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Serie A 2013-2014 Awards/ Rookie of the year, il debuttante dell'anno

Pubblicazione:giovedì 22 maggio 2014 - Ultimo aggiornamento:venerdì 23 maggio 2014, 12.18

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SERIE A 2013-2014 AWARDS, ROOKIE DEL CAMPIONATO - Il concetto di rookie è semplice: giocatore debuttante nella massima lega nazionale, di pallacanestro americana nel caso dell'NBA. Nel nostro l'idea è stata sezionata: il premio per il miglior debuttante considera i giocatori provenienti dalle categorie inferiori, le varie seconde divisioni a cominciare dalla Serie B nostrana, oppure il campionato Primavera. Non compariranno quindi elementi come Kevin Strootman, giovane (classe 1990) ma già abituato a grandi palcoscenici, o come Juan Iturbe che avrebbe tutti i requisiti per essere un rookie ma aveva già sorseggiato l'Europa col Porto (2011-2012), e vissuto una mezza stagione da protagonista al River Plate. Il campionato 2013-2014 ha comunque individuato un nucleo verde che ha saputo sorprenderci, per rapidità e capacità di adattamento al piano di sopra.

Secondo posto: Keita Baldé Diao (Lazio) Un diamante senegalese raffinato alla miglior scuola iberica, quella del Barcellona: complimenti alla Lazio che ha saputo approfittarne e che lo ha già blindato con il rinnovo del contratto. Ha segnato un gol ogni cinque apparizioni (5 in 25 presenze) ma soprattutto espresso potenzialità enormi, che hanno già conquistato i tifosi biancocelesti. Assieme a Candreva forma una coppia di attaccanti esterni devastante: proprio dal suo collega Keita potrà imparare molto, soprattutto che in Serie A non si vive di sola tecnica. L'inizio però è stato incoraggiante, la Lazio ripartirà da lui e lo dovrà coltivare con la massima cura.

Terzo posto: Simone Scuffet (Udinese) Che sia finalmente sbocciato l'erede di Buffon? Gli indizi sono incoraggianti, a cominciare dal cognome con doppia centrale e consonante finale fino ai contorni dell'esordio, anagrafici e tecnici (entrambi a 17 anni ed entrambi per infortunio del titolare, Luca Bucci per Gigi e Zeljko Brkic nel caso di Scuffet). L'Italia non ha mai smesso di produrre portieri di livello ma nessuno negli ultimi anni si era mai conquistato la Serie A così presto. A parte Buffon…

Altre nomination: Bruno Fernandes (Udinese) Restiamo in casa Udinese, terreno sempre fertile in materia di rookie, per uno degli emergenti più interessanti del campionato. Un colpo alla Benatia: come il marocchino fu scovato nella seconda divisione francese (Clermont) così Bruno Fernandes è stato individuato nel Boavista, nella Segunda Divisao portoghese. Alla sua prima stagione in Serie A ha sostanzialmente pareggiato le cifre di Novara, dove era stato prestato per un primo approccio all'Italia: 21 presenze e 4 gol in Piemonte, 24-4 quest'anno (gli stessi dati del più quotato Muriel). Sul sito ufficiale dell'Udinese sono ben riassunte le sue possibilità: "Mezz'ala offensiva di spiccate qualità tecniche. Ottimo nel palleggio e nel fraseggio, possiede una grande visione di gioco". Di Natale ha trovato un buon amico.

Rafael (Hellas Verona) Si può essere rookie a trentadue anni? Sì se nell"altra vita" hai fatto il secondo portiere al Santos, dal 2000 al 2005, e sei passato al Sao Bento in Serie B prima di arrivare in Italia. E' il caso di Rafael de Andrade Bittencourt, che con l'Hellas ha scalato il calcio italiano dalla Lega Pro al decimo posto in Serie A. Il brasiliano ha subito tanto (68 gol, quasi 2 a partita, terza peggior difesa del torneo) ma ancora di più ha salvato: con 157 parate è il miglior portiere in questa categoria. Il che fa capire due cose: Mandorlini ha bisogno di un difensore in più, ma tra i pali non ha problemi. 

Simone Zaza (Sassuolo) Poteva facilmente sciogliersi al primo sole del paradiso: il contesto non era dei più facili specialmente all'inizio, in una neopromossa che ha faticato a prendere le misure della Serie A; in più la concorrenza non è mai mancata, da Floro Flores a Nicola Sansone passando per Floccari il giovane Zaza ha avuto un bel daffare per ritagliarsi il suo spazio. Ma alla fine ce l'ha fatta, sfiorando la doppia cifra di gol (9) in 33 presenze. E' presto per definirlo attaccante di razza e ci sono aspetti del gioco su cui dovrà lavorare molto, tra cui la precisione sottoporta; ma la prima stagione in A ha dimostrato che Simone Zaza non ha paura. Non a caso ha dato lui la sveglia al Sassuolo, con il gran sinistro che regalò il primo punto al San Paolo (1-1 col Napoli) dopo la scoppola Inter-na precedente (0-7).


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