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Pagelle/ Internazionali d'Italia 2014: i voti del torneo maschile di Roma

Pubblicazione:lunedì 19 maggio 2014

Novak Djokovic, 26 anni, festeggia la terza vittoria agli Internazionali d'Italia (Infophoto) Novak Djokovic, 26 anni, festeggia la terza vittoria agli Internazionali d'Italia (Infophoto)

JEREMY CHARDY 8 Ha già 27 anni, è vero; ma chissà che non sia un nuovo Wawrinka, ovvero un giocatore che esplode tardi. Lo scorso anno aveva stupito con i quarti agli Australian Open, poi on si è più ripetuto così ad alti livelli ma qui a Roma ha sorpreso Roger Federer rimontandogli un set, poi si è spinto fino ai quarti dove ha comunque messo pressione a uno stratosferico Raonic. Classe e possibilità sono inferiori a quelle di Stan the Man, ma può rappresentare uno di quei giocatori che è meglio evitare nei tabelloni, perchè non è una testa di serie (numero 40) ma pur non essendo un fuoriclasse può battere (quasi) chiunque se in giornata. 

ROGER FEDERER 6 Sufficienza d'ufficio e di "comprensione": solo pochi giorni fa gli è nata la seconda coppia di gemelli, al Foro Italico non ci doveva essere ma poi, evidentemente dopo una riunione di famiglia, ha deciso che magari poteva allenarsi un po' per Parigi. Gli ha detto male: ha sporcato la buona fedina 2014 (finali a Indian Wells e Montecarlo) perdendo subito da Chardy, che aveva di fatto cancellato dal campo nel primo set. Giustificato: la testa era in Svizzera, e però un campione come lui dovrebbe battere certi giocatori anche nel sonno.

STANISLAS WAWRINKA 5,5 Dopo gli Australian Open ha inanellato una serie di risultati negativi che ci hanno fatto pensare che la vittoria del primo Slam in carriera gli avesse fatto male. Tornato sul rosso si dev'essere ricordato di quello che aveva fatto lo scorso anno (quarti a Montecarlo, finale a Madrid, quarti al Roland Garros) e ha vinto il primo Master 1000 sbancando il Principato; ma poi è crollato in Spagna perdendo da Thiem, e si è ripetuto al Foro uscendo sconfitto dall'incontro con Tommy Haas. Deve riassestarsi per Parigi, perchè rischia ancora una volta di fare fiasco quando tutti lo aspettano; sulla carta dovrebbe essere l'unico a inserirsi nella lotta tra i big…

GLI ITALIANI 5,5 Il discorso è sempre lo stesso: anche se eravamo in casa e sulla superficie favorita non ci aspettavamo granchè. Anzi: Simone Bolelli (6,5) ha passato un turno grazie al derby contro Stefano Travaglia (8,5 per le qualificazioni e un clamoroso upset sfiorato contro il connazionale), Andreas Seppi (5,5) non ha avuto chance contro Haas, Fabio Fognini (5) che era il giocatore in grado di portarsi in zona quarti di finale è uscito fischiato dal suo stesso pubblico per una prova incolore, di quelle da "non so cosa ci faccio qui", contro Lukas Rosol che vive ancora di rendita per lo scacco londinese a Nadal. Insomma: più che dire che abbiamo fatto flop a Roma, varrebbe la pena sottolineare come il nostro movimento non riesca a produrre talenti in grado di azzannare il ranking, e che il nostro numero 1 è evidentemente ancora troppo emotivo per pensare di inserirsi nella Top Ten o quantomeno rimanerci. La speranza si chiama Marco Cecchinato (6): classe '92, il palermitano ha perso subito contro Sijsling, ma potrebbe avere buon futuro.

LA PARTITA PIU' BELLA: NADAL-MURRAY (1-6 6-3 7-5) QUARTI DI FINALE Menzione d'onore ovviamente per la semifinale Raonic-Djokovic, durata tre ore; questo però è stato l'incontro che ha emozionato di più. Non si incontravano da tre anni, se le sono suonate di santa ragione: lo scozzese ha condotto le danze, Rafa è rientrato ma è stato ad un passo dall'eliminazione quando Murray è salito 4-2 e servizio. Qui è venuto fuori il campione vero: break strappato a zero con tanto di super recupero sullo schiaffo al volo dell'avversario, urlo con pugno al cielo e da lì in poi le redini le ha avute in mano lui. Murray però ha mostrato enormi miglioramenti sul rosso che fanno ben sperare anche in ottica Roland Garros. 

(Claudio Franceschini)



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