia carriera con questa filosofia". Una filosofia vincente, a quanto si vede.
Sei soddisfatta della stagione? Certamente, finisco la stagione tra le 3 migliori atlete al mondo e in ben 3 discipline sono tra le prime 4. Ma ancor più dei risultati conta il modo in cui scio, i miglioramenti fatti rispetto all'anno scorso, inizio ad essere un "pacchetto più completo".
Hai fatto tante splendide gare con 7 vittorie e la coppa di super-G, ma anche qualche errore: cosa ti manca ancora per avere continuità per tutto l'anno? Credo di aver corso 25 gare in Coppa del Mondo quest'anno, sono uscita due volte rischiando ambedue le volte di finire nelle reti ma non é successo e tre volte sono caduta perché ho toccato con lo scarpone la neve. Sono degli errori che capitano e dai quali posso imparare molto ma non bastano ad offuscare tutto il buono che ho fatto. Credo che si possa già parlare di continuità quando si vincono 7 gare in una stagione!
A un mese dalle Olimpiadi prevale ancora la rabbia per l'oro sfumato o con il passare del tempo la medaglia olimpica ha lenito l'amarezza? Non penso alle Olimpiadi, sono passate e noi atleti guardiamo avanti, alle nuove sfide e opportunità che ci aspettano. Una medaglia me la sono portata a casa e già non é male e non mi risulta che con i "se" e i "ma" si vinca molto; le Olimpiadi sono un grandissimo evento ma ci partecipiamo ogni quattro anni, quindi tra un'edizione e l'altra abbiamo altre gare e eventi importanti da vincere senza "sprecare" tempo a parlare solo di quelle.
Sappiamo che hai iniziato a sciare a nemmeno due anni: è stato subito amore o un processo più graduale?Sciare é sempre stato come andare a scuola; ha sempre fatto parte della mia vita, riuscivo con facilità e non mi sono mai posta molte domande sul perché lo stessi facendo. Lo sport é diventato una libertà per me, la possibilità di esprimermi al meglio e di fare ciò che mi piace ma non saprei descrivere il mio percorso; sugli sci ci sono sempre stata e non ho mai trovato qualcosa d'altro che mi entusiasmasse al punto di cercare un'altra strada se non quella innevata.
Ti alleni con un team privato, come del resto altri sciatori fanno: pensi sempre che sia questa la soluzione migliore per te? Ho bisogno di libertà, di flessibilità e di poter discutere con il mio allenatore per trovare le soluzioni migliori. Tutte queste cose sono molto difficili da trovare in una squadra, inoltre il nostro é uno sport un po' strano: ci dovremmo allenare tutto l'anno insieme per poi ritrovarci una contro l'altra in pista. È anche una questione di fiducia e continuità; come faccio a lavorare bene se ogni anno lo staff cambia e ad aprile non so che allenatore mi troverò di fronte? Le persone che mi seguono mi conoscono da quando ero adolescente e quindi mi capiscono anche meglio di me, é una fortuna immensa!
A livello tecnico, come nasce la tua sciata e il modo particolare di affrontare le porte?