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LISTA CONVOCATI NAZIONALE/ Da Criscito a Gilardino, dubbi tattici e "storici" sui 30 di Prandelli

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Lukas Podolski e Miroslav Klose non arrivano da stagioni memorabili, però ci sono loro a discapito, per esempio, di Patrick Herrmann e Stefan Kiessling che guardando agli ultimi nove mesi meritavano forse di più. Ci sono loro perchè sono la storia recente della Germania, e perchè Loew sa benissimo che quando conterà davvero daranno più garanzie dei sopra citati, e di altri che non ci sono. Secondo aspetto, più sul tattico: senza Gilardino (o Luca Toni, un altro escluso) andremo in Brasile senza una prima punta di ruolo ed esperienza, dovendoci affidare a Mario Balotelli (che prima punta non è) e a una coppia - quella già citata - che ha messo insieme 6 partite in Nazionale. Ora: che Immobile o Destro possano trasformarsi in un Totò Schillaci 24 anni dopo è possibile e magari probabile. Però, Azeglio Vicini si era premunito con Gianluca Vialli e Andrea Carnevale, che peraltro erano inizialmente i titolari. Certo non si può ricondurre la scelta di Prandelli a 80 anni di storia azzurra al Mondiale, però è anche vero che l'Italia ha sempre costruito le sue fortune su un uomo d'area di rigore: da Gigi Riva a Paolo Rossi, da Bobo Vieri a Luca Toni e Pippo Inzaghi. Perchè rinunciare ad avere un'alternativa di questo tipo? Al Mondiale si rischia di giocare sette partite totalmente diverse dal punto di vista tattico: un ariete serve sempre, lo ha capito anche la Spagna che, da anni devota al falso nueve, ha chiamato quattro prime punta e, anche accettando che Negredo e Llorente non faranno parte del gruppo dei 23, almeno due le porterà per utilizzarle. Non prendiamo lezioni da nessuno ed è giusto così, ma non vorremmo a dover trovarci a rimpiangere qualcosa in più. Per ora, comunque, fiducia nei 30 e in Cesare Prandelli; pur con questi dubbi, non è detto che non abbia ragione lui. 

(Claudio Franceschini)



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