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Pagelle/ Internazionali d'Italia 2014: i voti del torneo femminile di Roma

Pubblicazione:lunedì 19 maggio 2014

Serena Williams con il trofeo degli Internazionali d'Italia 2014 Serena Williams con il trofeo degli Internazionali d'Italia 2014

INTERNAZIONALI D'ITALIA 2014: LE PAGELLE DEL TORNEO FEMMINILE DI TENNIS A ROMA - Serena Williams ha vinto per la terza volta in carriera, la seconda consecutiva, gli Internazionali d'Italia. Al Foro Italico l'americana si è aggiudicata la finale battendo la nostra Sara Errani con il punteggio di 6-3 6-0, approfittando anche di un guaio alla coscia accusato dalla bolognese; abbiamo dato i voti ad alcune delle protagoniste del torneo italiano, che proietta idealmente il circuito WTA verso il Roland Garros. 

SERENA WILLIAMS 9 Diciamo la verità: che Serena potesse non essere Serena ci abbiamo sperato. Patriotticamente, l'ipotesi di una finale contro la Ivanovic ci stimolava; certo sarebbe stata da vincere, ma sulla carta - e psicologicamente - sarebbe stata meglio. E invece no, e così la Williams vince ancora: titolo numero 60 in carriera, il terzo di un 2014 iniziato in salita e senza l'abituale dominio. Ritirata a Madrid, la coscia le ha dato fastidio anche a Roma; tanto che ha dovuto giocare un terzo set in semifinale, e che nel primo della finale non è parsa lei. Fallosa oltremodo, si è fatta recuperare un break; lì ha dimostrato perchè domina la classifica da ormai un anno e perchè da almeno due non ha rivali nel circuito. Reazione immediata, e saluti. Il torneo è stato ordinaria amminstrazione: primi tre turni semplici anche come avversarie, poi lo spavento scampato contro la Ivanovic, quindi una finale giocata "a metà" ma sempre con l'aura di intoccabile.

SARA ERRANI 9,5 Di più non poteva. Finisce in lacrime per non aver potuto giocare al 100% contro la Williams; lei per prima sa che sarebbe cambiato poco, ma essere stata limitata nel secondo set è stato crudele e ingiusto per come si era costruita l'accesso alla finale. Un'azzurra all'ultimo atto del Foro Italico dal 1950: Sarita si è ritrovata nel momento più topico, superando le difficoltà degli ultimi mesi e centrando la prima vittoria contro una Top 3 in carriera, battendo Na Li che era una delle giocatrici più in forma del circuito, prima di recuperare la semifinale contro la Jankovic da 1-4 nel secondo set. Ha infiammato una folla in estasi confermando che sulla terra è una delle più forti al mondo e che quando gioca come sa non teme nessuna avversaria. Salvo, appunto, Serena Williams e Sharapova-Azarenka al loro top. Bene così: per il Roland Garros è una bella iniezione di fiducia, e mentalmente chi se la troverà di fronte avrà qualche timore in più. Peccato la finale del doppio: ci ha provato, ma sullo 0-4 ha alzato bandiera bianca. 

ANA IVANOVIC 9 Di quelle che sono arrivate in fondo ha certamente avuto la strada più difficile. Knapp e Cornet (specialmente sulla terra) nei primi due turni, poi Maria Sharapova. Il torneo della serba ha svoltato agli ottavi: contro Masha non vinceva dal 2007, ma ha superato la sua nemesi personale triturando l'avversaria in due set brevissimi. Contro Carla Suarez Navarro ha tenuto di nervi e piazzato il break decisivo sul 4-4 del terzo set, come le giocatrici più navigate; la Williams l'ha al fondo asfaltata, ma prima Ana l'ha costretta a giocare il terzo set. Due indizi fanno una prova: due titoli nel 2014, quarti agli Australian Open, finale a Stoccarda, quarti a Madrid, semifinale a Roma. Sarà cliente difficile al Roland Garros e continua la scalata alla Top Ten, lei che è stata una numero 1; quando le funziona il dritto è semi-imbattibile. 

JELENA JANKOVIC 8 Negli sport li chiamano "chokers": sono quegli atleti che si spengono sul più bello, che non sono in grado di chiudere, di portare a casa la vittoria. La serba per tutta la carriera è stata così; forse avrebbe qualche titolo in più se non fosse per questa tendenza negativa. Che le è capitata contro la Errani: Sarita ci ha messo molto del suo e va bene, ma la serba conduceva 4-1 nel secondo set e pregustava già il terzo quando la luce si è spenta e la bolognese ha rimontato fino a vincere. Un vero peccato: fin lì il torneo della Jankovic, già vincitrice due volte a Roma, era stato semi-perfetto: la Pennetta non ha mai visto la pallina, la Radwanska è stata spazzata via dal campo. Resta questo senso di missione non compiuta, e di altro rimpianto; però in semifinale in un Premier bisogna arrivarci, e lei ci è arrivata. 


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