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Samuele Dalla Bona/ News, l'accusa: il calcio italiano fa schifo

Samuele Dalla Bona news: l'ex centrocampista di Chelsea e Milan lancia accuse pesanti nei confronti del calcio italiano. Troppe pressioni, mentalità sbagliata e seconde chance a chi truffa

Samuele Dalla Bona ai tempi del Napoli (Infophoto) Samuele Dalla Bona ai tempi del Napoli (Infophoto)

"Il calcio in Italia è uno schifo". Ricordate Samuele Dalla Bona? Classe '81, uscito dalle giovanili dell'Atalanta era considerato uno dei centrocampisti più promettenti d'Italia. Finì che se lo prese il Chelsea, che aveva appena vinto la Coppa delle Coppe; quattro stagioni molto positive, poi il Milan che aveva fiutato il colpo, ma che altro lo lasciava a guardar giocare gli altri. Tre giri in prestito con l'exploit di Lecce (6 gol in 36 partite), poi il Napoli che inseguiva il ritorno in Serie A. Centrato, anche grazie al contributo di questo ragazzo di San Donà di Piave. Poi, più nulla. Nel 2009 una parentesi all'Iraklis, quindi il rientro in Italia per giocare poco o nulla con Verona, Atalanta e Mantova. Oggi Samuele Dalla Bona ha 33 anni, ha il patentino UEFA B per allenare e dice che la sua carriera, "a certi livelli", è forse finita. In una lunga intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport ha accusato un sistema per il quale "chi ha sbagliato ha una seconda possibilità, mentre quelli che non hanno mai sbagliato e sono senza lavoro passano da coglioni". Usa proprio questa parola; e fa dei nomi. Chiama in causa Andrea Masiello, ricorda come il difensore all'epoca nel Bari abbia ammesso di aver preso soldi per perdere. "Durante la squalifica ha incassato lo stipendio minimo che un operaio oggi si sogna, e a gennaio tornerà a giocare". Oppure Marco Rossi, acquistato dal Perugia. Mentre, dall'altra parte, "Farina che ha denunciato ha dovuto smettere e per lavorare è andato in Inghilterra". Già, l'Inghilterra: Dalla Bona ci è stato, e non è l'unico a raccontare di un calcio senza pressioni, di atmosfere diverse, di una realtà nella quale "per Chelsea-Manchester United il ritiro cominciava quattro ore prima della partita". Eh già: perchè anche questo è un punto che Dalla Bona non riesce a capire. "Se perdi una partita scattano le contestazioni, le punizioni. E io mi sono sempre ribellato". Questione di mentalità: se cresci in un Paese come l'Inghilterra, accettare che nella nazione in cui sei nato succedano certe cose è dura. Dalla Bona insomma parla di un calcio da rifondare, da rifare quasi per intero. Pressioni, interessi. "Da noi il calcio è uno schifo, soprattutto quello che c'è attorno. Le pressioni, la mentalità". Una carriera finita troppo presto perchè "non sono allineato alla 'cultura italiana', e ho pagato anche per questo". Una denuncia forte e pesante: non la prima, e non sarà probabilmente l'ultima. Anche se qualcosa da salvare c'è. "Ho giocato al Sud ma nessuno mi ha mai costretto a fare nulla di illegale. Il mio amico Donati ha giocato in quel Bari, ma è onesto come me". Insomma, come sempre, dipende - molto - anche dalle persone.

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