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LISTA CONVOCATI NAZIONALE/ Da Criscito a Gilardino, dubbi tattici e "storici" sui 30 di Prandelli

Lista convocati Nazionale: Cesare Prandelli ha diramato la lista dei 30 giocatori per il Mondiale. In attesa dei definitivi 23, abbiamo ragionato sulle scelte del Commissario Tecnico

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Ha fatto le sue scelte. Ieri sera, come annunciato, è stata resa nota la lista dei 30 preconvocati per il Mondiale 2014 (la leggete qui). Scorrendo i nomi, non possiamo fare a meno di farci venire qualche dubbio; d'accordo, il CT è lui e le valutazioni migliori sono nella sua testa, ma anche così ci sono dei punti di domanda che vale la pena analizzare. Sorvolando sulla questione del codice etico (ne abbiamo già discusso), rimaniamo sul tecnico: siamo d'accordo sulla scelta dei portieri (a Simone Scuffet, per quanto bravo e di prospettiva, non poteva bastare una manciata di ottime partite per superare Perin o Mirante), meno su quella degli esterni. Prandelli ne ha chiamati cinque: davvero Mimmo Criscito è inferiore a tutti loro? Non ce ne voglia Matteo Darmian che è reduce da una grande stagione, non ce ne voglia Christian Maggio la cui carriera è onorevole, non ce ne voglia il miglioratissimo Ignazio Abate; avremmo visto nella lista il terzino dello Zenit San Pietroburgo. Anche perchè, se lo schema prevederà la difesa a 4 come sembra, a sinistra ci sarà il solo Pasqual, bravo ma forse poco adatto a reggere 7 partite (sperando siano 7) con quel clima e con così poco tempo, un turnover è richiesto e sappiamo tutti che De Sciglio è molto più utile a destra. Le note dolenti, tuttavia, sono dalla cintola in su. Il caso Diamanti merita una riflessione a sè stante, ma soprattutto apre una disamina: che fine ha fatto il concetto di gruppo storico? Alino ha fatto parte della spedizione europea ed è stato uno dei migliori, ha giocato le qualificazioni al Mondiale, era parte integrante della Nazionale: sparito perchè, pare, il CT non poteva monitorarlo in Cina. Ma, domanda: non bastavano gli anni di Bologna? Non bastava il curriculum? Non bastava il fatto che il fantasista di Prato è l'unico giocatore davvero versatile, in grado di cambiare schema e modulo a partita in corso e di adattarsi sull'esterno, come seconda punta o all'occorrenza come interno? E invece no: fuori Diamanti, e dentro Aquilani che, per quanto di valore sia, rischia di essere "doppione" dei Pirlo e dei Marchisio, dei Montolivo e dei Thiago Motta. E poi l'attacco. Mattia Destro e Ciro Immobile meritavano la chiamata; siamo tutti d'accordo. Ma anche qui: perchè far fuori Alberto Gilardino? Prandelli ha mostrato lungimiranza aspettando Giuseppe Rossi, portandolo nonostante sia stato fermo tra gennaio e maggio; però non ha chiamato Stephan El Shaarawy, che di questa Nazionale ha sempre fatto parte e avrebbe dovuto rappresentare il futuro e magari con un mese di duro lavoro sarebbe stato più pronto e inserito di altri. I dubbi sono di duplice natura: innanzitutto, ripetiamo, una squadra nazionale si costruisce anche sul gruppo, su giocatori che comunque vada meritano il viaggio perchè sono il collante e la fiducia. Prendiamo la Germania